Concessioni, Uncem: su idroelettrico e reti del metano, aumentare il ritorno, i benefici e i servizi per i territori. Bussone: “positive le parole di Giorgetti. Dialogo importante.”


Eventi - pubblicata il 22 Agosto 2018


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Fonte: ufficio stampa
UNCEM – Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani

“Uncem apprezza le parole del Sottosegretario Giancarlo Giorgetti che oggi, in un’intervista sul Corriere della Sera, parlando di
concessionievidenzia la necessità di aumentare il ‘ritorno alle popolazioni del
territorio’ montano, riferendosi al petrolio bianco delle valli, l’idroelettrico
. Lo diciamo da almeno dieci anni che canoni e sovracanoni per gli
impianti, piccoli e grandi, non sono sufficienti. In molti casi si tratta di concessioni scadute, prolungate, ovvero di impianti realizzati 80 anni fa che si sono
già pagati con l’acquisto dell’energia prodotta, molto spesso incentivata, da parte di Enel e poi dal Gestore dei Servizi elettrici. È dunque necessario
rivedere il sistema coinvolgendo maggiormente gli Enti locali, riconoscendo i servizi ecosistemici-ambientali già previsti dalla
legge 221-2015
. Li abbiamo studiati a fondo, grazie al Premio Nobel per l’Economia 2009 Elinor Ostrom. Uncem lo chiede da quindici anni questo maggiore
ritorno ai territori e la nostra associazione ha già sostenuto i territori in preziosi interventi di questo tipo, volti a creare green communities e oil free
zones. Dove lo stesso territorio ha acquisito concessioni idroelettriche, di impianti nuovi o esistenti, e stessa cosa può fare nei prossimi anni. I benefici sono
stati evidenti, anche in termini di ricadute occupazionali. Sono nate società miste pubblico-private, molto virtuose, che vanno sostenute e non bloccate.
I Comuni sono lo Stato, rappresenterebbero una gestione diretta delle concessioni e dei beni pubblici senza
centralizzazione
“.

Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem. “Anche sul metano, con le concessioni in fase di gara per la gestione della distribuzione del gas – prosegue
Bussone – vanno fatte attente operazioni acute sugli ambiti ottimali territoriali, gli Atem definiti da Province e Regioni. Permettendo ad esempio un ampliamento della rete del metano a fronte dell’affidamento della concessione. Migliaia di Comuni italiani non sono metanizzati e
questo comporta notevoli aumenti di costi per le famiglie costrette a usare gpl o bombole domestiche”. “Su idroelettrico e gas, come sulle autostrade – conclude –
siamo pronti con gli Enti locali montani a intraprendere un percorso virtuoso come proposto dal Governo, d’intesa con le Regioni, con i Comuni e le loro forme
associative protagoniste, a vantaggio dei territori e delle comunità locali”.



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