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Le imprese bellunesi alla ricerca di tecnici

23/01/2019 | Promozione |  L’importanza degli istituti Tecnici Tecnologici per formare le figure del futuro da inserire nelle aziende: le iniziative di Confindustria Belluno Dolomiti

Fonte: ufficio stampa Confindustria Belluno Dolomiti

Belluno, 22 gennaio 2019 – Cercasi tecnici disperatamente. Il problema è nazionale, ma è avvertito, e molto, anche tra le aziende della provincia, in settori diversi: dall'occhialeria al metalmeccanico. In Italia, secondo i risultati della ricerca di Confindustria sul fabbisogno delle imprese nel triennio 2019-2021 in 6 settori chiave del made in Italy diffusi oggi, saranno poco meno di 193mila i posti di lavoro a disposizione nel prossimo triennio (2019-2021) nei settori della meccanica, dell’ICT, dell’alimentare, del tessile, della chimica e del legno-arredo, sei tra i settori più rilevanti del Made in Italy. Gli imprenditori cercano con urgenza figure professionali che in 1 caso su 3 sono di difficile reperimento vista la scarsità complessiva dell’offerta formativa che è carente soprattutto per le competenze tecnico-scientifiche medio-alte.

Ed è proprio partendo da questa conclamata carenza di figure professionali che Confindustria Belluno Dolomiti ha recentemente promosso due giornate di orientamento, organizzate da SIPAO e il Gruppo Giovani Imprenditori, con la partecipazione del Collegio dei Periti Industriali di Belluno, rivolte in particolare alle classi 2° dell’Istituto Tecnico Tecnologico G. Segato di Belluno.

Le giornate hanno permesso ai ragazzi di conoscere le aziende del territorio e le professioni del futuro legate al settore tecnico oltre ad avere maggiori elementi di valutazione per la scelta dell’indirizzo di specializzazione per il triennio. Questa iniziativa si inserisce nell’ambito delle numerose attività proposte da Confindustria Belluno Dolomiti in collaborazione con gli istituti tecnici tecnologici della provincia, in particolare l’istituto G. Segato e l’Istituto Negrelli Forcellini di Feltre.

«Continuiamo, anno dopo anno, a credere nell’utilità di queste iniziative - afferma il presidente dei Giovani Imprenditori Marco Limana - senza una seria azione di orientamento, i giovani corrono il rischio di perdere opportunità di lavoro e le imprese di avere maggiori difficoltà nel trovare le figure professionali che servono per crescere e competere. Su questa scia, oggi diventa urgente ribadire l’importanza della formazione tecnica perché il gap tra domanda e offerta di tecnici altamente qualificati va ridotto, per rispondere alla chiamata delle imprese del nostro territorio che sono alla ricerca di diplomati e laureati, per sviluppare competizione e irrobustire quel bagaglio di conoscenze che ha reso il nostro “made in Italy” noto in tutto il mondo. Presentare il tessuto produttivo locale, capire in cosa consistono le professioni ed i valori nell’ impresa, diventano azioni fondamentali per traghettare i giovani dalla scuola al mondo dell’università o del lavoro e affinché possano fare scelte consapevoli».

Nello specifico, le previsioni indicano che saranno 68mila i nuovi posti di lavoro nel settore della meccanica. Di questi, circa un terzo saranno disponibili per professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione (come ingegneri, progettisti e specialisti in scienze informatiche) e per professioni tecniche come tecnici della gestione dei processi produttivi e conduttori di impianti produttivi.

Nei settori della chimica, della farmaceutica e della fabbricazione di prodotti in gomma e plastica, si prevede per il prossimo triennio una domanda di lavoro pari a circa 18mila addetti. In questo settore, le professioni tecniche, scientifiche e di elevata specializzazione (come l’analista chimico, il ricercatore farmaceutico e il tecnico di laboratorio) rappresenteranno dalla metà ai due terzi delle figure professionali richieste.

La domanda di lavoro delle imprese dell’ICT (operanti nell’industria elettrica ed elettronica, nell’industria ottica e medicale o esercenti servizi informatici e di telecomunicazione) è stimata sui 45mila persone nel triennio 2019-2021. In particolare, in prospettiva le figure professionali più richieste saranno, tra le altre, l’analista programmatore, il progettista/sviluppatore di software e app, il progettista di apparecchiature informatiche e loro periferiche e il progettista di impianti per le telecomunicazioni.

Nell’orizzonte temporale di riferimento, gli ingressi nel settore alimentare, delle bevande e del tabacco saranno 30mila. Inoltre, il fabbisogno occupazionale del settore tessile si attesterà a 21mila lavoratori, mentre nell’industria del legno-arredo la domanda di lavoro consisterà in quasi 11mila nuovi ingressi. In tutti e tre questi settori, le professioni più richieste riguarderanno figure quali gli operai specializzati (tra i quali, ad esempio, gli artigiani della tessitura artistica, della lavorazione del legno e i modellisti di capi di abbigliamento) e i conduttori e manutentori di attrezzature elettriche, elettroniche e di impianti.

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