Emerging strengthened from the pandemic: acting on lessons learned from the pandemic


Economy - published on 17 June 2021


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Fonte: ufficio stampa Commissione europea

La Commissione europea presenta oggi una comunicazione sugli insegnamenti
tratti nei primi 18 mesi della pandemia di COVID-19
, come base per migliorare l’azione a livello nazionale e dell’UE. Ciò contribuirà a migliorare la previsione dei rischi per la
salute pubblica e a pianificazione di emergenza, consentendo risposte comuni più veloci ed efficaci a tutti i livelli.

L’elenco, che evidenzia i fattori per cui sono necessari miglioramenti e quelli per cui potremo fare di meglio in futuro, non intende essere esaustivo, ma fornire un primo quadro d’insieme degli
interventi immediatamente necessari per il bene di tutti gli europei:

per individuare più rapidamente i rischi sanitari e ottimizzare le risposte servono una solida sorveglianza sanitaria a livello mondiale e il miglioramento del
sistema europeo di raccolta delle informazioni sulle pandemie. L’UE dovrebbe assumere un ruolo guida negli sforzi volti a progettare un nuovo e solido sistema di sorveglianza
globale
basato su dati comparabili. Nel 2021 verrà lanciata una nuova versione perfezionata del sistema europeo di raccolta di informazioni sulle pandemie;

Pareri scientifici più chiari e coordinati agevolerebbero le decisioni politiche e la comunicazione al pubblico. A tal scopo, entro la fine del 2021 l’UE dovrebbe
nominare un epidemiologo capo europeo e una corrispondente struttura di governance;

il presupposto di una migliore preparazione sono investimenti, controlli e revisioni costanti. La Commissione europea dovrebbe pubblicare una relazione
annuale sullo stato di preparazione
;

bisogna fare in modo che gli strumenti di emergenza siano utilizzabili più rapidamente e senza intoppi. L’UE dovrebbe istituire un quadro per l’attivazione dello
stato di emergenza pandemico e approntare un insieme di strumenti per le situazioni di crisi;

il coordinamento delle misure in Europa dovrebbe diventare un riflesso automatico. Si dovrebbe adottare al più presto, entro la fine dell’anno, l’Unione
sanitaria
europea. Il coordinamento tra le istituzioni dovrebbe essere rafforzato e i metodi di lavoro ottimizzati;

per garantire il flusso di apparecchiature e medicinali essenziali è importante dare vita a partenariati pubblico-privato e a catene di approvvigionamento più
solide. Entro l’inizio del 2022 dovrebbe essere operativa un’Autorità dell’UE per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie. Inoltre al più presto verrà messo a
punto un importante progetto di comune interesse europeo per la salute mirato a consentire innovazioni pionieristiche in campo farmaceutico. Lo strumento FAB
dell’UE
dovrebbe garantire che l’UE disponga di una costante capacità produttiva per 500-700 milioni di dosi di vaccino all’anno, la metà della quale disponibile fin dai primi 6 mesi di
una pandemia;

un approccio paneuropeo è essenziale per garantire una ricerca clinica più rapida, ampia ed efficace. Si dovrebbe dare vita a una piattaforma UE per le
sperimentazioni cliniche multicentriche
su vasta scala;

la capacità di far fronte a una pandemia dipende da continui e crescenti investimenti nei sistemi sanitari. Gli Stati membri dovrebbero essere aiutati a rafforzare
la resilienza complessiva dei sistemi di assistenza sanitaria nel quadro dei loro investimenti per la ripresa e la resilienza;

prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie sono per l’Europa una priorità di portata planetaria. L’UE dovrebbe continuare a guidare la risposta mondiale –
segnatamente attraverso COVAX – e a rafforzare l’architettura della sicurezza sanitaria globale facendosi promotrice di un rafforzamento dell’Organizzazione mondiale della sanità. Si dovrebbe
inoltre dare vita a partenariati per la preparazione alle pandemie insieme a partner di primo piano;

per combattere la disinformazione e le notizie false occorre sviluppare un approccio più coordinato e sofisticato.

Prossime tappe

Questa relazione sui primi insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19 alimenterà la discussione dei leader in occasione del Consiglio europeo di giugno e verrà presentata al Parlamento europeo
e al Consiglio dell’Unione europea. La Commissione, nel secondo semestre del 2021, le darà un seguito tramite misure concrete.

