Brevetti, la pandemia mette il turbo alla ricerca italiana: le “invenzioni” pubblicate in Europa crescono del 2% nel 2021, grazie soprattutto alla farmaceutica, biotecnologia e chimica

L’Italia delle “invenzioni” continua a crescere in Europa


Economia - pubblicata il 30 Novembre 2022


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Fonte: Ufficio stampa Unioncamere


Roma, 29 novembre 2022 – L’Italia delle “invenzioni” continua a crescere in Europa: +2% l’incremento delle domande di brevetto pubblicate dall’EPO (European Patent Office) nel 2021 rispetto
al 2020, con 90 brevetti in più.

Ma, come mostra l’ultima analisi effettuata da Unioncamere-Dintec, la parte da leone lo scorso anno l’hanno fatta le tecnologie farmaceutiche, la biotecnologia e la chimica, che
registrano un incremento del 9,5% rispetto all’anno precedente. Nel complesso, le domande italiane di brevetto pubblicate dall’EPO nel 2021 sono 4.555.

A queste ultime, peraltro, vanno aggiunte le domande presentate dall’Italia all’EPO ma non ancora pubblicate, che fanno schizzare il dato di crescita dello scorso anno al +6,5%, a fronte di una
media del +2,3% registrata dall’Unione Europea a 27.

“I dati sui brevetti italiani in Europa e nel mondo – sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete – evidenziano la capacità delle nostre
imprese di competere con l’innovazione dei prodotti e si manifesta in modo ancora più intenso su scala internazionale. Nel 2020, infatti, sono oltre 10mila i brevetti italiani depositati alla Word
Intellectual Property Organization (WIPO); un dato che aiuta ad avere una idea più chiara dell’attitudine alla ricerca del nostro sistema produttivo e della sua reale capacità di competere a
livello globale”.

L’analisi per macro-classi tecnologiche delle 4.555 domande di brevetto europeo pubblicate nel 2021 evidenzia che grazie alla crescita straordinaria del 9,5% rispetto al 2020, le tecnologie
chimico-farmaceutiche che assommano 955 brevetti (+rispetto al 2020) e concentrare il 21% della capacità innovativa italiana in Europa.

A seguire in termini di dinamica, le tecnologie elettriche ed elettroniche, che, con 499 invenzioni pubblicate, crescono del 4,8% rispetto all’anno precedente.

In termini assoluti, però, il contributo maggiore alla brevettazione italiana è sempre quello delle tecnologie della meccanica e dei trasporti: con 1.790 domande di brevetto pubblicate, in lieve
diminuzione rispetto al 2020 (-0,8%). Un altro 14% concerne l’insieme delle tecnologie e delle strumentazioni di misurazione e controllo.

Nel 2021, con 2.746 brevetti, le tecnologie meccaniche e dei trasporti e quelle chimiche e farmaceutiche concentrano il 60% del totale.

L’analisi per campo tecnologico mostra che nel 2021 il campo delle “necessità umane” e quello delle “tecniche industriali e trasporti”, con 2.458 brevetti pubblicati, assorbono il 54% della
capacità inventiva made in Italy. Nel primo rientrano i brevetti relativi a diversi ambiti di attività, dall’agricoltura all’abbigliamento, passando per il tabacco e lo sport; il secondo riguarda,
invece, le tecnologie della manifattura e quelle dell’automotive.

Rispetto al 2020, gli incrementi maggiori riguardano la meccanica e l’illuminazione (8,1%), le costruzioni (7,5%), la chimica la metallurgia (5,4%).

Un brevetto su 5 di quelli pubblicati dall’EPO nel 2021 si riferisce alle KET (Key Enabling Technologies), le tecnologie che la Commissione Europea considera abilitanti a tutti gli
effetti, grazie alla loro diffusione pervasiva in tutti i settori di attività.

Tra le sei categorie delle KET – il biotech, la fotonica, i materiali avanzati, la nano e la microelettronica, le nanotecnologie e la manifattura avanzata – quest’ultima (che si riferisce
all’automazione, alla robotica e all’Internet of Things), con 676 domande pubblicate, rappresenta oltre il 74% di questi brevetti.

L’anno scorso sono cresciuti il peso delle biotecnologie industriali e quello della nano e della microelettronica.

Dal 2008 al 2021 le invenzioni italiane protette a livello europeo sono state quasi 56.500; per il 79% esse si riferiscono a soggetti (imprese, enti di ricerca e inventori) residenti nelle regioni
settentrionali.

Con 1.420 brevetti nel 2021, la Lombardia è la regione in cui più si concentra la capacità innovativa delle imprese; seguono l’Emilia-Romagna (con 767 domande pubblicate), il Veneto (con 627) e il
Piemonte (464).

Nel loro insieme queste quattro regioni concentrano il 72% dei brevetti italiani all’EPO; l’anno scorso le migliori performance sono state pubblicate dall’Emilia-Romagna (+9,3%) e dal Veneto
(+5,2%).

Guardando alle altre regioni, quelle del Centro hanno segnato una crescita del 13,4% delle domande pubblicate. Al di là dei casi specifici, nel 2021 le regioni del Mezzogiorno producono solo il
5,6% delle domande complessive.

Quasi 2 brevetti europei su 3 dei 4.555 brevetti del 2021 si riferiscono alle prime 15 province del Paese, con un totale di 2.989 domande. Milano, Torino, Bologna, Roma e Treviso sono le province
che hanno presentato il maggior numero di brevetti, con 1.729 domande, il 38% di quelle pubblicate per le 105 province considerate.

Sempre tra le prime 15, l’anno scorso hanno registrato performance straordinarie le province di Modena, Firenze, Padova e Pisa, con tassi di crescita – rispettivamente – del 44,5%, del 34,2%, del
19,4% e del 17,6%.

Il testo integrale nel documento in allegato.

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