Fonte: ufficio stampa PK COMMUNICATION
Dal 28 Novembre al 21 Gennaio undici appuntamenti imperdibili nel Trevigiano.
Dal campionato del mondo alla Caneva dei Biasio al premio consegnato a Farinetti, passando per la cena delle martonde e alla visita nell’allevamento dove i maiali ingrassano tra
musica e docce. Ecco il programma completo, organizza l’Ingorda Confraternita del Museto
Una visita al re del museto
Un’occasione per visitare l’allevamento di Pierluigi De Meneghi, l’allevatore di maiali che ha vinto l’edizione 2020 della Gara del Museto, salito alla ribalta della cronaca per la
modalità particolare di allevamento: musica, doccia e un grande rispetto per il benessere degli animali. Seguirà una degustazione delle specialità di Pierluigi. Prenotazioni: 346 3090181
Salvare a suina memoria: il Nero Friulano.
Nell’immaginario collettivo il maiale è rosa, grasso e tozzo: ma la tradizione suina italiana è molto variegata e legata alla presenza di molte razze autoctone, che alcuni audaci allevatori
stanno cercando di recuperare dall’oblio e dall’omogeneizzazione dell’offerta.
Il Nero friulano è una di queste razze: ce ne parleranno, assieme al funambolico Giancarlo Saran, Gianluigi D’Orlandi, già Sindaco di Fagagna, che da anni porta avanti un progetto di
recupero del Nero Friulano, Renato Molinaro, contitolare dell’omonimo prosciuttificio di famiglia a Ragogna ed Elia Tomai, autore di diversi articoli sulla storia del maiale nero di
Fagagna.
A concludere la serata ci sarà l’assaggio di un assoluto capolavoro della norcineria: l’ossocollo di nero friulano.
Corso di panificazione con degustazione di olio di Maser
Quali sono i segreti per ottenere un buon pane, perfettamente lievitato, fragrante e genuino? quali sono le farine migliori da utilizzare e con quali accortezze? Tutto questo ci sarà svelato e
impareremo proprio con “le mani in pasta” a far bene il pane. Lo faremo nel Frantoio Callegari, più volte premiato a numerosi concorsi nel territorio, che ospita l’evento. In una calda e
ospitale location ai piedi delle colline asolane, respireremo anche la passione per la coltivazione dell’olivo e per la produzione di olio extra vergine di oliva di alta qualità.
Il pomeriggio inizierà con la visita della Chiesetta Nome di Maria, un piccolo gioiello ai piedi dei colli asolani. Prenotazioni: 346 3090181
Cena di gala – consegna Premio Suin Generis a Oscar Farinetti
La cena di gala e la consegna del Premio Suin Generis, eventi centrali del festival, saranno quest’anno ospitati nella prestigiosa cornice di Villa Dolfin, sede dell’Istituto Alberghiero
Maffioli.
A ricevere il premio Suin Generis sarà Oscar Farinetti, vulcanico e visionario imprenditore italiano, creatore di Eataly, la più famosa catena di prodotti enogastronomici italiani al
mondo, che per l’occasione presenterà la sua ultima fatica letteraria, l’autobiografia “Never quiet”.
Ad intervistarlo sarà Giancarlo Saran.
Inoltre, grazie alle note abilità culinarie dei docenti e allievi dell’istituto Alberghiero di Castelfranco, potremo degustare i piatti della tradizione, a base ovviamente, dell’insostituibile
ingrediente: il maiale, accompagnato dai prodotti tipici dell’agricoltura del nostro territorio. Vizieremo il nostro palato, riscoprendo i sapori della tradizione che molti ci invidiano.
Prenotazioni: 346 3090181
Martondea o Martondela? Un derby suino tutto da godere
Sono parenti a distanza, eppure si conoscono poco. La Martondea è una lavorazione delle umili frattaglie suine diffusa nell’area del veneto centrale, di cui Castelfranco, per certi versi, è uno
dei centri di gravità permanente, grazie allo storico impegno della famiglia Mion e del loro patriarca, il signor Dilario. La Martondela è frutto delle tradizioni della Val di Non,
in Trentino. Un metodo di lavorazione e affinazione diversa, che si traduce poi al piatto in diversi modi. Suoi testimoni la famiglia Corrà, illuminati becheri di lunga tradizione. Un
inedito duello, armati di forchetta e palato, tutto da scoprire.
Uccisione del maiale: un’antica liturgia laica.
