Economia - pubblicata il 26 Ottobre 2020
Fonte: ufficio stampa Confcommercio
Il nuovo DPCM, in vigore fino al 24 novembre, ci impone una nuova, pesante, inaccettabile, stretta. Chiusura dei pubblici esercizi alle 18, solo 4 posti seduti ai tavoli dei ristoranti,
annullamento totale di feste, congressi, convegni, fiere, cerimonie.
È la #condanna di un intero indotto economico, paghiamo ancora una volta il prezzo altissimo di un sacrificio che rischia di far chiudere migliaia di imprese. Che pure hanno investito per prime in
sicurezza ed hanno dimostrato di essere in regola con tutti gli adempimenti e le norme di prevenzione. Il buon senso e la responsabilità individuale ed imprenditoriale evidentemente non bastano.
Nemmeno il merito. La tregua estiva avrebbe dovuto consentire di emanare tutti i provvedimenti necessari per preparare una ripartenza libera da tasse e burocrazia, restituire incentivi risorse a
fondo perduto alle imprese che hanno sopportato il sacrificio e dimostrato di sapersi adeguare alle norme di prevenzione.
Siamo di fronte ad uno stop&go privo di senso che mette in ginocchio ancora una volta uno dei settori trainanti del terziario, migliaia di lavoratori e famiglie e crea disuguaglianze sociali.
Non ci accontentiamo delle promesse: vogliamo subito indennizzi sicuri, immediati e proporzionati alle perdite. Subito un piano di ripartenza che metta si al centro la salute pubblica, ma anche
l’impresa. Le nostre imprese non possono morire di #Covid19. #confcommerciocè#