Giornata della donna: un’impresa su cinque è femminile

Le imprese artigiane “rosa” sono 3.611, pari al 20,7%. Sono 6.599 le donne che hanno incarichi direzionali nelle imprese artigiane della Marca Trevigiana Oscar Bernardi, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana: «Il compito dell’Associazione è di creare le condizioni per uno sviluppo dell’imprenditorialità femminile.»


Economia - pubblicata il 08 Marzo 2024


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Fonte: ufficio stampa Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

 

 

 

Barbara Barbon, presidente Movimento Donne Impresa «Le imprenditrici concorrono anche a ridurre il gender gap, offrendo alle giovani un esempio importante della concreta possibilità di realizzare le proprie aspirazioni e di superare gli stereotipi di genere nel mercato del lavoro.»

Un’impresa su cinque nella Marca Trevigiana è femminile. Sono 17.478, il 20,1% rispetto al totale delle imprese, con una crescita di 72 unità rispetto al 2021. Di queste, le imprese artigiane “rosa” sono 3.611, con una crescita di 42 unità rispetto al 2021,rappresentano il 20,7% del totale delle imprese femminili e il 4,2% del totale complessivo delle imprese della Marca.
«Quelle artigiane hanno una migliore dinamica rispetto al totale delle imprese femminili», sottolinea Oscar Bernardi, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. «Si tratta di una realtà sempre più importante. Sono 6.599 le donne che hanno incarichi direzionali nelle imprese artigiane della Marca Trevigiana.»
Ancora migliori i dati delle aziende femminili a conduzione giovanile, sono 1.611, pari al 26,5% delle totale delle imprese giovanili della provincia. Quelle artigiane sono 435, pari al 27%. In questo ambito il Covid ha fatto sentire i suoi effetti: dal 2019 si sono perse 151 imprese femminili giovanili, delle quali 29 erano artigiane.
In controtendenza le imprese femminili a conduzione straniera, che sono cresciute di 143 unità rispetto al 2019, raggiungendo quota 2.447, pari al 14% delle imprese trevigiane al femminile. Le imprese artigiane condotte da donne straniere sono 658, il 26,8%, con una variazione positiva rispetto al 2019 di 38 unità. Anche le imprese femminili straniere gestite da giovani donne hanno subito un rallentamento con la pandemia: dal 2019 sono scese di 66 unità, raggiungendo 334 unità, l’1,9% del totale. Restringendo il campo alle imprese artigiane, sono 80, con una discesa di 16 rispetto al 2019.
«I dati sono certamente incoraggianti, ma suonano un campanello d’allarme», fa notare il presidente Oscar Bernardi. «A incidere negativamente sono state le conseguenze della pandemia e le crisi internazionali. Infatti, la massima rappresentatività femminile nelle imprese artigiane trevigiane si era registrata nel 2018, con 6.875 donne con incarichi. In questi ultimi anni si sono ridotte di 276 unità, meno 4%». Un dato che rispecchia l’andamento generale dell’occupazione nella Marca Trevigiana. Si è passati dal record di 59,9% del tasso di occupazione femminile nel 2021, al 55% del 2022.
I servizi alla persona sono il settore dove le donne sono più rappresentate: 2.931 hanno cariche, pari al 44,4% del totale. A seguire la metalmeccanica con 2.250, pari al 34,1%, le costruzioni con 704 (10,7%) e i servizi alle imprese con 665 (10,1%).
Le donne titolari d’impresa in provincia sono 2.864, pari al 43,4% del totale, seguite dalle donne socie d’impresa con 2.502 posizioni (37,9%), mentre le amministratrici sono 1.047 (15,9%). Infine, 186 donne (2,8%) hanno altri incarichi in aziende artigiane.
«Nel 2023 le cariche al femminile sono scese dell’1,2% rispetto all’anno precedente», conclude Bernardi. «In particolare, si sono contratte del 2,9% le donne socie, mentre le titolari si sono ridotte di 1,5 punti. In controtendenza le amministratrici, che sono cresciute dell’1,9%. Al di là della Giornata della donna, il compito dell’Associazione è di creare le condizioni per uno sviluppo dell’imprenditorialità femminile. Le donne si stanno sempre più dimostrando vere e proprie protagoniste dell’attività artigianale ed economica in generale della nostra provincia.»

“I dati attestano  – sottolinea Barbara Barbon, presidente del Movimento Donne Impresa Confartigianato provinciale –che l’imprenditoria femminile contribuisce all’occupazione e a costruire un futuro di sviluppo per il nostro Paese. Le imprenditrici concorrono anche a ridurre il gender gap, offrendo così alle giovani un esempio importante della concreta possibilità di realizzare le proprie aspirazioni e di superare gli stereotipi di genere nel mercato del lavoro. Siamo consapevoli dei nostri punti di forza ma c’è ancora molto da fare per abbattere le difficoltà esistenti e che confinano l’Italia all’ultimo posto in Europa per il tasso di occupazione femminile”.
“Il Movimento Donne Impresa Confartigianato – continua la presidente Barbon – non chiede trattamenti di favore o corsie privilegiate, ma soltanto il rispetto di diritti che troppo spesso rimangono sulla carta. C’è ancora molto da fare a  cominciare da un welfare a misura delle esigenze delle donne come madri, mogli, figlie, lavoratrici”.

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