Cavaso del Tomba: il Comune aiuta baristi e ristoratori, i più penalizzati dalla pandemia, ma sta già pensando ad altre categorie del commercio

Cortesia: “Non far chiudere un’attività significa sostenere tutto il paese perché, senza commercio, senza mercato e senza pubblici esercizi, muore la comunità”.


Economia - pubblicata il 11 Dicembre 2020


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Fonte: ufficio stampa Ascom-Confcommercio


Sono a pieno titolo, in questo momento, i più penalizzati dalla pandemia, e i ristori governativi sopperiscono solo in parte le perdite di fatturato. Stiamo parlando dei pubblici esercizi,
ovvero bar, pizzerie e ristoranti che, coi vari DPCM, restrizione dopo restrizione, stanno, più di altre categorie del commercio, chiedendosi come potranno tener duro fino all’auspicata
ripresa.


A Cavaso del Tomba (TV), comune sottoposto in questi giorni allo screening di massa, l’Amministrazione ha messo mano ai bilanci e, pur tra tante ristrettezze, con un apposito bando, ha
deciso di “ristorare” direttamente, con un contributo di 1000 euro ciascuno, i bar e i pubblici esercizi del proprio comune. E, sul piano burocratico, ha annullato la Tosap per tutto il
2020
, una tassa che, per chi ha i plateatici o per i mercatali, è molto onerosa.


“Non far chiudere un’attività significa sostenere tutto il paese perché, senza commercio, senza mercato e senza pubblici esercizi, muore la comunità. Per questo motivo – spiega l’Assessore
al bilancio e ai tributi di Cavaso Michele Cortesia – ci siamo confrontati con le categorie e, con tutto l’appoggio del gruppo consiliare, abbiamo deliberato questa prima fase di aiuti
per i pubblici esercizi e i mercati, in totale circa 20 mila euro. Ma sono già allo studio, grazie al confronto con Ascom, misure di ristoro per le altre categorie del
commercio penalizzate dalla pandemia, non solo per i pubblici esercizi”.

“Nell’insieme” – spiega il fiduciario di Ascom Daniele Menegazzo– “possiamo dire che l’Amministrazione ha compreso e accolto le nostre esigenze, ha dato un segnale concreto ai
pubblici esercizi, che in paesi piccoli come Cavaso sono il cuore pulsante e aggregante del luogo, centri di scambi e di relazioni umane. Oggi vivono tra restrizioni e incertezze, con enormi
difficoltà; alcuni dei 15 esistenti rischiano di chiudere. È un aiuto che non compensa le perdite subite, ma contribuisce a tener duro, in attesa della ripartenza, erogato in maniera diretta e
senza tanta burocrazia, con una semplice domanda”.


“La nostra attenzione”- conclude Ersilia Ferrazza, presidente della Delegazione di Asolo- “è sempre alta e rivolta alle piccole attività commerciali e turistiche dell’Asolano.
Manteniamo dialogo e collaborazione con tutte le Amministrazioni e sollecitiamo aiuti per le nostre imprese, oggi nel pieno di una pandemia che non ha eguali negli ultimi 70 anni”.

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