Anche a Treviso state mangiando mozzarelle con latte straniero! Il latte italiano, un primato da difendere.

Walter Feltrin -Anche a Treviso tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero, ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio riportarlo in etichetta -.


Economia - pubblicata il 31 Maggio 2016


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Fonte: Ufficio stampa Coldiretti Treviso

Gli allevatori di Treviso e Belluno sono determinati e soprattutto alleati nella cosiddetta guerra del latte. Stamane in 60 sono partiti all’alba, alla volta di Milano, per manifestare nella
giornata del latte italiano, in occasione del Milk World
Day
promosso dalla Fao in tutto il mondo, dove Coldiretti ha presentato il dossier “Il latte italiano, un primato da difendere”. Presente il Premier Matteo Renzi.

“Anche a Treviso tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti
dall’estero, ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio riportarlo in etichetta – attacca Walter Feltrin, Presidente di Coldiretti Treviso lanciando un vero e proprio allarme ai
consumatori trevigiani – Mentre nella Marca negli ultimi 10 anni ha chiuso più della metà delle stalle, l’Italia è diventata il più grande importatore di latte in barba ai consumatori di
casa nostra che non sanno nemmeno dove viene prodotto quello che acquistano. La pressione delle importazioni di bassa qualità spacciate come Made in Italy hanno fatto crollare il prezzo alla
stalla fino anche a 0,30 euro al litro che non consentono neanche di garantire l’alimentazione degli animali e che spingono le aziende alla chiusura. In altre parole gli allevatori devono
vendere tre litri di latte per bersi un caffè al bar”.
In provincia di Treviso nel 2006 i produttori di latte erano circa 1450: oggi sono circa 630.
“Dalle frontiere italiane passano – sottolinea Antonio Maria Ciri, direttore di Coldiretti Treviso – ogni giorno 24 milioni di litri di “latte equivalente” tra cisterne,
semilavorati, formaggi, cagliate e polveri di caseina, per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare magicamente mozzarelle, formaggi o latte italiani, all’insaputa dei
consumatori”.

Eppure l’etichetta con l’origine spaventa gli spacciatori di falso made in Italy: “L’etichetta con indicata l’origine fa sì che metà dei consumatori sono disposti a pagare il vero Made in
Italy alimentare fino al 20% in più, ma c’è addirittura un 12% che è pronto a spendere ancora di più pur di avere la garanzia dell’origine nazionale – aggiunge il Presidente di Coldiretti
Treviso, Walter Feltrin nel commentare il via libera all’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del latte e dei derivati come formaggi o yogurt annunciato dal premier Matteo
Renzi
e dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina.

Un risultato che risponde alle esigenze di trasparenza degli italiani che secondo la consultazione pubblica online del Ministero dell’agricoltura in più di 9 casi su 10 considerano molto
importante che l’etichetta riporti il Paese d’origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76% lo è per il latte a lunga
conservazione.
Ad essere tutelati sono anche i consumatori italiani che hanno acquistato nel 2015 – secondo una analisi della Coldiretti – una media di 48 chili di latte alimentare a testa.

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