Dichiarazioni di membri del Collegio

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha dichiarato: La risposta globale dell’UE alla pandemia non ha precedenti ed è stata fornita in tempi da
primato, fornendo una dimostrazione dell’importanza di lavorare congiuntamente in Europa. Insieme, abbiamo raggiunto quello che nessuno Stato membro dell’UE avrebbe potuto fare da solo. Ma
abbiamo anche capito cosa ha funzionato bene e dove potremmo invece fare meglio in future pandemie. Dobbiamo ora trasformare questi insegnamenti in cambiamenti.

Margaritis Schinas, Vicepresidente per la Promozione del nostro stile di vita europeo, ha dichiarato: Anche se la politica sanitaria a livello europeo sta compiendo
appena i primi passi, la risposta dell’UE alla pandemia è stata a largo raggio e basata su un’ampia gamma di iniziative senza precedenti, concepite e realizzate a tempo di record. Abbiamo agito
con rapidità, ambizione e coerenza. Questo obiettivo è stato raggiunto anche grazie alla solidarietà senza precedenti dimostrata tra le istituzioni dell’UE, che ha garantito una risposta unitaria
dell’UE. Dobbiamo ripartire da questo importantissimo insegnamento. Ma non c’è tempo né spazio per l’autocompiacimento. Stiamo lavorando a individuare i settori specifici in cui già oggi è
possibile e necessario fare di più per garantire una risposta sanitaria più efficace in futuro. Questa crisi può fungere da catalizzatore per promuovere l’integrazione europea nei settori in cui è
più necessaria.

Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: Dobbiamo trasformare questa crisi inedita in un’opportunità per ricostruire
sistemi sanitari più solidi. L’insegnamento fondamentale tratto dalla crisi della COVID-19 è la necessità di trasformare le soluzioni ad hoc utilizzate per affrontarla in strutture permanenti che
ci consentano di essere meglio preparati in futuro. Dobbiamo dotarci quanto prima di una solida Unione europea della salute. Non possiamo permetterci di perdere tempo di fronte a una minaccia per
la salute pubblica o a un’altra pandemia. Gli interventi di emergenza devono mutarsi in capacità strutturali. Solidarietà, responsabilità, impegno comune a livello europeo riguardo alle minacce
che toccano tutti noi allo stesso modo: solo così potremo uscire da questa e dalle prossime crisi.

Contesto

Man mano che la crisi andava dispiegandosi, l’UE ha messo a punto un’ampia gamma di risposte di politica sanitaria, esemplificate al meglio dall’approccio comune in materia di vaccini (strategia dell’UE sui vaccini) e dalle iniziative prese in numerosi
altri ambiti politici. Attraverso l’iniziativa “corsie verdi” abbiamo mantenuto la continuità del flusso di prodotti alimentari e medicinali in tutto il mercato unico. Un approccio comune alla
valutazione dei tassi di infezione nelle diverse regioni ha aumentato notevolmente la coerenza di misure come i test e la quarantena. Più recentemente, il rilascio dei certificati COVID digitali
dell’UE è stato concordato e attuato in tempi record, aprendo la strada alla ripresa sicura del turismo e dei viaggi quest’estate e oltre. Al contempo, l’UE ha adottato misure decisive per
affrontare le conseguenze economiche della pandemia, basandosi in larga misura su esperienze e modalità sviluppate per affrontare precedenti sfide e crisi nel settore economico e finanziario.

Tuttavia tali successi non devono farci dimenticare le difficoltà incontrate, in particolare per quanto riguarda l’aumento delle capacità di fabbricazione e di produzione dei vaccini, in parte
dovute alla mancanza di un approccio permanente integrato alla ricerca, allo sviluppo e alla produzione, che hanno rallentato la disponibilità iniziale di dosi vaccinali. Anche se nel frattempo la
questione è stata affrontata con efficacia, restano necessarie soluzioni più strutturali volte ad attenuare gli effetti dannosi di futuri eventi o crisi sanitarie.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione sui primi insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19

Sito web della Commissione europea sulla risposta al coronavirus

Vaccini sicuri ed efficaci nell’UE

Certificato COVID digitale UE

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