Camera di Commercio di Treviso – Belluno. La situazione per il manifatturiero trevigiano nel 1° trimestre 2016. Prosegue il recupero su base annua: +3,5% la produzione.

Il quadro di fondo resta tuttavia incerto ed esposto ad elevata variabilità: segni negativi sulle variazioni congiunturali si associano ad attese più favorevoli per la parte centrale dell’anno.


Economia - pubblicata il 18 Maggio 2016


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Treviso,
18 maggio 2016

Il trimestre in sintesi

Come è andata la prima parte dell’anno? Malino, rispetto al trimestre precedente, soprattutto con riferimento alle imprese più esposte sui mercati esteri. Eppure, senza grosse ripercussioni nel
trend di recupero su base annua, che resta positivo per quasi tutti gli indicatori. Ciò anche per un effetto compensazione generato da quella parte di imprese (in prevalenza piccole) che lavora
sulla componente nazionale della domanda, in recupero. Peraltro, le previsioni moderatamente positive per il secondo trimestre (aprile-giugno), coerenti con gli indicatori anticipatori disponibili
a livello nazionale, fanno pensare ad un altro “stop and go” vissuto dal sistema imprenditoriale trevigiano. Più in generale, la variabilità e l’instabilità restano ancora i tratti di
fondo del ciclo economico, esposto tanto alle incertezze degli scenari internazionali, quanto condizionato da un contesto Paese che, pur invertendo le tendenze di fondo, fatica ad avere lo stesso
ritmo di crescita dell’area euro.

L’analisi di dettaglio degli indicatori

1) Produzione

Già da questo primo indicatore si impone uno sguardo strabico. La variazione tendenziale annua è del +3,5%, senza significative disparità tra imprese appartenenti alle diverse classi dimensionali.
Il passo congiunturale, tuttavia, è negativo: -1,6%. E questa negatività è generata in prevalenza dalla media impresa (50 addetti e oltre, con situazioni “a macchia di leopardo” fra i settori), di
contro alla “calma piatta” della piccola impresa (10-49 addetti), e ad una lieve positività per la micro-impresa (5-9 addetti).

Netta anche la distribuzione dei giudizi: la maggioranza assoluta delle medie imprese intervistate ha segnalato il fermo congiunturale della produzione; all’opposto, quasi il 47% delle micro
imprese intervistate ha segnalato la produzione in aumento. Si piega conseguentemente verso il basso anche il grado di utilizzo degli impianti: passa dal 74 al 72% con riferimento al sottoinsieme
più significativo delle imprese con 10 addetti e oltre.

Per il trimestre successivo, ad ogni modo, il 30% delle imprese stima in ripartenza l’indicatore
(a fronte di un 18% che prevede flessione). La quota di ottimisti, peraltro, sale al 40% con riferimento alle imprese con 50 addetti e oltre. Diventano più scettiche, invece, le micro imprese: solo
un 20% infatti è ottimista, contro un 24% pessimista, che probabilmente si attende di entrare nell’onda negativa che oggi ha riguardato alcune imprese capofila.

2) Fatturato e nuovi ordinativi

La parziale divergenza tra performance sui mercati esteri e sul mercato nazionale (al rovescio di come solitamente abituati) emerge in modo abbastanza chiaro dalle variazioni congiunturali sul
fatturato. Quello estero conosce una flessione del -5,3%, più sostenuta nella media impresa, ma che non risparmia neppure la piccola impresa. Anche le vendite in Italia risultano in flessione
nel trimestre (-2,1%); ma si smarcano in positivo, rispetto a questo dato, le microimprese (+2,2%).

Abbastanza speculare la situazione nella raccolta trimestrale dei nuovi ordinativi: per quelli dall’estero è lieve contrazione per tutte le classi dimensionali (sarebbe più corretto dire “calma
piatta”, visti i numeri prossimi allo zero); per quelli dal mercato interno si ripropone questo “incrocio” tra flessione congiunturale (per le aziende più strutturate, piccole e medie) e
crescita (+1,7%) per le micro-imprese.

Tanto per fatturato, quanto per raccolta ordini, le variazioni su base annua sono meno preoccupanti: confermano i ritmi di crescita rilevati a fine 2015 (attorno al 3-3,5%), con giusto una lieve
tendenza al miglioramento per gli ordinativi interni. Che dovrebbe proiettarsi anche nel secondo trimestre dell’anno, stando alle previsioni.

E’ l’insieme più strutturato di imprese (10 addetti e oltre) a fornire indicazioni positive al riguardo: il 35% degli intervistati prevede aumento della domanda interna (tra aprile e giugno),
contro un 18% pessimista, e un 47% che ritiene la situazione stazionaria. Un po’ più attendiste le micro imprese (57% orientate per la stazionarietà, con la quota residuale che si divide pressoché
a metà tra ottimisti e pessimisti, con una leggera prevalenza dei primi).

Anche sulla domanda estera le previsioni sono buone, facendo fugare, almeno nel breve, il rischio di un ulteriore rallentamento di questa componente. Quasi il 38% delle imprese intervistate (dai 10
addetti e oltre) ritiene possibile un aumento degli ordini dall’estero, a fronte di un marginale 14% che invece considera possibile una loro contrazione. Le medie imprese, nel complesso, sono più
propense ad indicare questo recupero sui mercati esteri: ma all’interno di questa classe dimensionale appare un po’ più elevata la quota di imprese (18%) che potrebbe essere ancora esposta a
difficoltà. Un’impresa su quattro, fra le micro, vede la possibilità di un lieve miglioramento sulla domanda estera.

Le previsioni sul fatturato fanno sintesi di questi giudizi sulle componenti della domanda. Con riferimento al sottoinsieme delle imprese con 10 addetti e oltre, il 41% degli intervistati si
sbilancia per una moderata crescita delle vendite; un altro 41% opta per la stazionarietà; il rimanente 18% si colloca in una prospettiva di contrazione delle vendite. Scenario cui paiono
leggermente più esposte le microimprese (23,8%): che comunque si addensano in maggioranza assoluta (54,4%) su giudizi di stazionarietà.

a cura dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Treviso – Belluno


Consulta le tabelle e i grafici:

Tabella e grafico: Principali indicatori
congiunturali dell’industria manifatturiera trevigiana

Tabella e grafico: Previsioni degli imprenditori
dell’industria manifatturiera trevigiana per il 2° trimestre 2016. Percentuale di giudizi degli imprenditori raccolti al 31.03.2016

Nota metodologica

Da questo trimestre Unioncamere del Veneto, titolare dell’indagine Veneto Congiuntura, ha introdotto alcune modifiche al campione d’imprese ed al sistema dei pesi. Sono interventi finalizzati a
migliore la qualità dei dati, che inevitabilmente determinano una piccola cesura nella serie storica. D’altro canto, la provincia di Treviso oggi può avvalersi di 353 aziende intervistate, cui
corrispondono oltre 15.200 addetti. Inoltre, l’ulteriore novità è che i risultati sono segmentabili per classi dimensionali, che si estendono anche ad una parte della microimpresa: 5-9 addetti,
10-49 addetti, 50 addetti e oltre.
A fronte di queste novità, la tabella allegata al presente comunicato riparte “da zero”, fornendo una fotografia puntuale di come è andato il I trimestre per
le diverse classi dimensionali citate, e di quali sono le previsioni per il II trimestre. Lo “sguardo” storico sulla dinamica congiunturale viene affidato soltanto ai grafici, costruiti sul
sottoinsieme delle imprese dai 10 addetti e oltre, per continuità con il passato.


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