Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina Newsletter Novembre 2020. Attività camerali.

Editoriale di Fabiana Caiola Responsabile Ufficio Stampa e Relazioni Esterne


Promo - pubblicata il 02 Dicembre 2020


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Fonte: ufficio stampa Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina

Editoriale
L’emergenza sanitaria sta inevitabilmente ridefinendo le abitudini di tutti noi, comprese quelle lavorative. Sin da marzo, il governo ha raccomandato
un utilizzo più ampio dello smart working, anche detto lavoro agile, introdotto, con la seconda ondata, anche nella pubblica amministrazione con
l’obiettivo di ridurre al minimo i rischi e le possibilità di contagio. Nato come tipologia di lavoro in cui il dipendente ha totale flessibilità e
autonomia nell’organizzazione della giornata lavorativa, senza l’obbligo di recarsi in ufficio, durante la pandemia si è trasformato in un mero
strumento di necessità. Le aziende si sono così ritrovate a dover accelerare i processi, e progressi, tecnologici interni per rendere lo smartworking
funzionale alle loro realtà lavorative. Con la sua introduzione, l’Italia si è divisa in due. Le grandi aziende hanno reagito all’emergenza, perché
dotate di programmi più avanzati e rodati, mentre le piccole realtà, colte impreparate, non sono riuscite a colmare il loro ritardo nella cultura dei
processi aziendali, organizzativi e tecnologici. Se tra i big industriali diversi adottavano già questo strumento, con ottimi risultati, tra le PMI
si è iniziato a parlarne solamente con l’arrivo della “raccomandazione” dell’utilizzo da parte del governo. Velocemente ci si è adattati alla
situazione con la speranza che tutto ciò potesse finire al più presto e non ricapitare. Per gli imprenditori italiani il lavoro agile si è quindi
rivelato un incubo che il 45% di essi ha deciso di non affrontare, preferendo la sospensione o limitazione delle proprie attività.Anche tra i
lavoratori la situazione non è stata più rosea. Secondo i dati dell’Osservatorio Smart working del Politecnico di Milano sono state diverse le
criticità rilevate dai dipendenti, costretti da un giorno all’altro a ricrearsi un ufficio fra le quattro mura di casa. La maggior parte degli
intervistati ha segnalato la mancanza di un luogo adatto per poter svolgere il proprio lavoro. E i dati relativi al mercato immobiliare ne sono stati
una conferma: tra l’estate e i primi mesi autunnali, il settore ha avuto un picco di vendite e di affitti, a dimostrazione di come sia, negli ultimi
mesi, cambiata l’idea di casa. Coloro che non hanno potuto puntare su questo investimento, hanno impiegato le risorse disponibili nell’acquisto di
strumenti tecnologici: altra criticità segnalata dal rilevamento del Politecnico era difatti il non avere a disposizione gli strumenti necessari per
lavorare. Ultimo, ma non meno importante, il problema esposto dai lavoratori riguardante la difficoltà nel riuscire a dividere la vita privata e
quella lavorativa, a causa delle telefonate ed email ricevute fuori dall’orario lavorativo e a cui, il più delle volte, ci si sente in dovere di
rispondere. Dalle problematiche emerse si può affermare che il modello organizzativo dello smart working deve essere ancora compreso nello scenario
italiano. Per questo motivo ci si chiede se finirà nel dimenticatoio nell’era post Covid o se verranno compresi i benefici che può portare in termini
di produttività, competitività, raggiungimento degli obiettivi, welfare e qualità della vita del lavoratore. L’Italia post Covid, nell’ambito
lavorativo, diventerà un paese smart?
Fabiana Caiola
Responsabile Ufficio Stampa e Relazioni Esterne

Il sondaggio CCIPU. Valuta la tua esperienza di smart working:

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Attività camerali

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B2B Online: business intertwining

A fine ottobre sono tenuti i B2B del settore Agricoltura&Allevamento. Dalle loro sedi le aziende italiane hanno potuto
interagire ed instaurare rapporti commerciali con quelle ucraine. Grazie a questi intrecci perfetti, i B2B si trasformeranno in
rapporti commerciali.

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Collaborazione Chiriotti Editori

La Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina accoglie fra i suoi media partner Chiriotti Editori, casa editrice piemontese
nata per informare e formare gli operatori del mondo alimentare, attraverso un’offerta editoriale partecipativa e crossmediale.

Internazionale

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Nuovo ambasciatore d’Ucraina

Yaroslav Melnyk nominato ambasciatore d’Ucraina in Italia, con decreto del presidente dell’Ucraina del 21 settembre 2020, nel
mese di novembre ha preso ufficialmente servizio. Classe 1980, Melnyk subentra al posto di Eugene Perelygin, in carica dal
2012.

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Cooperazione UE – Ucraina

Il 12 novembre, Denis Shmygal e Maroš Šefčovič hanno discusso le modalità per intensificare la cooperazione tra l’Ucraina e la
comunità internazionale nel campo delle materie prime critiche e per la creazione di un partenariato strategico in questo
settore.

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Top 30 Doing Business per l’UA

Dal 2002, la Banca Mondiale pubblica annualmente il Doing Business, rating per valutare le condizioni dell’ambiente
imprenditoriale nei vari paesi. Per il 2020, l’Ucraina punta ad entrare nella top 30 dopo il 64° posto raggiunto lo scorso
anno.

Ucraina

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Crédit Agricole al fianco delle imprese agricole ucraine

A causa della crisi generata dalla pandemia da Coronavirus, il 2020 è stato un anno difficile per il settore agrario ucraino
(settore di punta del Paese) e, conseguentemente, per le banche che finanziano le aziende agricole.

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Nuove tariffe doganali introdotte per l’industria leggera

Il governo ha approvato il disegno di legge “sugli emendamenti alla sezione XI della tariffa doganale dell’Ucraina
sull’unificazione delle aliquote dei dazi all’importazione sui beni dell’industria leggera”, sviluppato dal ministero delle
Finanze.

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Bilancio 2021: obiettivo cultura

In molti paesi, le misure prese per contrastare il Coronavirus hanno fatto emergere quanto non si consideri la cultura un bene
essenziale. In questo quadro mondiale, il progetto di bilancio di stato per il 2021 dell’Ucraina rappresenta un’eccezione.

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800 mila tonnellate di zucchero prodotto

Dal 24 novembre sono state prodotte in Ucraina circa 808,5 mila tonnellate di zucchero e lavorate 6,12 milioni di tonnellate di
barbabietole da zucchero. Nel paese sono presenti 30 zuccherifici e tra le regioni più produttive nel settore vi è al primo
posto Cherkasy.

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Agricoltura: aumento di importazioni dall’UE

Secondo il Monitoring EU Agri-food trade nel periodo gennaio – luglio 2020, l’Ucraina ha aumentato il volume delle importazioni
dall’Unione Europea, per un totale di 275 milioni di euro, e ridotto il volume delle forniture al mercato della comunità
dell’11,8%.

Covid-19

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A
ggiornamento mobilità tra Ucraina e Italia

A partire dal mese di novembre l’Italia è stata inserita nella “zona rossa” per l’Ucraina, comportando una riduzione dei
collegamenti aerei e l’imposizione di una serie di comportamenti da rispettare. L’ingresso in Italia è consentito solo per
motivazioni ben precise.

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Quarantena totale nei weekend

Il consiglio dei ministri ha istituito la quarantena totale nei weekend per cercare di ridurre il rischio e le possibilità di
contagio in tutto il territorio ucraino. Lo Stato promette di compensare le perdite delle piccole e medie imprese
intensificando i programmi di sostegno.

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