Banda ultralarga nei comuni montani: Uncem con Open Fiber e Infratel assieme per accelerarne l’apertura

Il progetto prevede l'apertura di cantieri in 7.635 comuni italiani


Promo - pubblicata il 07 Marzo 2019


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Fonte: ufficio stampa Uncem

Uncem accoglie con favore le evoluzioni e i numeri del piano di sviluppo della banda ultralarga presentato oggi a Roma da MISE, Infratel e Open Fiber. Il piano riguarda le “aree
bianche”, le nostre aree rurali montane, in cui Open Fiber sta realizzando una rete di accesso in fibra ottica (e senza fili) dopo essersi aggiudicata tutti e tre i bandi Infratel, società
inhouse del MISE. L’intero progetto prevede il cablaggio di 7.635 comuni in tutte le 20 Regioni italiane.

A fine di febbraio 2019 sono stati aperti cantieri in fibra ottica FTTH – Fiber To The Home, la fibra che arriva direttamente all’interno di case e imprese – in oltre 1000 Comuni, a cui si
aggiungono 310 cantieri in tecnologia FWA (Fixed Wireless Access), grazie ai quali sarà possibile arrivare a coprire case sparse e luoghi difficilmente raggiungibili, come sempre
chiesto da Uncem in stretto accordo con Anci. Attualmente, sono in lavorazione oltre 1.9 milioni di unità immobiliari. Inoltre, in quattro Comuni pilota – Anguillara Sabazia (RM), Campagnano Romano
(RM), San Giovanni La Punta (CT) e Fino Mornasco (CO) – è già stata avviata in via sperimentale la commercializzazione dei servizi di connettività.

Nel corso del 2019 Open Fiber punta ad aprire cantieri in ulteriori 2.000 comuni italiani e a di concludere i lavori in circa 850 di questi. Il Governo attraverso il DL
semplificazioni ha introdotto importanti novità per facilitare gli iter autorizzativi, chieste più volte da Uncem anche alle Città metropolitane, alle Province, alle Soprintendenze ad Anas ed Rfi.
Senza il loro via, che non può tardare in nessuna realtà italiana, i cantieri non partono. Non perdano tempo.

“Non c’è più tempo da perdere – commenta il Presidente nazionale Uncem, Marco Bussone – Come ha detto l’ad Infratel Tudini, il Grande Progetto BUL è uno dei progetti
infrastrutturali più ambiziosi ed importanti di cui il Paese ha estremamente bisogno
. Usiamo 3,5 miliardi di euro di fondi europei, regionali e statali. Siamo gli unici in Europa a poterlo
fare, i primi. Colmiamo sperequazioni che da trent’anni crescono, tra aree urbane e rurali, e sono gravissime. I Comuni, tutto il Paese, chiede velocità, degli interventi e delle connessioni,
efficienza dei cantieri, nuovi servizi digitali, smart, dalla pubblica amministrazione, e veloci attivazione delle reti. 500 Comuni avranno la fibra accesa entro fine anno. Bisogna
fare ancora di più. E gli operatori di telecomunicazioni devono fare fino in fondo la loro parte, vendendo a prezzi giusti a cittadini e imprese i servizi di connettività. Potranno essere necessari
voucher per incentivare la domanda… Ci lavoriamo, assieme ad Anci con il delegato all’innovazione Michele Pianetta, con Anfov, sindacato delle imprese, con Mise, Open Fiber e Infratel. Come
abbiamo fatto con Poste, diamo fiducia a Open Fiber e Infratel. Adempiono a quanto c’è scritto nella legge 158/2017 sui piccoli Comuni. Chi dice che non c’era concretezza in quell’articolato,
ripassi i numeri del Piano BUL. Proseguiamo il percorso. I Sindaci e gli uffici tecnici sono pronti ad avviare i lavori. E i ‘nastri’ tagliati una volta che la fibra verrà accesa e utilizzata,
saranno per uno dei migliori e più grandi investimenti del Paese dal dopoguerra a oggi. Per un’Italia più moderna e smart”.

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