Cultura d’impresa per la sfida delle transizioni e lo sviluppo della comunità tra filiere, territorio e saper fare

Giovedì 13, a Padova, uno degli eventi conclusivi dell'anno da Capitale, in cui si discuterà dell'imprenditoria veneta


Eventi - pubblicata il 11 Ottobre 2022


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Fonte: Ufficio stampa Assindustriavenetocentro

(Padova-Treviso-Venezia-Rovigo – 10.10.2022) – Spirito di resilienza, capacità adattiva e di rinnovamento per affrontare il complesso quadro socio-economico attuale, ma anche le sfide
per il futuro. Il filo rosso dell’anno da “Capitale della Cultura d’Impresa” che lega l’area vasta Padova, Treviso, Venezia e Rovigo, evoca la persistenza e la capacità di rinnovarsi e di
cambiare dell’imprenditorialità di un territorio che affonda le radici nella storia della Serenissima.
Un modello diffuso e integrato di imprese, persone e società che produce ricchezza per 86 miliardi (58,2% del valore aggiunto veneto), oltre 32 miliardi di export (46,2% del totale veneto). E
che nei primi sei mesi del 2022 ha messo a segno un aumento della produzione tra il +4,7% di Treviso e il +12,5% di Venezia (Padova +8,0%, Rovigo +6,0) sullo stesso periodo del 2021, un aumento
record di 3,4 miliardi dell’export (+21,4%) sull’analogo periodo e ha registrato un saldo (ancora) positivo tra assunzioni e cessazioni di 50.405 contratti. Nonostante la curva in ripiegamento,
a causa dell’impatto micidiale di shock energetico, inflazione e conflitto, che minaccia i conti delle imprese e i redditi delle famiglie.
A fare il punto giovedì 13 ottobre, alle ore 17.30 al Palazzo della Ragione di Padova (Piazza delle Erbe), sarà “Cultura d’impresa e sviluppo per la nostra
comunità
“, uno degli eventi conclusivi dell’anno da Capitale. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Padova Sergio Giordani, di Katia Da Ros Vice Presidente Confindustria
per l’Ambiente, la Sostenibilità e la Cultura e di Antonio Alunni Presidente Gruppo Tecnico Cultura di Confindustria, ne parleranno il Presidente di Assindustria Venetocentro Leopoldo
Destro
, il Presidente di Confindustria Venezia-Rovigo Vincenzo Marinese e i Presidenti delle Camere di Commercio di Padova Antonio Santocono, di Treviso-Belluno Mario
Pozza
e di Venezia-Rovigo Massimo Zanon. Conduce Micaela Faggiani Giornalista.
Nel corso dell’incontro, che si inserisce in un calendario di oltre 150 eventi, verranno analizzati da un lato i fattori che hanno permesso la costruzione di quell’ordito imprenditoriale che
abbiamo conosciuto fino alla fine del secolo scorso e, dall’altro, la necessità di cogliere i necessari mutamenti che la cultura d’impresa deve affrontare per fronteggiare il nuovo contesto e
per far sì che il Veneto sia ancora un territorio ‘imprenditivo’.
Al termine della tavola rotonda, si terrà il racconto di Don Luigi Facco, Presidente della Fondazione Nervo Pasini nata per sostenere le Cucine Economiche Popolari nella gestione di
tutti gli aspetti operativi e di governance del servizio che da oltre 140 anni sostiene le persone più in difficoltà. Ogni anno infatti le Cucine, grazie all’attività di oltre 100 volontari, 23
infermieri e medici, preparano quasi 77mila pasti e forniscono oltre 1.350 visite mediche. Una testimonianza che diventa così il simbolo della resilienza di una società chiamata a fare i conti
con il vasto tema della sostenibilità, ambientale, economica e soprattutto sociale. Una sfida che coinvolge da vicino anche le imprese del Veneto.
“Il valore aggiunto del percorso che, come area vasta, stiamo compiendo” – dichiara il Presidente di Assindustria Venetocentro, Leopoldo Destro – “risiede anche nella
possibilità di affrontare le questioni più urgenti per le imprese secondo una prospettiva più ampia che non guarda solo all’oggi, ma anche al futuro dell’imprenditoria e della società veneta.
Porre le basi per una nuova cultura d’impresa significa lavorare affinché il nostro territorio fatto di 325mila imprese attive, un Pil aggregato di 86 miliardi, possa continuare a rappresentare
