Fauna selvatica nella marca: rischi sempre più alti non solo per le imprese

Polegato interviene sul tema della fauna selvatica dopo l’ennesimo incidente mortale


Economia - pubblicata il 23 Ottobre 2020


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Fonte: ufficio stampa Coldiretti Treviso

Treviso, lì 23/10/2020

E’ sempre più problematica la convivenza con la fauna selvatica per le nostre imprese agricole, ma anche per parte della cittadinanza che devi ormai contare il rischio di determinati incontri e
danni. Così Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso sull’ennesima notizia di un incidente mortale causato da un animale selvatico.

L’escalation dei danni, delle aggressioni e degli incidenti che causano purtroppo anche vittime, è il risultato della incontrollata proliferazione degli animali selvatici con il numero dei
cinghiali presenti in Italia che ha superato abbondantemente i due milioni, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città mettendo a rischio la sicurezza sulle strade e intorno
alle abitazioni con un drammatico bilancio di perdite di vite umane, spiega Coldiretti. Il riferimento è all’ultimo incidente avvenuto nel cremonese in Lombardia nel quale ha perso la vita una
ragazza di 21 anni che ha perso il controllo della sua auto dopo lo schianto con un cinghiale che le ha tagliato la strada nel buio.

Purtroppo è solo l’ultima di una lunga serie di morti e feriti. A causa dei cinghiali, ricorda la Coldiretti, c’è stata una vittima ogni sette giorni dall’inizio del mese. In cinghiali
sono una specie ad alta mobilità in grado di percorrere grandi distanze e anche di attraversare i fiumi per spostarsi da un territorio all’altro alla ricerca di aree da saccheggiare. In Italia ci
sono diecimila incidenti stradali all’anno causati da animali selvatici che, spiega la Coldiretti, sempre più spesso si spingono nei centri abitati, con segnalazioni nei paesi e nelle grandi
città oltre che nelle aree coltivate, da nord a sud del Paese.

Gli animali selvatici distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali ma a preoccupare, ricorda la Coldiretti, sono anche i rischi per la
salute provocati dalla diffusione di malattie come la peste suina. Un pericolo denunciato recentemente dalla stessa virologa Ilaria Capua che ha parlato del rischio effetto domino se
oltre al coronavirus la peste suina passasse in Italia dagli animali selvatici a quelli allevati.

Oltre otto italiani su 10 (81%), secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, pensano che l’emergenza cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale
specializzato per ridurne il numero. Il 69% degli italiani ritiene che siano troppo numerosi mentre c’è addirittura un 58% che li considera una vera e propria minaccia per la popolazione, oltre che
un serio problema per le coltivazioni e per l’equilibrio ambientale come pensa il 75% degli intervistati che si sono formati un’opinione. Il risultato è che oltre sei italiani su 10 (62%) ne hanno
una reale paura e quasi la metà (48%) non prenderebbe addirittura casa in una zona infestata dai cinghiali. La proliferazione senza freni dei cinghiali – conclude la Coldiretti – sta mettendo anche
a rischio l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali anche in aree di elevato pregio naturalistico.

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