Berton su Recovery Plan e montagna: Bene l’accelerazione, ora si coinvolgano i territori e le imprese. Il 2026 sarà il nostro anno x

Berton: Per attuare il piano entro il 2026, come previsto dagli accordi, sarà necessario fare i salti mortali e per questo le regole del gioco dovranno essere necessariamente chiare, semplici, incisive e trasparenti


Economia - pubblicata il 03 Maggio 2021


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Fonte: ufficio stampa Confindustria Belluno Dolomiti

Belluno 30 aprile 2021 – L’accelerazione impressa dal Governo Draghi al Recovery Plan è stata positiva, ora però si coinvolgano per davvero imprese e territori. Solo così ci potrà
essere un rilancio effettivo dell’economia e uno sviluppo equilibrato del Paese, senza lasciare nessuno indietro. In questa partita per il futuro, la montagna dovrà avere un suo peso specifico e
la dignità che merita.

A dirlo, nelle ore in cui il Pnrr arriva a Bruxelles, è Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti.

Digitalizzazione, transizione ecologica, giovani e attenzione al divario tra generi sono tra le priorità individuate dall’Esecutivo – temi che non ci possono non vedere d’accordo – ma a fare
la differenza saranno due fattori: tempo e semplificazione – sottolinea Berton.

Per attuare il piano entro il 2026, come previsto dagli accordi, sarà infatti necessario fare i salti mortali e per questo le regole del gioco dovranno essere necessariamente chiare, semplici,
incisive e trasparenti.

Gli stessi territori dovranno essere coinvolti nella gestione pratica dei progetti e nella loro realizzazione. Questo significa che occorrerà valorizzare anche le risorse locali, imprese in
primis. Mi auguro che presto ci vengano date indicazioni precise su dove e come le risorse saranno impiegate e da quali progetti si intende partire, in particolare per il nostro territorio
montano. Su questo aspetto specifico, confido molto nella sensibilità dei ministri bellunesi.

Per Belluno e il Veneto il 2026 sarà il nostro anno x, perché non solo dovremo chiudere i progetti del Recovery Plan ma anche essere pronti per le Olimpiadi con una dotazione infrastrutturale
– digitale e viaria – efficiente. È l’anno che può segnare la svolta per i prossimi decenni. Qui ci giochiamo buona parte del nostro futuro.

La trasmissione del Recovery Plan a Bruxelles arriva alla vigilia della Festa del Lavoro. Lavoro e impresa sono reduci da un anno difficilissimo, ma dobbiamo continuare a coltivare la fiducia,
salvaguardare l’eccellenza delle nostre produzioni, formare e far crescere nuove competenze. Il nostro tessuto socio-imprenditoriale è sano e ha le risorse – umane e professionali – per cogliere
nuove opportunità. Il manifatturiero bellunese ha tenuto e i segnali – soprattutto per l’export del secondo semestre – sono incoraggianti.

Questo primo maggio voglio però dedicarlo in particolare alle donne e ai giovani, che forse più di tutti hanno pagato le conseguenze del Covid-19, spesso in silenzio – sottolinea
Berton.

Sulle donne è ricaduto il peso sociale e familiare della pandemia, mentre i nostri giovani hanno affrontato cambiamenti inimmaginabili con maturità. Sono la prova più evidente di una comunità
che esiste e resiste, la base per un’impresa capace di creare lavoro e benessere – sottolinea Berton, che rivolge un ultimo pensiero agli operatori socio-sanitari: Hanno fatto la
differenza, permettendo a tutti di affrontare questo periodo e adesso di ripartire. La nostra gratitudine nei loro confronti non sarà mai abbastanza.

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