Dati congiunturali /Pozza: Imprese venete hanno saputo resistere alla crisi

Il 2020 si chiude con una tenuta della produzione industriale del Veneto (+2,5%). Nuove ondate e nuove varianti del virus pongono preoccupazioni per le prospettive future


Economia - pubblicata il 19 Febbraio 2021


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Fonte: ufficio stampa Unioncamere del Veneto

Pozza: Le imprese venete hanno dimostrato di saper resistere alla crisi grazie anche al supporto del sistema camerale che sta mettendo in campo strumenti e progetti per far ripartire la
locomotiva del Nordest.
Venezia, 18 febbraio 2021 | La pandemia ha inferto un duro colpo all’industria veneta nel 2020, a causa soprattutto della caduta di domanda, interna ed estera, conseguente alle misure di
contenimento introdotte in Italia e negli altri Paesi colpiti dal virus. Nella media 2020 la produzione manifatturiera regionale è diminuita del -8,6% rispetto al 2019. Tale caduta
è stata acquisita quasi interamente nel secondo trimestre 2020, quando la produzione aveva raggiunto valori inferiori di oltre il 20% rispetto a quelli pre-Covid. Il recupero nei mesi
estivi
(-2,4%) e negli ultimi tre mesi dell’anno (-2,1%) hanno contribuito in modo determinante a limitare le perdite.

Nel quarto trimestre 2020 l’industria veneta registra quindi una tenuta nonostante molte realtà territoriali siano ancora interessate da provvedimenti di lockdown più o meno stringenti. La
variazione congiunturale destagionalizzata dell’ultimo trimestre dell’anno è risultata pari al +2,5%.

L’indagine VenetoCongiuntura di Unioncamere del Veneto condotta in gennaio 2021 su un campione di oltre 2.100 imprese con almeno 10
addetti, a cui fanno riferimento oltre 83 mila occupati (www.venetocongiuntura.it), ha mostrato tra gli imprenditori
un certo attendismo per i prossimi mesi, poiché il clima rimane inevitabilmente complesso e incerto per l’evoluzione sconosciuta della pandemia.
Guardando all’insieme delle imprese manifatturiere intervistate, sotto il profilo dimensionale a soffrire maggiormente della situazione di emergenza sono le imprese di piccole
dimensioni (10-49 addetti, -3,1%) mentre quelle medio-grandi registrano una flessione minore (50 addetti e più, -1,7%). Osservando la tipologia di bene la diminuzione è determinata
soprattutto dalle imprese che producono beni di investimento (-3,5%) e di consumo (-2,9%), mentre risulta inferiore alla media regionale la decrescita per le aziende che producono beni intermedi
(-0,6%).
A livello settoriale le imprese della gomma e plastica (+3,9%), le altre imprese manifatturiere che includono la farmaceutica (+2,8%), delle macchine elettriche ed elettroniche
(+0,6%) e del marmo, vetro e ceramica (+0,4%) evidenziano un aumento della produzione annua; stabile la situazione del legno e mobile. Tutti gli altri settori mostrano invece una flessione. Ad
accusare un maggiore crollo sono i comparti alimentare e bevande (-6,5%), carta e stampa (-4,4%), macchine ed apparecchi meccanici (-2,6%) e tessile e abbigliamento (-2,4%). La perdita è più
contenuta, con valori vicini alla media regionale, per i settori metalli e prodotti in metallo (-2,2%), e mezzi di trasporto (-1,5%).
Nel quarto trimestre del 2020 la quota di imprese che registrano una diminuzione dei livelli produttivi diminuisce al 48% (rispetto al 51% del terzo trimestre, al 75% del secondo
trimestre e al 62% del primo trimestre dell’anno) e aumenta la quota di quelle che dichiarano un incremento della produzione al 48% (era 37% lo scorso trimestre, 15% il secondo trimestre e 25% il
primo trimestre 2020).

Nel quarto trimestre – spiega Mario Pozza, presidente di Unioncamere del Veneto – l’industria regionale regge ed ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per
uscire da questa fase complicata, ma da sole le imprese non possono farcela. Le parole del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, sono sicuramente un segnale positivo e confortante siamo
d’accordo con lui sul fatto che tutte le aziende non possono essere salvate ed infatti ci auguriamo che il metodo Alitalia con i miliardi dei contribuenti utilizzati per tenere in piedi la società
finisca per essere sostituito da un modello in grado di sostenere quelle aziende virtuose e che innovano.

Il sistema camerale è pronto a fare la sua parte come ha fatto in questi mesi diventando “l’ambulanza delle imprese” supportandole sotto ogni punto di vista non solo per superare l’emergenza,
ma soprattutto per guardare al futuro puntando su digitalizzazione ed innovazione. E lo facciamo attraverso progetti che sono un punto di riferimento a livello nazionale come la Data Room in fiera
a Padova per accompagnare la digitalizzazione delle imprese o la New.co nata pochi mesi fa per sostenere l’internazionalizzazione e attraverso la sinergia con la Regione che sta portando risultati
importanti.

