Dati statistici, testimonianze d’impresa, Il ruolo delle istituzioni, il marketing, i valori percepiti nell’adunata del Piave. Questi i temi condivisi ieri in Camera di Commercio Treviso-Belluno in un sentiment che solo l’adunata sa creare.

Le ricadute economiche e sociali dell’Adunata nel territorio.


Economia - pubblicata il 21 Gennaio 2017


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L’Adunata annuale degli Alpini ha un effetto travolgente sulle città ospitanti. Per una settimana le città cambiano volto, le persone si trasformano in un clima di euforia collettiva in cui prevale
l’allegria e il senso di accoglienza. Ma l’evento è anche una manifestazione di elevata rilevanza economica.
La Camera di Commercio di Treviso-Belluno insieme al Comitato Organizzatore dell’Adunata del Piave-Treviso 2017 ha organizzato oggi pomeriggio nel palazzo di piazza Borsa un convegno
proprio per capire “Prospettive e valorizzazione di impatto socio-economico” di questo appuntamento nel territorio ospitante. Oltre a Treviso, sono coinvolte le Sezioni ANA di Conegliano,
Valdobbiadene, Vittorio Veneto. Il primo saluto è stato quello del presidente CCIAA Mario Pozza: “Ho voluto personalmente questo convegno qui in Camera di Commercio perché nella durata di
soli tre giorni la città e le sue attività d’impresa vengono coinvolte in un evento altamente pervasivo. Le strutture ricettive, gli alberghi e gli agriturismi, gli esercizi commerciali,
l’artigianato, la piccola e grande impresa, il commercio al dettaglio, specialmente nell’ambito agroalimentare, hanno un’importante occasione di business e di promozione delle proprie realtà
imprenditoriali. Il compito della Camera di Commercio è anche questo, di rendere consapevole il sistema impresa affinché sappia afferrare le opportunità offerte da questo evento voluto a Treviso
per accogliere e promuovere il nostro territorio e le nostre imprese”.
Dopo i saluti dell’assessore alla Cultura del Comune di Treviso Luciano Franchin , del consigliere provinciale e delegato alla Cultura Roberto Fava, del presidente Sezione ANA di
Treviso Raffaele Panno, l’introduzione ai lavori è stata affidata al presidente COA Luigi Cailotto che ha sottolineato “la rilevanza dell’indagine condotta dall’Università Cattolica
di Piacenza durante l’Adunata del 2013, con l’obiettivo di quantificare le dimensioni economiche dell’evento, l’impatto sul territorio e sulla popolazione”. I dati sono stati illustrati dai
professori Paolo Rizzi e Antonio Dallara, mentre Marzio Bodria responsabile Marketing dell’Adunata, ha fatto capire come e quanto questo evento possa fungere da “driver” di
promozione del territorio. Attraverso questionari diretti ad un campione rappresentativo di Alpini che hanno partecipato all’Adunata piacentina, si sono così potuti calcolare i principali
indicatori di partecipazione e impatto socio-economico: oltre 342 mila partecipanti non residenti, di cui circa 79 mila Alpini e 263 mila accompagnatori, parenti e amici. Le persone sono rimaste
sul territorio piacentino per 2,6 giorni in media, pernottando in tenda o camper (oltre il 30%), in albergo (19%), in palestre o capannoni (11%), quindi in altre strutture ricettive, presso amici,
parrocchie, centri sportivi, sedi di associazioni.

La maggior parte dei partecipanti ha dormito in provincia di Piacenza (64%), in seconda battuta nelle province limitrofe come Parma, Lodi e Pavia o in quelle di residenza, soprattutto chi è
arrivato direttamente il giorno della sfilata. La spesa personale sostenuta durante i giorni dell’Adunata, escludendo le spese di viaggio, è pari a circa 132 €.

Attraverso un modello input-output, fondato su una tavola intersettoriale bi-regionale Piacenza – Resto d’Italia, si è potuta così stimare la spesa totale diretta effettuata dai partecipanti
all’Adunata, pari a circa 42,5 milioni di euro nel territorio piacentino e 14 milioni di euro fuori Piacenza per un totale di 56,5 milioni di euro. Ma questa spesa diretta ha innescato ricadute
indirette sul sistema economico del valore di 28 milioni di euro sulle imprese piacentine e di 35 milioni di euro per le imprese esterne. L’impatto economico complessivo dell’Adunata ha così
raggiunto la cifra di 120 milioni di euro, di cui 70 milioni nella provincia di Piacenza e 50 milioni nel resto d’Italia. Si sono così innescati “circoli virtuosi” di produzione che hanno generato
nuova ricchezza, nuova occupazione temporanea, nuovi redditi.

A Piacenza

Fuori Piacenza

Totale

Spesa diretta

42,5

14,0

56,5

Interscambi produttivi

28,1

35,2

63,3

Ricadute complessive

70,6

49,2

119,8

I principali settori produttivi beneficiari delle ricadute sul territorio provinciale, considerando sia gli effetti diretti che quelli indiretti, risultano:
-Alloggi, bar e ristorazione: 48% delle ricadute locali, pari a 34 milioni di euro
-Commercio al dettaglio: 13% delle ricadute locali, pari a 9,2 milioni
-Trasporti: 4,1% delle ricadute locali, pari a 2,9 milioni
-Industria agroalimentare: 3,9% delle ricadute locali, pari a 2,8 milioni.
Considerando invece i settori produttivi al di fuori della provincia di Piacenza, i maggiori beneficiari delle spese innescate dall’Adunata sono i seguenti:
-Commercio al dettaglio (che ha beneficiato del 15,7% delle ricadute esterne a Piacenza, pari a 7,7 milioni di euro dei 49,2 ricaduti al di fuori della provincia)
-Trasporti (13,1% delle ricadute esterne, pari a 6,4 milioni di euro dei 49,2)
-Industria agroalimentare (10,7% delle ricadute esterne, 5,3 milioni di euro
-Alloggi, bar e ristorazione (che hanno ricevuto il 7,5 per cento delle ricadute esterne a Piacenza, pari a circa 3,7 milioni di euro dei 49,2 milioni di cui ha beneficiato complessivamente il
resto d’Italia).
L’indagine scientifica trova riscontro concreto nelle parole di due importanti sponsor dell’Adunata del Piave: Giorgio Caballlini di Sassoferrato presidente del Consiglio di amministrazione
e amministratore delegato Dersut Caffè spa e Giovanni Ravaglioli Channel Activation Manager Heineken Italia.

Tornando all’indagine, una parte rilevante è occupata dal “sentire” della popolazione locale nei confronti dell’evento: il giudizio che più appare entusiastico è quello relativo al contributo
riconosciuto agli Alpini in termini di valori testimoniati e quindi di impatto culturale e sociale. Il valore principale incarnato dalle penne nere è quello dell’allegria (90% di molto),
seguito dalla fratellanza (73,1%) e dall’amore per la patria (68,4%).
L’analisi evidenzia in conclusione un impatto economico davvero rilevante, ma soprattutto la trasmissione di valori
positivi, capaci di contribuire a rafforzare il senso comunitario e lo spirito di accoglienza e umanità di una città.

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