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Belluno, viabilità e opere: Confindustria e il Tavolo delle Infrastrutture rispondono agli ambientalisti

11/07/2019 | Economia |  Lorraine Berton: “Noi andiamo avanti per la nostra strada”. Domenico Limana: "Non possiamo stare fermi e rimanere nel medioevo”

Fonte: ufficio stampa Confindustria Belluno Dolomiti



Noi imprenditori andiamo avanti per la nostra strada perché dimostriamo ogni giorno, con il nostro lavoro, di amare questo territorio, e di volerlo proiettato al mondo e al futuro. Prendo atto dei rilievi delle sigle ambientaliste, peraltro gli stessi da decenni a questa parte. Mi pare che il fronte del no, a tutto e a tutti i costi, non abbia fatto gli interessi del Bellunese. O mi sbaglio?

A dirlo è la presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Lorraine Berton che così replica alle dichiarazioni delle sigle ambientaliste sulle risultanze del Tavolo delle Infrastrutture della Provincia di Belluno, che si è riunito venerdì a Villa Patt (Sedico) con l’assessore regionale ai Trasporti Elisa De Berti, cui è stato consegnato un documento unitario programmatico sulla necessità di recuperare il gap infrastrutturale – materiale e immateriale – del Bellunese, partendo dalla necessità di uno sbocco a nord e di un’accelerazione dei cantieri sul fronte della viabilità interna (Alemagna, snodo di Longarone e altro). 

Non mi piace che questi signori usino toni perentori dicendo che “la nostra è una scelta grave di cui dobbiamo rendere conto”. Mi permetto di dire che rendiamo conto ogni giorno delle nostre scelte ai nostri lavoratori, alle loro famiglie e alle nostre comunità. Non accetto lezioni di “responsabilità sociale” da chi dice solo no. Noi cerchiamo occasioni di sviluppo per questo territorio ed è un nostro preciso dovere farlo! Non solo definire le Olimpiadi come “un uovo avvelenato” è inaccettabile. 

Invito queste sigle, dopo la protesta, a costruire la proposta. Che servano meno emissioni di CO2 nell’aria lo sappiamo tutti e le stesse aziende bellunesi da anni sono tra le più performanti e sostenibili nel campo ambientale. Lo facciamo investendo somme ingenti, non a parole, magari pronunciate in qualche salotto in luoghi lontani dal Bellunese, dove ancora si ha una visione idilliaca della montagna e si pensa che dobbiamo vivere a bacche.

Ricordo che la nostra provincia è una potenza industriale, con un indice manifatturiero quasi doppio rispetto alla media europea e nazionale. Non solo, da imprenditrice dell’occhiale, posso confermare a questi signori che non ci sono solo gli occhiali come scrivono loro. C’è tutta la catena del freddo, quella dell’automazione e tanto, tantissimo, altro.

Sono comunque aperta al confronto, ma sulle proposte, non sulle discussioni sui massimi sistemi. Non è più tempo. Ci sono dei Mondiali e delle Olimpiadi da organizzare, rimarca Berton.

Vorrei infine chiarire che sul collegamento verso nord si è aperto un confronto serio e operativo, che prima di arrivare a qualsiasi opera ci saranno studi di fattibilità e tutte le analisi necessarie. Compito delle associazioni di categoria e dei sindacati è individuare opportunità e portare avanti quelle più meritevoli premendo su Istituzioni e accelerando la burocrazia. Alle sigle ambientaliste dico solo che non siamo dei kamikaze e che vogliamo il bene di questo territorio molto più di loro. Se si ama qualcuno davvero, lo si fa crescere, non tenerlo fermo o sotto una campana di vetro.

E sulla questione interviene anche il coordinatore del Tavolo delle Infrastrutture della Provincia di Belluno Domenico Limana: Categorie economiche e sindacati sono per il fare: è nel nostro dna trovare tutte quelle soluzioni che consentano al territorio di andare avanti e cogliere tutte le opportunità a disposizione. I problemi infrastrutturali del Bellunese sono evidenti e non riguardano soltanto la viabilità. Pensiamo agli impianti o al nostro patrimonio alberghiero. Insomma, non possiamo permetterci di stare fermi, come le sigle ambientali vorrebbero fare.

Ricordo a tutti che il Tavolo delle Infrastrutture è aperto ai contributi e alle proposte. Chi dice sempre di no, non fa l’interesse del nostro territorio, soprattutto se guardiamo ai Grandi eventi in programma nei prossimi anni, che ci devono vedere pronti e reattivi.

Continueremo quindi a studiare con le Istituzioni e il territorio i percorsi più efficaci per diminuire un divario che è sotto gli occhi di tutti e che non è più giustificabile. Ritengo francamente che il fronte del no abbia dimostrato di non portare a nulla. Gli stessi ragionamenti sul possibile inquinamento di queste opere, paventato dagli ambientalisti, non tengono conto dell’evoluzione tecnologica e di tanti fattori. Una cosa è certa: non possiamo rimanere nel Medioevo, conclude Limana.

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