Confartigianato Imprese Marca Trevigiana: Seminario “autoriparatori e meccatronici. Regole che cambiano per un settore in evoluzione”. Martedì 25 ottobre 2016.

Procedure necessarie per l’adeguamento al settore automotive. Presentazione corsi professionali.Dichiarazione di Gianluigi Buosi Presidente Provinciale autoriparatori - Confartigianato Imprese Marca Trevigiana.


Eventi - pubblicata il 24 Ottobre 2016


Fonte: Ufficio stampa Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

La riparazione delle auto sta aumentando la propria complessità e abbisogna di operatori in grado di riparare veicoli dotati di tecnologie sempre più sofisticate. Le funzioni di un’auto sono
governate da sistemi che possono comprendere dalle 10 alle 70 centraline elettroniche.

Per le autofficine artigiane multimarca che si occupano di veicoli realizzati da varie case automobilistiche questo significa moltiplicare gli sforzi per confrontarsi ogni giorno con mezzi dotati
di tecnologie differenti, essere in grado di diagnosticare con precisione gli interventi da effettuare ed eseguire riparazioni a regola d’arte.
Una professione tutt’altro che semplice, ad alto contenuto tecnologico, che impatta sulla sicurezza dei mezzi circolanti sulle nostre strade. Molti incidenti con perdita di vite umane sono dovuti
a problemi meccanici causati da carenze o dalla scarsa manutenzione (l’art. 79 del Codice della Strada prevede che ogni automobilista abbia l’obbligo di tenere in perfetta efficienza la propria
auto e che non basta “essere a posto con la revisione”). L’attività di meccanico auto ha un ruolo determinante anche sul versante del risparmio energetico ed sul contenimento dell’inquinamento
atmosferico ed acustico causato dalla circolazione dei mezzi sulle strade.
Nel nostro Paese il settore ha all’attivo 74.000 imprese di cui l’ 86% artigiane che contano 160.000 addetti, il 36% in più rispetto a tutta l’industria automobilistica che ne occupa
118mila. Nella nostra regione gli autoriparatori sono 6.400, di cui 1.200 operanti in provincia di Treviso con 3.500 addetti
. Dal 2013 l’attività è soggetta alla disciplina della legge n.
224 che ha determinato l’unificazione nella “meccatronica” delle due sezioni “meccanica e motoristica” ed “elettrauto”, definendo le modalità per il conseguimento dei requisiti
tecnico-professionali necessari per effettuare gli interventi di riparazione auto.

A partire dal 2018, all’interno delle autofficine deve operare il “meccatronico” che fa sintesi di meccanico motorista ed elettrauto, in possesso di know how ed abilità che gli
consentano di prevenire, gestire risolvere tutti i problemi di manutenzione e riparazione dei mezzi, sia quelli attuali (in Italia continua la marcia delle auto ibride che a luglio sfiorano il
2% del totale dell’immatricolato) che i “full electric” che a breve saranno immessi sul mercato.

Gli istituti tecnici e professionali che formeranno i nuovi “meccatronici “hanno provveduto da tempo all’adeguamento dei loro programmi didattici e all’avvio dei percorsi formativi in accordo con
le disposizioni della legge e con quanto stabilito dall’accordo della Conferenza Stato Regioni del 12 giugno 2014 e dalla Regione Veneto.
E per tutti coloro che già operano all’interno delle autofficine? Per la maggior parte degli addetti la norma prevede il riconoscimento automatico dei requisiti professionali e l’abilitazione ad
operare come meccatronici.
Il discorso è molto diverso per quelle attività che dichiarano di svolgere attualmente la sola attività di meccanico motorista o di elettrauto (circa 350 in provincia di Treviso). Per loro
scatta l’obbligo di avviare l’attività non dichiarata (a seconda elettrauto o meccanica motoristica) presso la Camera di Commercio e, in alcuni casi (specialmente per gli elettrauto) sarà
obbligatorio frequentare un corso professionale.

Confartigianato Imprese Marca Trevigiana al fine di facilitare le operazioni di regolarizzazione delle imprese ha promosso un servizio consulenziale e di accompagnamento attivo in tutte le sedi
mandamentali che sarà inaugurato martedì 25 ottobre con il seminario “AUTORIPARATORI E MECCATRONICI. REGOLE CHE CAMBIANO PER UN SETTORE IN EVOLUZIONE” durante il quale saranno illustrate
le procedure necessarie per l’adeguamento e verranno presentati i contenuti dei corsi professionali in programma dal mese di gennaio 2017.

Gli Autoriparatori dovranno affrontare una vera e propria rivoluzione
Intervento Gianluigi Buosi Presidente Provinciale autoriparatori – Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

La legge 224 ha voluto perseguire 2 obiettivi: il superamento della divisione elettrauto-meccanico motorista, ormai anacronistica rispetto all’attuale tecnologia presente nelle auto e la
salvaguardia dei diritti degli autoriparatori che legittimamente si sono formati ed hanno operato nel previgente regime. E’ chiaro quindi che la finalità della legge non è quella di determinare
interruzioni di attività in essere o ledere aspettative consolidate, ma di porsi in modo più aderente alla realtà odierna di un’attività sempre più articolata ed in continuo mutamento.
Ma se si parla di cambiamenti nel mondo dell’autoriparazione, è bene tenere a mente che siamo solo all’inizio.
La rivoluzione del nostro lavoro sarà provocata dalla mobilità elettrica. Gli scenari saranno completamente inediti e i cambiamenti dovranno coinvolgere la politica locale. La tecnologia della auto
a guida automatica, strettamente legata allo sviluppo della mobilità elettrica, porterà a risolvere il bisogno di mobilità non più con il possesso di un auto ma con la richiesta di un
servizio.
Gli analisti del settore hanno calcolato che con l’avvento della mobilità elettrica il comparto automotive potrebbe perdere il 50% dell’attuale volume d’affari. In Italia l’attuale parco
veicolare, che conta circa 37 milioni di auto, potrà essere sostituito da 6 milioni di veicoli guidati da sistemi elettronici in grado di prelevare e portare i passeggeri a destinazione con un
semplice SMS. Tutto il mondo di chi opera nel settore automotive sarà interessato da questa evoluzione: concessionari, autoriparatori, ricambisti, distributori di carburante, pena il cambio di
mestiere. Tutti gli attori della filiera dovranno essere in grado di fornire nuovi servizi agli automobilisti, dalla messa a disposizione di infrastrutture per la ricarica, all’installazione di
software per personalizzare l’auto dei propri clienti.
La nostra Associazione ha in questo senso ha giocato d’anticipo attraverso il progetto “Reborn” per lo sviluppo dei sistemi di trasformazione elettrica delle auto usate (retrofit) e la creazione di
una rete di officine specializzate per la produzione di auto elettriche.

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