Giorgetti: un’industria nazionale dell’acciaio forte serve al Paese

Il Ministro Giancarlo Giorgetti ha partecipato all’assemblea annuale della Federacciai a Milano


Economia - pubblicata il 06 Ottobre 2021


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Fonte: ufficio stampa MISE
Mercoledì, 06 Ottobre 2021 – Il Ministro Giancarlo Giorgetti ha partecipato all’assemblea annuale della Federacciai a Milano.
Parlare di acciaio è parlare del cuore dell’industria e della manifattura italiana – ha detto Giorgetti nel corso del suo intervento – Un cuore strategico, qualcosa di cui non si
può fare a meno, ecco perché è opportuno che ci sia un’industria nazionale della produzione dell’acciaio, cosa non scontata fino a poco tempo fa. Il solo fatto che lo Stato possa essere
azionista di una realtà importante in Italia è in virtù di una deroga non concessa ad altri settori.
Il dibattito che facciamo oggi – ha proseguito – è in continua evoluzione rispetto a quello che facevamo anni fa. Il sistema dei prezzi oggi è drogato sia dal tema delle materie prime,
sia dalle speculazioni sui prezzi dell’elettricità e del gas ecco perché i meccanismi vanno monitorati e bisogna intervenire per far fronte ai tentativi speculativi. La prima cosa che deve
fare la Ue è chiedere a tutti di rispettare regole e norme su lavoro e ambiente
. La politica dei dazi non funziona. Dovere del governo è esigere nuove norme europee per valorizzare produzioni
siderurgiche e difendere interessi nazionali.
Intervenendo sul tema energetico, il Ministro ha sottolineato – dobbiamo superare qualche tabù su come produrre. È la seconda volta che in Consiglio dei Ministri arriva un provvedimento con
cui cerchiamo con molta fatica di attutire l’impatto del rincaro delle bollette. I cambiamenti epocali a cui andiamo incontro hanno un prezzo e qualcuno deve pagarlo. In attesa
dell’idrogeno – ha aggiunto – il gas è l’unica energia di transizione e in Europa dobbiamo decidere una tempistica minima. Un Paese che non ha una produzione di energia non è un Paese
autonomo e neppure libero
, quindi il mio auspicio è che si inizi a discutere di come produrre l’energia. La responsabilità di chi governa è guardare al futuro, il tema va posto.
Su un piano nazionale dell’acciaio, il Ministro ha affermato – il governo ci sta riflettendo ma non si può fare un piano nazionale se la situazione è mutevole. Ci sono tantissime variabili e
vanno sbrogliate le tante matasse come ad esempio Taranto e Piombino su cui auspico serietà dalla parte privata. C’è poi anche la sfida della decarbonizzazione che l’Europa ha deciso e il
governo italiano ha condiviso.

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