Lazio prima in valore assoluto (+5mila), Campania prima per variazione (+7%). Il boom dell’edilizia trascina il saldo delle imprese: +22mila nel terzo trimestre 2021. In forte crescita anche i
servizi, ma il Covid continua a pesare sulla vitalità del sistema
Roma, 2 Novembre 2021 – Il terzo trimestre dell’anno si chiude con un altro segno positivo all’anagrafe delle imprese: grazie anche all’impatto dei bonus e superbonus nel comparto
dell’edilizia che negli ultimi due anni ha visto crescere il numero di imprese di quasi 30mila unità, 6mila delle quali nel solo trimestre luglio-settembre di quest’anno – il saldo tra aperture
e chiusure nel terzo trimestre 2021si attesta al di sopra di quota 20mila imprese(per l’esattezza 22.258), una soglia superata solo due volte nei trimestri estivi del decennio pre-pandemico.
Il ruolo trainante delle costruzioni per la tenuta del tessuto imprenditoriale – accanto a quello dei servizi, componente essenziale per rispondere all’emergenza pandemica – si avverte
distintamente osservando l’andamento del tasso di crescita trimestrale per macro-settori a cavallo degli ultimi due anni. Tra Settembre 2019 e Settembre 2021 il comparto edile è cresciuto
complessivamente di 29.136 unità (+3,5%), secondo solo all’espansione dei servizi a imprese e persone(83mila imprese in più per una crescita complessiva, nel biennio, del 4,2%).
A livello territoriale, la dinamica delle costruzioni appare più forte in Campania dove la crescita cumulata del numero di imprese, negli ultimi due anni, è stata del 7% (corrispondente a 4.907
imprese in più). In valore assoluto, l’incremento più elevato è invece appannaggio del Lazio che, con un saldo nei due anni di 5.103 unità, ha messo a segno una crescita cumulata del 5,8%. Sempre
in termini percentuali, dopo Campania e Lazio si collocano tre regioni del Mezzogiorno: la Sicilia (+5,3%), la Puglia (+4,8%) e la Sardegna (4%%).Uno degli elementi significativi della crescita del
comparto edile viene dalla struttura organizzativa scelta dalle nuove imprese. Il 70% del saldo nei due anni (20.504 unità) è infatti costituito da società di capitali, per una crescita nel periodo
dell’8,5%. In diminuzione le società di persone (-4.174) e le cooperative (-163), mentre resta positivo (+12.969 unità) il contributo dell’imprenditoria individuale.