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Per le imprese esportatrici di Treviso e Belluno meno code allo sportello grazie alla stampa in azienda dei certificati di origine.

20/12/2018 | Promozione |  Un passo verso la più spinta telematizzazione della procedura.

Fonte: ufficio stampa Camera di Commercio di Treviso-Belluno


Treviso, 19 Dicembre 2018. Nella provincia trevigiana dove nei primi 9 mesi del 2018 le esportazioni crescono del +5,4% al di sopra della media nazionale e regionale e quelle di Belluno, al netto dell’occhialeria, registrano un risultato del +5,3%, la Camera di Commercio è partner di questa attività export con 29.260 certificati di origine erogati per le aziende di Treviso e Belluno.

Per agevolare le imprese, accorciare i tempi di consegna e snellire le procedure, la Camera di Commercio informa che da oggi è tra le prime 10 Camere di Commercio in Italia a dare inizio alla sperimentazione della stampa in azienda dei certificati di origine.

Si tratta di un obiettivo ambizioso che è quello di voler favorire nelle pratiche burocratiche, evitando di recarsi agli sportelli per il ritiro, settori come i Macchinari le cui esportazioni crescono del +9,2% (+148 milioni di euro) grazie soprattutto ai mercati extra-Ue (+13,5%), in primi gli Stati Uniti; il settore dei Mobili le cui esportazioni passano dal +2,4% al +4,5% (+56 milioni di euro) grazie all'andamento extra-Ue ed in particolare alla ripresa nel mercato statunitense; il settore delle Bevande (tra cui i vini) il cui export ha una crescita a due cifre (+10,9%, +52,4 milioni di euro) grazie agli incrementi Intra-Ue (+13%); l’ Automotive: la crescita del settore è tutta proiettata intra-Ue (+19,7%, +51 milioni di euro).

Tra i settori a cui la Camera di Commercio evidenzia il nuovo servizio di certificati d’origine con stampa in azienda anche il settore della gomma-plastica (+7,1%, +29 milioni di euro), della metallurgia e dall’elettronica e apparecchi di precisione (entrambi i settori crescono del +20,1%, rispettivamente +34 e +26 milioni di euro).

Poco più che stazionario, ma sempre con un traffico merci e dunque di certificati d’origine da erogare, l’export di calzature (+0,8%), di elettrodomestici (+0,7%) e della carpenteria metallica (+0,8%) che scontano i forti incrementi dell’anno precedente.

I mercati di riferimento extra-Ue per i quali sono erogati più certificati sono gli Stati Uniti, primo mercato di riferimento al di fuori dell'Unione, in crescita del +13,5%, Cina e Hong Kong (+5,8%), Russia (+2,8%), Canada (+8,6%) e Australia (+23,7%).

La collaborazione per la sperimentazione della nuova modalità dei certificati d’origine è stata condivisa con due aziende, la Geox Spa di Montebelluna e la Siliconature Spa di Godega di S. Urbano.

Si tratta di un passo verso la più spinta telematizzazione della procedura – afferma il Presidente della Camera di Commercio Mario Pozza - che non può, tuttavia, per ora essere interamente dematerializzata in quanto al momento gli unici documenti accettati da tutte le dogane sono quelli su supporto cartaceo. Mi complimento con lo staff della Camera di Commercio che ricerca, nella sburocratizzazione tramite i processi digitali, di favorire il lavoro all’estero delle nostre imprese.

Prossimamente, sempre nella direzione della informatizzazione della procedura, è prevista l'emanazione da parte del MISE, d'intesa con Unioncamere, delle nuove disposizioni per l'emanazione dei certificati di origine, le quali prevedranno l'obbligo di effettuare le richieste di rilascio in via telematica (attualmente già lo fa circa il 70% delle aziende per la Camera di Commercio di Treviso – Belluno, ma rimane aperto il canale cartaceo allo sportello).

Inoltre per le Camere che, come quella di Treviso-Belluno, hanno aderito al network ICC/WCF è già possibile verificare online la veridicità dei Certificati di Origine emessi, dal sito http://certificates.iccwbo.org/.

Una volta a regime la procedura per la stampa in azienda consentirà, nell'attesa che tutte le dogane accettino i certificati stampati con tale modalità (attualmente alcuni Paesi accettano solo certificati con la firma autografa del funzionario camerale in originale), di evitare in una larga percentuale di casi, la presenza fisica agli sportelli camerali degli incaricati delle aziende sia nella fase di richiesta che nella fase di ritiro dei certificati con un evidente risparmio di tempo per le imprese esportatrici.

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