Anche Coldiretti di Treviso chiede di accelerare sui bacini di accumulo

Polegato: “Dichiarare l’emergenza nazionale”


Economia - pubblicata il 28 Giugno 2022


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Fonte: ufficio stampa Coldiretti Treviso
Treviso, 28 Giugno 2022 – Con la morsa della siccità che non si allenta, mentre crescono esponenzialmente i danni alle colture e le misure di restrizione sull’uso dell’acqua, occorre
accelerare sulla dichiarazione dello stato di emergenza nei territori più colpiti ma anche e soprattutto sulla realizzazione di un piano per i bacini di accumulo, poiché solo in questo modo
riusciremo a garantirci stabilmente in futuro le riserve idriche necessarie. E’ quanto chiede Giorgio Polegato, Presidente di Coldiretti Treviso in perfetta sintonia con il
Presidente della Coldiretti nazionale Ettore Prandini dopo l’annuncio della decisione di istituire un coordinamento tra i Ministeri e la Protezione Civile per fronteggiare
l’allarme siccità su più fronti, infrastrutturale, competenze regionali, eventuali ristori.
La situazione nei territori rendono sempre più evidente l’urgenza di avviare un grande piano nazionale per gli invasi che Coldiretti propone da tempo. Raccogliamo solo l’11% dell’acqua
piovana e potremmo arrivare al 50% evitando così situazioni di crisi come quella che stiamo soffrendo anche quest’anno. L’Italia ha bisogno di nuovi invasi a servizio dei cittadini e delle
attività economiche, come quella agricola che in presenza di acqua potrebbe moltiplicare la capacità produttiva in un momento in cui a causa degli effetti della guerra in Ucraina l’Italia ha
bisogno di tutto il suo potenziale per garantire cibo al Paese.
Ma per fare ciò è necessario che la questione sia trattata per quella che è, cioè una vera e propria emergenza nazionale – sottolinea Polegato – velocizzando le autorizzazioni
burocratiche come fatto, ad esempio, per il caso del Ponte Morandi a Genova. Solo in questo caso sarà possibile dare una risposta concreta alla sofferenza di imprese e cittadini. Nei campi il
conto dei danni della siccità è salito a 3 miliardi di euro, secondo una stima Coldiretti, con i raccolti bruciati sui terreni senz’acqua mentre esplodono i costi per le irrigazioni di
soccorso per salvare le piantine assetate e per l’acquisto del cibo per gli animali con i foraggi bruciati dal caldo. Quanto allo stato di emergenza, che avevamo chiesto nei giorni scorsi con una
lettera al Premier Mario Draghi e che le Regioni hanno condiviso, serve l’intervento del sistema della Protezione civile per coordinare tutti i soggetti coinvolti, Regioni interessate,
Autorità di bacino e Consorzi di bonifica, e cooperare per una gestione unitaria del bilancio idrico. Ricordo che i bacini di accumulo sono necessari anche in chiave preventiva per dare sicurezza
ai territori e non solo per affrontare i periodi siccitosi.

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