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Post-emergenza Vaia nel nord Est: al convegno nazionale si discute sull'attuazione del codice forestale nazionale

11/02/2019 | Progetti - eventi |  Uncem: "Le tante positive proposte dei docenti universitari oggi a Belluno confermano che la scienza dà risposte serie e sostiene la nostra resilienza."

Fonte: ufficio stampa Uncem




"L'attuazione del Codice forestale nazionale è una necessità che il Paese non può più attendere. Siamo pronti a lavorare con il Mipaaf, con il Sottosegretario Manzato per dare all'Italia una efficace strategia forestale che metta al centro delle politiche la valorizzazione di 12 milioni di ettari di bosco. Ce lo insegna l'emergenza Vaia, l'aumento di rischi e di emergenze ambientali che toccano i sistemi naturali, dalle frane agli incendi, le grandi tempeste e le alluvioni". 

Lo affermano Ennio Vigne, Presidente Uncem Veneto, e Marco Bussone, Presidente Uncem nazionale, intervenuti oggi a Belluno al convegno nazionale sul disastro e sulle opportunità di Vaia nelle foreste del nord Est. Presenti i massimi esperti di foreste delle Università italiane, gli Amministratori locali, i rappresentanti delle imprese. 

174 i milioni di metri cubi oggi in vendita a circa 20 euro al metro cubo, tre-quattro volte in meno rispetto al normale, all'ordinario. Numerosi oggi i lotti fatti dai Comuni che sono andati deserti. L'ultimo quello di Grigno, Comune che ha messo all'asta qualche giorno fa 276mila metri cubi di legno: la più grande asta nella storia italiana. Forte la necessità di stoccare materiale su piazzali per renderlo utilizzabile nei prossimi anni, evitando deprezzamento e depauperamento. "Tante sfide - riflettono Vigne e Bussone - per le quali serve una forte guida, un concorso di impegno istituzionale congiunto di Enti locali, imprese, Regioni. Oggi sono moltissime le imprese estere al lavoro sui boschi colpiti dagli schianti causati da Vaia. Moltissima parte di prodotto sta andando all'estero. Serve uno scatto operativo e istituzionale per dare nuovo valore al territorio e pieno coinvolgimento delle imprese locali. Ma soprattutto, il Paese, dopo aver preso atto di essere fatto di tanti boschi, deve mettere al centro una pianificazione copiando tante buone pratiche, non solo in Trentino. Non servono solo risorse economiche. Il nuovo Codice forestale ha bisogno di nove decreti attuativi e regolamenti. Servono cultura attorno alla gestione del bosco e corretta informazione. Un lavoro che Uncem vuole e può fare con il sistema degli Enti locali, già all'interno degli Stati generali della Montagna". 

I boschi non gestiti per il Paese sono un problema. Così come lo è la mancanza di consapevolezza rispetto a incendi, dissesto, cambiamenti climatici che sempre di più porteranno danni alle superfici forestali. "Le tante positive proposte dei docenti universitari oggi a Belluno - concludono i Presidenti Uncem Veneto e Uncem nazionale - confermano che la scienza dà risposte serie e sostiene la nostra resilienza. Vaia porta con sé danni, ma anche valori che sono all'interno del patrimonio forestale, oggi da raccogliere schiantato e in altri contesti da gestire. Vaia richiama il Paese tutto a una nuova consapevolezza attorno ai servizi ecosistemici-ambientali che sono decisivi per ridefinire il rapporto che l'Italia ha con le sue aree interne e montane".
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