“Etichetta parlante”. Dalla Regione Veneto un progetto pilota che coinvolge 20 aziende.

Regione Veneto Assessorato allo Sviluppo Economico e Tutela del Consumatore in collaborazione con Unioncamere del Veneto e con l’apporto di Unionfiliere.


Economia - pubblicata il 12 Settembre 2016


Fonte: Ufficio stampa confartigianato veneto

I capi d’abbigliamento non avranno più segreti. Per i consumatori sono infatti in arrivo le etichette parlanti, un’iniziativa pilota realizzata dalla Regione Veneto Assessorato allo Sviluppo
Economico e Tutela del Consumatore in collaborazione con Unioncamere del Veneto e con l’apporto di Unionfiliere
con il suo sistema di certificazione TF. Promotori dell’iniziativa le
organizzazioni regionali venete di Confartigianato Imprese, Federmoda Cna, Sistema Moda Confindustria Veneto e Confesercenti sezione moda ed il sostegno di Adoc, Adiconsum, Federconsumatori, Lega
Consumatori e Unione nazionale consumatori del Veneto per difendere la produzione 100% made in italy.

Milano 6 settembre 2016 – I capi d’abbigliamento -per ora quelli di una quindicina di imprese industriali ed artigiane della Regione Veneto che hanno preso parte alla
sperimentazione- parleranno rivelando la loro identità: dove sono nati, chi li ha creati, di cosa sono fatti. Insomma diranno tutta la verità nient’altro che la verità sul 100% made in italy.
E’ la rivoluzione delle etichette parlanti. Un progetto-pilota all’insegna della tracciabilità- ma non solo- ideato e realizzato dalle organizzazioni regionali venete di Confartigianato Imprese,
Cna, Confindustria e Confesercenti sezioni moda, sposato dall’Assessorato regionale allo Sviluppo Economico ed Energia con il coinvolgimento di Unionfiliere che certifica le linee produttive con
il suo sistema TF ed Unioncamere del Veneto.

Grazie ad una applicazione software creata ad hoc, che sfrutta la tecnologia NFC, basterà avvicinare il telefonino ad un paio di jeans, ad un vestito, una giacca o un paio di scarpe e i consumatori
sapranno dove è sono stati prodotti, la stoffa o il pellame dove sono stati colorati e come, quali trattamenti hanno subito, in quale posto sono stati tagliati e cuciti dove è sono stati
assemblati. I vantaggi sono numerosi per tutti. Il cliente saprà esattamente cosa acquista mentre il produttore potrà valorizzare la qualità del suo prodotto e approfittare del contatto con il
consumatore finale per attivare una innovativa strategia di marketing ed espandere così il suo mercato.

“Abbiamo il dovere morale di tutelare i nostri consumatori – sottolinea l’assessore regionale alle attività produttive Roberto Marcato – e, grazie alle risorse regionali,
all’utilizzo dei fondi statali e al lavoro delle associazioni di categoria e a quelle dei consumatori, stiamo sperimentando forme e modelli innovativi di informazione, che si traducono poi in
tutela del consumatore. Oltre all’etichetta parlante nella moda, il Veneto ha già dato avvio, con il consorzio Promovetro e la Camera di commercio veneziana, al contrassegno hi-tech per il vetro di
Murano, che consente di avere in tempo reale una carta di identità del manufatto. Tutte iniziative che valorizzano origini e processo produttivo, mettendo la tecnologia a servizio dei consumatori e
della tutela del vero ‘made in Italy'”.

“La rivoluzione voluta dalle tre maggiori organizzazioni imprenditoriali della Moda del Veneto -spiegano
Roberto
Bottoli, Giuliano Secco e Pier Giorgio Silvestrin, rispettivamente Presidenti di Sistema Moda Confindustria Veneto, Federazione Moda Confartigianato Veneto e Federmoda CNA Veneto
– è
un’arma potente per valorizzare il vero made in italy e combattere il mercato del falso che ci costa 7 miliardi l’anno, distrugge imprese e occupazione e danneggia i consumatori. Il consumatore
deve avere la certezza di cosa comperare evitando di alimentare la catena del falso che porta solo danni a tutti quanti”.

La tecnologia digitale è il cuore del progetto. Permette infatti di rendere accattivante in processo di conoscenza ma soprattutto, grazie alle tecnologie open source ed al cloud, le imprese vi
possono accedere nel modo più semplice e meno costoso possibile. Chi aderisce al progetto non dovrà infatti acquistare nessun software. Ovviamente anche l’output sarà di diversi formati a partire
dal più semplice QR-code sino alla tecnologia un po’ più avanzata dell’nfc che sta però divenendo molto comune soprattutto all’estero”.
Il comparto del tessile abbigliamento calzature è il primo settore a sperimentare l’etichetta parlante -come spiegano ancora i tre Presidenti-, il progetto pilota coinvolgerà entro la fine
dell’anno tra le 15 e le 20 aziende del Veneto. Però successivamente l’opportunità potrà essere offerta anche ad altri settori del made in Italy come l’oreficeria, l’occhialeria, il mobile
etc”.

“Fornire informazioni trasparenti che consentano al cittadino di riconoscere un prodotto, certificarne l’originalità e la provenienza – dichiara il Presidente Federconsumatori
Rosario Trefiletti
– è un elemento fondamentale, che da anni rivendichiamo. Per questo accogliamo con estrema positività questa iniziativa, che sfrutta le innovazioni tecnologiche per
offrire al cittadino informazioni, ma soprattutto sicurezza e allo stesso tempo garantire un percorso di tutela dei prodotti di eccellenza made in Italy nel settore della moda.”

“Abbiamo aderito subito e con convinzione al progetto etichetta parlante della Regione Veneto, afferma Luca Giusti, Presidente dell’Associazione Unionfiliere che gestisce la
tracciabilità TFashion
. Comunicare la storia del prodotto oggi è indispensabile e farlo con gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione può rappresentare un ulteriore elemento
utile per rafforzare la competitività delle imprese nei mercati internazionali. Le Camere di Commercio sono impegnate da anni su questi temi ed anche la recentissima riforma ha individuato tra le
funzioni prioritarie quello della qualificazione delle aziende e delle produzioni da svolgere in convenzione con Regioni e Associazioni e noi abbiamo precorso i tempi perché il progetto Etichetta
parlante va proprio in questa direzione”.

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