un punto di riferimento nella crescita del Paese. In questo senso riflettere sulle nostre origini rappresenta una straordinaria occasione anche per affrontare le sfide attuali e del futuro, per
le quali confidiamo in un ascolto attento da parte di coloro che avranno il compito di guidare il nostro Paese”.
“Siamo orgogliosi di essere riusciti a coinvolgere, nel corso di quest’anno da Capitale della Cultura d’Impresa, tutte le espressioni del territorio in un percorso di scoperta dei valori che
guidano ogni giorno il nostro agire” – dichiara il Presidente di Confindustria Venezia area metropolitana di Venezia e Rovigo, Vincenzo Marinese -. “Crediamo che il tessuto
industriale veneto sia chiamato ad esercitare un ruolo da leader del cambiamento, nel segno della trasformazione digitale e della transizione energetica. Certo, il contesto geopolitico,
economico e demografico è complesso, la crisi della manodopera richiede uno sforzo collettivo. Per tali ragioni, il mondo dell’impresa oggi si appella innanzitutto alle persone, ai giovani, ai
lavoratori di oggi e domani che sono il vero capitale di ogni azienda. Il futuro è nelle nostre mani”.
“Attorno alla Comunità Economica si creano legami sociali che superano i tempi difficili e rafforzano la capacità competitiva delle nostre imprese perché sono frutto di nuove alleanze e
nuovi saperi, di visioni pronte a catturare le potenzialità che l’innovazione propone” – afferma il Presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno|Dolomiti e Unioncamere
Veneto
, Mario Pozza -. “Potenzialità che devono essere declinate, in maniera profilata, per migliorare la qualità della vita e del fare impresa. Espressione di questa visione è il
progetto “GenerAZIONE2026” condiviso, nell’evento internazionale dei quattro giorni a Treviso, con Capitale della Cultura d’Impresa. Non dimentichiamo mai che la persona è il fulcro di questa
coesione e che i giovani sono il futuro con cui dobbiamo costruire insieme le nuove tracce da seguire».
“Sapere e saper fare contraddistinguono da sempre i nostri territori e le nostre piccole e medie imprese” – dichiara il Presidente della Camera di Commercio di Padova, Antonio
Santocono
-. “Questo connubio dovrà continuare a giocare un ruolo centrale anche in un contesto caratterizzato da forte complessità come quello attuale e quello futuro. Il percorso sin
qui compiuto ha visto il realizzarsi di un progetto che pur coinvolgendo diversi territori e attori è stato portato avanti in maniera unitaria, con caparbietà e passione, con l’obiettivo
condiviso di valorizzare luoghi, persone e comunità, distretti, filiere e con loro i valori fondanti la nostra cultura d’impresa, cultura che ci ha fatto conoscere e ci ha reso competitivi in
tutto il mondo”.
“E’ importante che le aziende imparino a valorizzare il patrimonio culturale dei nostri territori, quale fattore strategico in grado di attivare un circuito positivo per la crescita di
tutto il tessuto economico, imprenditoriale e sociale” – afferma il Presidente della Camera di Commercio di Venezia Rovigo, Massimo Zanon -. “Se è vero che il Sistema
Produttivo Culturale e Creativo ha pagato più di altri settori la crisi, si conferma in un ruolo centrale, generando il 5,4% della ricchezza economica veneta ed il 5,9% dell’occupazione
regionale, mentre, solo a Venezia, crea un valore aggiunto di 1.321,7 milioni ed offre lavoro a circa 24 mila addetti. In quest’ottica si colloca il nostro impegno nei progetti culturali che
valorizzano le eccellenze nel mondo: dal supporto al comparto Vetro di Murano, al Calzaturiero della Riviera del Brenta o al Distretto polesano della Giostra, al marchio d’area Rovigo – Terre
fra Adige e Po fino al sostegno alla Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità, alimentando un modello di rete in cui Cultura d’Impresa e Patrimonio Culturale sono binomio
inscindibile per la crescita della Città Metropolitana di Venezia e la Provincia di Rovigo”.

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