Il 2020 resta un anno negativo e nei prossimi mesi l’impatto del Covid sull’economia farà sentire ancora i suoi effetti. Per questo servono certezze al sistema delle imprese del Veneto e per
questo ci auguriamo che con il nuovo Governo si apra una fase nuova di ascolto e di coinvolgimento e venga abbandonato il modello delle scelte calate dall’alto come quelle sulla chiusura degli
impianti da sci. Per riprendere a correre abbiamo bisogno di essere messi nelle condizioni di farlo. Noi siamo pronti a ripartire ed a guardare al futuro, ma servono interventi di sistema e riforme
vere. Come dice il Presidente del Consiglio questo non è più un’opzione, ma un dovere.

Per quanto riguarda gli altri indicatori economici, nel quarto trimestre 2020 il fatturato totale è diminuito del -2,4% rispetto allo stesso trimestre del 2019, evidenziando un
rallentamento della caduta rispetto al trimestre precedente (-3,7%). A livello dimensionale il calo del fatturato ha interessato in ugual modo le piccole imprese e quelle di medie e grandi
dimensioni. A livello settoriale si evidenziano contrazioni marcate per le aziende del tessile e abbigliamento (-13,8%), della carta e stampa (-5%), dell’alimentare e bevande (-4,1%) e delle
macchine elettriche ed elettroniche (-4%). Seguono con diminuzioni meno marcate le macchine ed apparecchi meccanici (-2,2%), i mezzi di trasporto (-1,7%), il legno e mobile (-0,9%) e il marmo,
vetro, ceramica (-0,8%). Al contrario, si evidenzia un aumento nei comparti della gomma e plastica (+5,5%), dei metalli e prodotti in metallo (+0,7%) e delle altre imprese (+0,5%). La difficile
dinamica del fatturato è ascrivibile ad una più forte contrazione delle vendite estere con un -4,4% rispetto a quelle interne che hanno segnato un -1,1%.
Nel periodo ottobre-dicembre 2020 gli ordinativi totali hanno segnato una performance tendenziale negativa pari al -2% determinata dal crollo più marcato delle piccole imprese
(-3,5%, -1,2% le medio-grandi imprese). Sotto il profilo settoriale balzano le contrazioni dei comparti tessile e abbigliamento (-11,2%), marmo, vetro e ceramica (-6,7%), alimentare e bevande
(-5,9%) e macchine elettriche ed elettroniche (-4,1%). Seguono mezzi di trasporto (-2,5%), metalli e prodotti in metallo (-1,8%) e carta e stampa (-0,8%). Positivo invece l’andamento degli
ordinativi nel comparto legno e mobile (+2,1%).
La dinamica negativa degli ordinativi è ascrivibile sia alla contrazione degli ordinativi provenienti dal mercato estero (-2,9%) sia a quelli provenienti dal mercato
interno
(-1,4%).
Le prospettive degli imprenditori per i prossimi tre mesi evidenziano un atteggiamento attendista poiché il clima rimane inevitabilmente complesso e incerto per
l’evoluzione sconosciuta della pandemia e per il diffondersi delle diverse varianti. I saldi tra coloro che prevedono un incremento e coloro che si attendono una diminuzione risultano positivi per
tutti gli indicatori analizzati ma di lieve entità. Per la produzione il saldo è risultato pari a +5,2 punti percentuali: a livello dimensionale e settoriale
risultano più fiduciosi gli imprenditori delle imprese medio-grandi (+20,9 p.p.) e quelli dei comparti carta e stampa (+25,3 p.p.), metalli e prodotti in metallo (+14,9 p.p.) e macchine elettriche
ed elettroniche (+11,6 p.p.). Negativo il saldo per il comparto carta e stampa (-11,3 p.p.), tessile e abbigliamento (-6,5 p.p.), legno e mobile (-3,5 p.p.) e alimentare e bevande (-3,1 p.p.). Il
saldo per quanto riguarda il fatturato è risultato positivo e pari a +3,6 p.p. Pur nell’attendismo di fondo delle imprese venete, si evidenzia una positività diffusa nel campione
sul fronte della domanda interna (+10,8 p.p.) e una maggiore fiducia sulla domanda estera (+3,7 p.p.), congruente con gli scenari globali.

Il Veneto nel IV trimestre 2020: un quadro aggiornato dell’economia in balia del Covid

Report regionale VenetoCongiuntura IV trimestre 2020 al seguente link: https://www.venetocongiuntura.it/industria/
http://www.unioncameredelveneto.it/news.asp

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