Festival Carta Carbone: quando la “fame di cultura” diventa volano di economia e fattore di identita’


Eventi - pubblicata il 03 Novembre 2017


https://www.trevisobellunosystem.com/tvsys/img/notizie/maxresdefault.jpg

Fonte: ufficio stampa marcaterziario

Confcommercio Treviso ha commissionato a Quaeris srl un’indagine per monitorare e verificare l’effettivo impatto socio-economico di un evento culturale che si sta imponendo con successo da
quattro anni.

Promosso a pieno titolo il Festival Letterario Carta Carbone che da quattro anni riempie piazze e sale di Treviso, portando scrittori, letterati, giornalisti in città.

La pagella, compilata da Queris srl per conto di Confcommercio Treviso, ha effettuato una verifica ai raggi X valutando un campione appositamente mirato di 708 persone, 7
parametri, utilizzando il metodo delle interviste qualitative accreditate Iso.

I voti assegnati non lasciano spazio a dubbi, il Festival si è portato a casa un sano ed abbondante OTTO (su scala 1 a 10) in quasi tutte le materie (bellezza dei luoghi,
atmosfera, qualità degli interventi, disponibilità dell’assistenza, qualità dei contenuti), ma si conferma anche come un volano per l’economia e per l’aumento della qualità della vita.

Il Festival mette in moto due fenomeni: il pendolarismo da cultura ed il turismo da cultura, che lascia nelle casse di bar, osterie, locali tipici, ristoranti, strutture ricettive somme che
spaziano, in media, dai 10 ai 20 euro per utente con punte di oltre 50 nei ristoranti. Significative le quote delle provenienze: il 24, 4 % è un turista vero, perché pernotta almeno una notte e
viene da fuori provincia o regione, ed il 37, 8% sono escursionisti, ovvero pendolari col desiderio di una passeggiata culturale di livello.

Altro dato che emerge: i veri influencer, su cui investire, sono le persone che appartengono all’età di mezzo che, se ai tempi di Dante non osava andare oltre i 35, ora si potrae tra i quarantenni
e gli ultracinquantenni, che amano cultura, letteratura, buon cibo e bellezza dei luoghi e che si confermano con il pubblico trainante.

Funziona il passaparola, superando le armi potenti dei social e del web, classificandosi al secondo posto tra i canali di comunicazione, e ciò appare tanto più significativo se si considera quasi
il 50% del pubblico del Festival è fidelizzato, lo frequenta da almeno un paio di anni e viene in compagnia di partner , amici e famigliari, con prevalenza del genere femminile.

Ma non solo. L’analisi del Festival offre molti spunti di riflessione anche sulla componente dei giovani, che inizia a frequentare l’evento come esperienza entusiasmante di “alternanza scuola –
lavoro” (tre i licei convenzionati) e che attrae per la qualità delle proposte laboratoriali e l’originalità del lavoro.

Apprezzata anche la qualità dei servizi offerti, segno evidente che la rete dei volontari funziona e conferma di essere un valore aggiunto.

“Questa indagine- afferma la direttrice del Festival Bruna Graziani– “ci conferma che siamo sulla strada giusta, che il percorso intrapreso va potenziato individuando nuove
dimensioni territoriali e migliorando alcuni aspetti logistici. Questa promozione è, per noi, motivo di grande soddisfazione e ci fa capire che è importante riuscire a fare rete e massa critica
intorno ad un interesse, quello della cultura e della letteratura, che sta connotando ed offrendo valore aggiunto all’identità di Treviso.”

“La positività dei dati”- afferma il presidente di Confcommercio Treviso Renato Salvadori– “mette in evidenza che occorre cambiare la visuale pensando ad una dimensione nuova della
“Grande Treviso” dove le iniziative culturali possano trasformarsi in vantaggi per l’economia e la collettività. La fruibilità che garantiscono al pubblico del Festival bar, ristoranti, osterie,
locali tipici ed alberghi ci induce ovviamente a studiare, per le prossime edizioni, iniziative mirate di co-marketing che potranno prevedere scontistiche, menu mirati, biglietti unici e pacchetti
week-end.”

In occasione del Festival letterario CartaCarbone è stata compiuta una indagine tra i visitatori volta a definirne un sommario profilo e a rilevare la loro soddisfazione per la manifestazione.

Sono stati nel complesso intervistati 708 visitatori. Di questi 103 sono studenti che hanno frequentato il Festival con le rispettive classi scolastiche.

La disponibilità di 605 visitatori, che definiremo “spontanei” per distinguerli dagli studenti, a prestarsi spontaneamente a rispondere ad una intervista, è di per se un ottimo segno di interesse
ad esprimere una opinione in merito al Festival.

Nel complesso, dal punto di vista geografico, i visitatori intervistati sono equamente distribuiti, provenendo per un terzo dalla città di Treviso, per un terzo dalla provincia di Treviso e per un
terzo da fuori provincia.

In questo ultimo caso è molto interessante evidenziare come il 10% degli intervistati provenga da fuori regione.

Due intervistati su tre sono donne e tra i visitatori “spontanei” prevalgono di gran lunga coloro i quali hanno un’età compresa tra i 45 e i 54 anni. La visita al Festival si associa ad una
fruizione collettiva; sono molto pochi infatti gli intervistati che hanno visitato il Festival da soli (16%).

Si evidenzia una certa fidelizzazione al Festival, laddove oltre la metà degli intervistati (53,9%) dichiara di aver già frequentato una o più edizioni in passato. In questo caso non c’è nessuna
differenza di genere, ovvero sono uguali gli uomini e le donne e si nota invece chiaramente come la fidelizzazione cresce al crescere dell’età. È interessante notare come anche tra gli intervistati
proveniente da fuori regione sia elevata la quota di chi ha già frequentato il Festival in passato.

La capacità di attrazione turistica del Festival, è testimoniata anche dal fatto che oltre un intervistato su 10, normalmente accompagnato da una o più persone (il 12,9% del totale) dichiara di
avere pernottato almeno una notte.

Per quanto riguarda i canali attraverso i quali il pubblico è venuto a conoscenza del Festival è interessante sottolineare come i canali digitali (sito web, social media, newsletter, motori di
ricerca) si attestino su un buon 30%. Inoltre è evidente il divario tra gli utenti locali, dove locandine e passaparola si dimostrano canali efficaci, e gli utenti provenienti da fuori regione, per
i quali sito e social media spiccano maggiormente.

Sul fronte della ricaduta del festival sugli esercizi commerciali, fatta salva la ovvia differenziazione per fasce di età, prevale la frequentazione di bar e locali tipici trevigiani
(complessivamente citati dal 61,1% degli intervistati.

Va notato come se da un lato il visitatore di Treviso e provincia si è recato principalmente nei bar (oltre il 40% delle scelte), i turisti da fuori regione hanno preferito i ristoranti (23,8%) con
una spesa individuale complessiva superiore ai 50 € in oltre la metà dei casi (56%).

La valutazione della qualità del Festival è assai lusinghiera. In generale, su scala da 1 a 10, ottiene un giudizio medio pari a 8,5. Le valutazioni fortemente negative, pari o inferiori a 5, sono
assolutamente residuali e pari al 3,1%.

Tutti gli aspetti indagati, nessuno escluso, hanno trovato grande soddisfazione tra gli intervistati.

Tra gli aspetti più graditi in assoluto spiccano in particolare:

la bellezza delle sedi in cui si svolge il festival

la atmosfera generale del festival

il servizio del personale

Corsi e convegni

Economia

Economic Report

Eventi

News Europa

Promo

Sport