Un tempo nelle nostre campagne il maiale era considerato una vera e propria dispensa in quanto, come tutti sappiamo, “del maiale non si butta via niente” e rappresentava una fonte di grasso e
proteine dal quale potersi approvvigionare tutto l’anno. I contadini consumavano per lo più vegetali, mentre la carne rappresentava un momento di festa che andava consumato esclusivamente durante
le ricorrenze. Per questo anche la lavorazione del maiale era un vero e proprio rito, che solo pochi esperti norcini sapevano fare. Assisteremo alla lavorazione dei 5 quarti del maiale fatta
dalle mani esperte e sapienti di Claudio Reginato, premiato per la miglior soppressa veneta all’ultima edizione di Caseus di Piazzola sul Brenta.
Radici col lardo e dintorni.
Da Jodo, nota osteria-ristorante di Maser potremo deliziare il palato con due prodotti “poveri” delle nostre campagne, ma che i nostri nonni sapevano sapientemente abbinare per far risaltare al
meglio il gusto di entrambi: il gusto amarotico dei radicchi di campo, addomesticato dalla dolcezza del lardo. Ma la fantasia di Chef Marco Bonotto offrirà molto altro nel corso della
serata, un menù completo e particolare per celebrare le voluttà suine.
La Biosfera del Grappa, un’unicità da tutelare, un’opportunità da cogliere.
Recentemente il Monte Grappa (con un comprensorio di 25 comuni che gli fanno contorno) è stato proclamato dall’Unesco Riserva della Biosfera, il primo della Regione Veneto, ventesimo a livello
nazionale. Riserva MAB della Biosfera significa preservare e valorizzare l’interazione tra uomo e ambiente, con un notevole ritorno a vari livelli, compresi quelli economico, legato al turismo, e
di promozione dei prodotti alimentari. Ne parleranno Mara Manente, per anni Direttrice del CISET, Centro Internazionale Studi Economia e Turismo, una joint venture tra Regione del Veneto e
Università Cà Foscari di Venezia e Giancarlo Saran, cultore della materia e Accademico della Cucina Italiana.
Gara del cren
Il gran galà del cren è una ricercata competizione culinaria proposta dai titolari del bar Al Molino di Biadene, che negli anni ha dato notorietà ad un ortaggio da pochi conosciuto, il rafano,
conosciuto come cren. Dal sapore pungente, con un forte odore e un sapore assai piccante, il cren si ottiene dalla lavorazione di una radice, che ben si accompagna a piatti di carne quali il
nostro amato museto. Nasce quindi spontaneamente, come l’abbinamento tra i due alimenti, anche l’unione di intenti tra la confraternita del museto e quella del cren, accomunate dallo scopo di far
conoscere due prodotti della nostra tradizione. Che vinca quindi il miglior cren in competizione!
Festa del museto – Campionato del Mondo del Museto
Porcomondo! si conclude con la somma celebrazione del prodotto gastronomico suino più noto per Riese Pio X, ovvero il museto.
Finalmente, dopo un anno di stop forzato, la Festa del Musetto ritorna e punta in alto, organizzando niente di meno che il 1° Campionato Mondiale del Museto, che vedrà competere i migliori
norcini, valutati dalle esperte papille gustative dei rappresentati dell’Ingorda Confraternita del Museto e della giuria tecnica.
Il vincitore di questa triglicerica competizione sarà premiato nel corso della Festa del Museto appunto, presso la Caneva dei Biasio, sede storica della Confraternita.
Protagonista assoluto il museto, accompagnato dai contorni della tradizione, dai vini del territorio, da musica e da intrattenimento esplosivo. Mancare? Pessima idea!
La disfida del salame
E’ una radicata tradizione che oramai da oltre vent’anni vede la Locanda alla Speranza testimone di un’antica lavorazione domestica del suino, lavorazione sempre più a rischio di estinzione sia
per le restrittive norme vigenti che per il cambiamento degli scenari abitativi delle nostre campagne, con sempre meno rustici adatti al rito del sacrificio del divin porcello. La regola è una
sola: maiale allevato a livello familiare e sua lavorazione conseguente. Una testimonianza di resistenza norcina con un forte richiamo in una vasta area di riferimento. Per anni è stato vincitore
Firmino Miotti, noto vignaiolo di Breganze (suoi i Torcolato, come gli storici Gruajo o Pedevendo), norcino per passione.