Apertura al pubblico della chiesa di San Teonisto Domenica 3 settembre ore 15-19

Treviso, chiesa di San Teonisto, via San Nicolò 31


Eventi - pubblicata il 31 Agosto 2023


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Fonte: ufficio stampa Fondazone Benetton studi e ricerca

Domenica 3 settembre dalle ore 15 alle 19 la chiesa di San Teonisto di Treviso, una delle sedi della Fondazione Benetton Studi Ricerche, è aperta al pubblico e si presenta con le tre grandi tele realizzate espressamente per questo spazio dal pittore bosniaco Safet Zec, considerato dalla critica internazionale artista di straordinarie qualità espressive.

Le tre opere di Safet Zec si inseriscono e dialogano con quelle antiche, completando il ciclo artistico laddove non era stato possibile recuperare i dipinti originari, nell’intento dei committenti di scegliere il linguaggio dell’arte contemporanea per proseguire quel confronto con l’antico già intrapreso, nel campo dell’architettura, con il restauro critico dell’edificio a cura di Tobia Scarpa. «Una testimonianza», spiega Luigi Latini, direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche, «del desiderio di continuare a scrivere la storia di questo luogo della città di Treviso, coinvolgendo ogni forma di espressione artistica. Un’idea che prende avvio, questa volta, dal desiderio manifestato da Luciano Benetton di coinvolgere un artista come Safet Zec, capace di recepire nelle proprie opere sia le vicende storiche che accompagnano la chiesa e la sua città, sia i temi conduttori che hanno il compito di proiettare nel futuro il senso di questa eredità: la sensibilità contemporanea nei confronti della natura, il valore della solidarietà umana, la necessità di coltivare una vicinanza verso ogni espressione artistica».

Le tre opere di Safet Zec, spiega lo storico e critico d’arte Giandomenico Romanelli, «sono assolutamente laiche e pur intensamente “sacreˮ», perché l’arte di Safet Zec è profondamente etica e profetica». La veduta di Treviso, pensata per la lunetta posta sopra l’ingresso laterale, dedicata alla memoria dei tragici bombardamenti delle due guerre mondiali; L’abbraccio, per l’altare laterale sul lato opposto, opera che riprende un tema ricorrente e struggente, molto caro all’artista; L’albero, per l’altare maggiore, uno straordinario soggetto che esplode in tutto il suo vigore lussureggiante. Una grande chioma che invade lo spazio di luce e colori. Un inno alla gioia che ha la forza di una sinfonia travolgente e sublime.

Le tele di Safet Zec si affiancano alle 19 grandi opere originarie, già recuperate, restaurate e riposizionate nella Chiesa nel 2018. Queste opere – commissionate nel corso del Seicento dalle monache benedettine che avevano eretto il convento e la chiesa di San Teonisto a illustri pittori dell’epoca quali Jacopo Lauro, Carletto Caliari, Matteo Ingoli, Bartolomeo Scaligero, Pietro della Vecchia, Ascanio Spineda, Alessandro Varotari detto il Padovanino, Matteo Ponzone, Paolo Veronese e Antonio Fumiani – dopo una storia travagliata, sono tornate sui muri per i quali erano state dipinte grazie a un accordo trentennale tra il Comune di Treviso e la Fondazione Benetton.

Oltre alle tele, i visitatori potranno ammirare l’intervento di restauro e adeguamento della chiesa realizzato dell’architetto Tobia Scarpa che ha avuto come obiettivo prioritario il rispetto e la tutela dello spazio architettonico preesistente. Le nuove esigenze funzionali hanno trovato soluzione nella innovativa realizzazione di due tribune reclinabili a scomparsa, che, quando sollevate, consentono di adibire l’aula della chiesa a sala da musica e auditorium, quando reclinate, trasformano la navata in uno spazio completamente libero, in grado di ospitare esposizioni temporanee.

L’intero progetto è impreziosito da tutti i dettagli architettonici di Tobia Scarpa, tra cui svettano i quattro lampadari in vetro soffiato presenti nell’aula, le sedute delle tribune e della platea, l’allestimento del cortile di ingresso e la nuova scala in ferro e legno dell’ex sacrestia.

 

Visite guidate per gruppi su prenotazione. Informazioni e costi: T 0422 5121

Per maggiori informazioni:

Fondazione Benetton Studi Ricerche: T 0422 5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it

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