Dall’e-commerce alla vendita diretta l’innovazione agricola è di Marca De Zotti alla guida dei giovani imprenditori Coldiretti Al lavoro il nuovo Comitato direttivo di Giovani Impresa Treviso


Economia - pubblicata il 12 Febbraio 2018


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Fonte: ufficio stampa Coldiretti

Giovani Impresa Treviso, il movimento dei giovani imprenditori di Coldiretti, ha un nuovo comitato e un nuovo delegato provinciale. A guidare i giovani agricoltori trevigiani che fanno impresa,
scegliendo la strada dell’innovazione e della sostenibilità, sarà per i prossimi cinque anni Marco De Zotti, 22 anni, di Godega di Sant’Urbano, impegnato nella produzione di ortofrutta che poi
trasforma in succhi. Produttore aderente alla rete di vendita diretta di Campagna Amica. Il neo delegato è stato eletto all’unanimità dai dodici delegati zonali che costituiscono il comitato
direttivo. Delegati con età massima di 30 anni e che a loro volta sono stati eletti nelle loro zone di competenza. Ecco la composizione del nuovo Comitato direttivo: Marco De Zotti (Zona di
Conegliano), Luca Feltracco (Zona di Asolo), Denis corò (Zona di Castelfranco Veneto), Andrea Bortolato (Zona di Mogliano Veneto), Denis Marcuzzo (Zona di Motta di Livenza), Manuel Breitenberger
(Zona di Montebelluna), Nicola nardi (Zona di Oderzo), Andrea Pagotto (Zona di Roncade), Alberto Piccolotto (Zona di Treviso Est), Christian Morandin (Zona di Treviso Ovest), Matteo Vanzella (Zona
di Vittorio Veneto), Marika Sanzovo (Zona di Valdobbiadene).

“E’ davvero un bellissimo gruppo di giovani imprenditori che ben rappresentano la vitalità e freschezza della nostra Marca trevigiana – sottolinea Walter feltrin, presidente di Coldiretti Treviso –
Abbiamo rappresentati tutti i comparti agricoli, dagli allevamenti zootecnici di ultima generazione ai produttori che partecipano ai mercati di Campagna amica, da chi vende attraverso le
piattaforme di e-commerce ai produttori di vino, prodotti certificati dop e biologici”.

Chi lascia la guid del Movimento è Mattia Mattiuzzo, viticoltore e produttore di Ppl (piccole produzioni locali) noto per aver lanciato la produzione di panettone e focacce agricole con il recupero
della filiera a km zero dei cerali: “Ringrazio di cuore il consiglio uscente che ha lavorato in questi cinque anni creando molte opportunità di crescita. Ora spazio a una nuova nuova generazione
che si contraddistingue perché nativa di una agricoltura più digitalizzata. Ringrazio di cuore per la presenza a Treviso anche del delegato Regionale di Giovani Impresa Veneto, Alex Vantini e del
Segretario Regionale di Giovani Impresa Veneto, Luca Motta”.

L’elezione trevigiana avviene appena concluso, a livello nazionale, l’invito a presentare le manifestazioni di interesse per l’acquisto da parte di giovani di 8mila ettari pubblici della Banca
nazionale delle terre agricole avviata dall’Ismea. Una iniziativa che rappresenta un importante esempio da seguire a livello territoriale considerato che la maggior parte dai terreni pubblici è di
proprietà di enti locali che – sostiene la Coldiretti – dovrebbero andare nella stessa direzione.

“Si tratta spesso – continua Feltrin – di terre fertili anche di grandi dimensioni, ma il più delle volte sottoutilizzate, in quanto prive di una conduzione imprenditoriale capace di valorizzarli
adeguatamente, con idee e soluzioni che guardano al mercato. L’affidamento di questi terreni ai giovani agricoltori toglierebbe alla Pubblica amministrazione il compito improprio di coltivare la
terra, ma soprattutto avrebbe il vantaggio di rispondere alla domanda delle nuove generazioni, per le quali la mancanza di disponibilità di terreni da coltivare rappresenta il principale ostacolo
all’ingresso nel settore.

Il prezzo medio per acquistare un ettaro di terra in Italia – ricorda la Coldiretti – è di 20mila euro, un importo che è quasi il doppio di quello della Germania e circa il triplo della Francia. Il
costo medio varia a secondo del territorio. Nel Nord Ovest è di 26.200 euro ad ettaro, sale a 40.500 al Nord Est, spinto soprattutto dal mercato vitivinicolo, scende a 14.800 euro al Centro Italia,
fino ai 12.900 del Meridione e agli 8.500 delle Isole.

Se si considera che la dimensione media di un’impresa agricola italiana è di circa otto ettari – rileva la Coldiretti – il “prezzo d’ingresso” per un giovane agricoltore rischia di diventare
proibitivo e ciò rappresenta un grave problema, anche per le difficoltà di accesso al credito, in un momento peraltro dove la “voglia di campagna” è ai massimi storici. Lo dimostra l’aumento del 9%
nel terzo trimestre 2017 delle imprese agricole italiane condotte da under 35, salite a 53.475, cifra che regala all’Italia il primato in Europa per numero di aziende giovani.

“Affidare i terreni pubblici ai giovani rappresenta una svolta per il Paese, crea ricchezza e nuova occupazione a sostegno della crescita di cui l’Italia ha oggi straordinariamente bisogno” ha
affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo nel sottolineare che “in tale ottica occorre proseguire ed estendere l’esperienza della Banca della Terra per dare risposte alle nuove
generazioni che hanno scelto la campagna per sviluppate traiettorie di futuro”.

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