Caro bollette e caro spesa: Confcommercio, no alla caccia alle streghe

Ecco le richieste alla politica ed il sentiment delle imprese nei 4 mandamenti della provincia


Economia - pubblicata il 25 Agosto 2022


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Fonte: ufficio stampa Confcommercio – Unascom
La fotografia del “non ce la facciamo più a pagare”. Parlano i presidenti della Confcommercio.
Quel caro bollette esploso a Febbraio si fa sentire ora, a fine estate, in tutta la sua drammaticità. E si presenta – secondo Dania Sartorato, Presidente dell’Unione provinciale
Confcommercio e di Fipe – come la nuova “pandemia”. Le nostre associazioni territoriali sono intasate di messaggi e proteste, c’è il rischio di rivolta sociale o di sciopero
fiscale. Fino ad ora le Associazioni hanno attutito la tensione, ma si prevede un autunno amaro: l’estate ha regalato qualche buon week end alla ristorazione ed una fiammata al turismo interno,
ma la verifica dei conti a fine anno sarà molto dura. La crisi di Governo e l’approdo alle elezioni anticipate non sono certo state d’aiuto: abbiamo pronto il documento con le richieste alla
Politica. E’ urgente rilanciare in sede europea l’iniziativa sul cosiddetto Energy Recovery Fund, puntando alla fissazione di un tetto al prezzo del gas ed alla revisione delle regole e dei
meccanismi di formazione del prezzo dell’elettricità. Occorre inoltre il dilazionamento automatico degli importi, oltre al rinnovo e al rafforzamento dei crediti di imposta per le imprese non
‘energivore’ e non “gasivore’ riducendo gli oneri generali di sistema e le accise sui carburanti, perché quanto fatto fino ad ora non è per nulla sufficiente. Senza contare il clima pesante in
generale che coinvolge anche i consumatori che non aiuta di certo la crescita, la coesione sociale e la fruizione dei consumi. Fipe, vista la situazione, a giorni attiverà l’iniziativa “bollette
in vetrina” all’interno della quale i gestori incorniceranno ed esporranno nel locale le bollette ‘monstre’, così da essere totalmente trasparenti nei confronti dei clienti, anche se non c’è
alcun bisogno di giustificare, ma si rischia l’effetto “caccia alle streghe” come se le impennate, pur parziali, ma obbligate di alcuni listini fossero frutto di una colpa imprenditoriale.
Le bollette “monstre” e i rincari sono realtà quotidiana che arrivano negli uffici delle 4 Ascom territoriali di Treviso, Castelfranco, Oderzo, Vittorio Veneto: tra luglio 2021 e luglio 2022 gli
aumenti della spesa annuale sono arrivati a toccare il 122% per l’elettricità ed il 154% per il gas, con punte del 300%. Si stima che nel 2022 le imprese del terziario trevigiano spenderanno in
energia circa 24 miliardi, più del doppio rispetto all’anno precedente. Per gli alberghi il costo della sola bolletta energetica per ogni cliente è di 16 euro, l’anno scorso di 8 euro. Un bar-
pasticceria di medie dimensioni, a luglio 2021 ha speso 2.307 euro per 9.383 Kwh di consumi di energia elettrica, a luglio di quest’anno ha speso 10.243 euro per 11.721 Kwh con un costo al Kwh
che è salito da 0,16 a 0,69 euro.
Nel mandamento di Treviso – spiega il Presidente di Ascom Treviso Federico Capraro – la tensione c’è e si sente tutta. Ricevo quotidianamente decine di messaggi da associati che
non sanno come pagare e da Sindaci che sperano nella tenuta delle piccole attività nei loro paesi, ben consapevoli che se chiude un piccolo alimentare si creano danni per la popolazione. E’
evidente che nella prossima legislatura i nodi della riforma della fiscalità energetica dovranno essere affrontati con determinazione.
A Castelfranco – spiega il Presidente di Ascom Castelfranco Pierluigi Sartorello – la situazione è identica. Si salvano, solo in parte, quelle pochissime imprese lungimiranti che
in periodo di benessere hanno investito, accedendo ai finanziamenti, sull’efficientamento energetico e che ora traggono qualche beneficio, ma sono la minima parte. I costi per la stragrande
maggioranza delle imprese sono insostenibili ed il ritocco dei prezzi inevitabile per la sopravvivenza dei negozi.
A Oderzo-Motta – prosegue il Presidente di Ascom Oderzo Rino Rinaldin – sono a rischio anche attività storiche che seguiamo da anni. L’indebolimento era iniziato con la pandemia,
i ristori e i vari decreti aiuti, soprattutto per la ristorazione, non sono bastati ed ora, con i rincari energetici, la situazione si è aggravata, a fine anno molti prenderanno decisioni
drastiche.
A Vittorio Veneto – conclude il Presidente di Ascom Vittorio Veneto Michele Paludetti – confermiamo tutto. Alcune imprese hanno già messo in moto dei nuovi atteggiamenti
“difensivi”: chiudono al pomeriggio, spengono le luci alla sera, organizzano gli orari in maniera diversa. Soluzioni tampone che ci fanno capire non solo la gravità del problema, ma quanto incide
sulla vita sociale e delle città e dei piccoli paesi. Il rischio di trovarsi sempre più botteghe chiuse, luci spente, piazze e vie deserte sta diventando realtà.
In foto, tutto il consiglio di presidenza dell’Unione, con la Presidente Dania Sartorato, il Segretario Fabio Marcolin e i Presidenti di mandamento Capraro,
Sartorello, Paludetti, Rinaldin

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