Covid e impianti sciistici. Carraro (Confindustria Veneto) e Berton (Confindustria Belluno Dolomiti): «La salute pubblica non si discute ma non puo’ esserci concorrenza “sleale” internazionale fra le vicine regioni europee. Vanno previsti adeguati ristori per un settore allo stremo»


Economia - pubblicata il 26 Novembre 2020


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Fonte: ufficio stampa Confindustria Veneto e
Confindustria Belluno Dolomiti

25 novembre 2020

«Fin dall’inizio della pandemia abbiamo detto che la salute pubblica viene prima di tutto. Lo confermiamo anche in questa occasione. Ma non va dimenticato che gli impianti di risalita
sono il cuore pulsante dell’economia turistica della montagna: è quindi fondamentale che il Governo trovi insieme agli operatori la soluzione migliore per superare questa fase di emergenza». È
quanto afferma il Presidente di Confindustria Veneto Enrico Carraro, in merito alla discussione sull’apertura o chiusura degli impianti sciistici a Natale. «Il Veneto, come
altre realtà alpine, si appresta a vivere anni importantissimi per il proprio futuro, grazie ai grandi eventi che interesseranno in particolare la montagna bellunese. Le società che gestiscono gli
impianti di risalita dovranno investire, per farsi trovare pronte a questi appuntamenti internazionali. Il Governo deve perciò farsi carico di questa situazione, anche in prospettiva, avviando un
confronto serio e costruttivo con gli operatori, che giustamente chiedono garanzie più che aprire a tutti i costi. Sappiamo che il periodo di Natale per gli impiantisti è quello in cui si
concentrano i ricavi più importanti di tutto l’anno, ma pensare di tenerli aperti con condizioni estremamente restrittive potrebbe forse causare un danno peggiore della chiusura. Servono perciò
ristori adeguati, il rinnovo della cassa integrazione e oltre misure ad hoc. E’ poi fondamentale evitare che le regioni alpine dei vicini paesi europei tengano aperto, aggravando la situazione
facendo concorrenza sleale. Sappiamo già che l’Austria, ad esempio, non chiuderà a meno che non si trovi un accordo “economico” soddisfacente a livello di Unione Europea. Tra pochi mesi
ospiteremo i Campionati del Mondo di Sci 2021, lavoriamo fin da ora per far sì che possano svolgersi in massima sicurezza e rispettando
il calendario previsto».

«Le aziende funiviarie stanno già subendo pesanti conseguenze da questo clima di incertezza. – aggiunge Lorraine Berton, Presidente Confindustria Belluno Dolomiti
È indispensabile agire subito per individuare possibili interventi così come definiti da ANEF: la parziale compensazione delle riduzioni di
fatturato – da calcolare sui mesi di effettiva chiusura o di limitazione dell’attività (es. novembre, dicembre, ecc.); la moratoria sui mutui e sui leasing; la riduzione del cuneo fiscale (costo
del lavoro) in caso di apertura in condizioni di limitata attività (blocco dei turisti stranieri, limitazione agli spostamenti tra regioni dei turisti italiani, ecc.); la sospensione o riduzione
degli adempimenti fiscali; la garanzia del trattamento di cassa Integrazione per i lavoratori fissi e l’introduzione di ammortizzatori sociali e di misure di sostegno al reddito per i lavoratori
stagionali. Sono ipotesi di lavoro che però vanno subito messe in campo, se vogliamo tutelare e dare un futuro all’industria turistica delle nostre montagne. Con i grandi eventi in programma nei
prossimi anni, c’è la necessità di avere un tessuto economico e imprenditoriale sano, che riesca a superare l’emergenza e a progettare il suo futuro».

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