I 25 anni “per gli ultimi della città” della coop sociale l’Incontro. L’impatto economico, sociale ed occupazionale della cooperativa sociale L’Incontro per la comunità è stato analizzato da Euricse.

Bruno Pozzobon. “Nacque così l'idea, in stretta collaborazione con l'Ulss 8 di Asolo, di sviluppare un progetto in grado di offrire loro opportunità riabilitative e di inclusione sociale e lavorativa.


Economia - pubblicata il 02 Maggio 2016


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Fonte: Ufficio stampa Cooperativa l’Incontro
365 soci-lavoratori, in prevalenza donne, l’88% dei quali con contratto a tempo indeterminato, più 12 professionisti esterni e 25 volontari stabili. E poi 790 utenti, la maggior parte dei quali
con problemi di salute mentale (380 utenti psichiatrici), anziani (290), minori ed adolescenti (120). Ai quali si aggiungono altri 2.870 utenti delle attività domiciliari gestite da L’Incontro e
200 utenti serviti presso altre cooperative sociali con le quali L’Incontro collabora quotidianamente. Infine, un fatturato 2015 di oltre 16,5 milioni di euro, con operatività in 21 comuni,
facenti parte dei territorio dell’Ulss 8, Ulss 9 e Ulss 15.
Sono numeri di tutto rispetto quelli presentati a Castelfranco Veneto il 30 aprile nel corso di un convegno alla quale hanno partecipato oltre 300 persone, per festeggiare i 25 anni della
cooperativa sociale di tipo A L’Incontro, fondata a Castelfranco Veneto nel marzo 1991. Il primo servizio gestito in convenzione dalla coop fu il vecchio reparto di via Cazzaro della casa di
riposo di Castelfranco Veneto.
“Da subito la cooperativa dovette affrontare la presenza di persone con disagio mentale e sociale, che vivevano nella struttura, seppure non fossero anziane” – ha spiegato il fondatore e
past president de L’Incontro, Bruno Pozzobon. “Nacque così l’idea, in stretta collaborazione con l’Ulss 8 di Asolo, di sviluppare un progetto in grado di offrire loro opportunità
riabilitative e di inclusione sociale e lavorativa. La scelta intrapresa in quel momento, e mai abbandonata, fu quella di prenderci cura degli ‘ultimi della città’, dei più fragili, per ridare a
tutti la giusta dignità. Da quell’idea nacque la rete delle cooperative sociali In Concerto, di cui 5 sono socio-assistenziali (o di tipo A) e 15 di inserimento lavorativo (o di tipo B), ciascuna
specializzata in un settore diverso”.
L’impatto economico, sociale ed occupazionale della cooperativa sociale L’Incontro per la comunità è stato analizzato da Euricse, istituto europeo di ricerca sull’impresa cooperativa e
sociale di Trento. L’economista Carlo Borzaga ha spiegato come la cooperativa L’Incontro ed il Consorzio di cooperative sociali In Concerto da essa generato siano divenuti nel tempo
“un’eccellenza italiana ed una buona prassi a livello europeo. Il modello delle cooperative di Castelfranco Veneto ha delle caratteristiche a sé, che lo hanno reso unico. In particolare, le
peculiarità sono quattro: lo stretto legame fra servizi sociali ed inserimento lavorativo, tra cooperative A e B; il rapporto autonomo e partecipativo con la Pubblica amministrazione, che continua
ad essere dialettico e dinamico; il Consorzio inoltre ha una forte leadership e nel tempo ha saputo rimanere luogo di progettazione sociale; le cooperative, specie negli anni della crisi, hanno
saputo attuare una forte solidarietà le uno con le altre”.
Infine, Borzaga ha evidenziato un dato economico. “Un lavoratore svantaggiato, inserito al lavoro, è provato che fa risparmiare alla comunità una media annua di minimo 3mila euro a persona, perché
avrà bisogno di meno ricoveri ospedalieri, meno medicinali, minori supporti economici, richiederà più rari accessi ai servizi sociali. Di conseguenza, considerando che nel 2015 il Consorzio In
Concerto ha inserito al lavoro 180 persone svantaggiate, avrà fatto risparmiare alla collettività oltre 500mila euro di risorse pubbliche. Inoltre, in 25 anni di attività, la cooperativa
L’Incontro ha investito su immobili di proprietà pubblica almeno 15 milioni di euro”.
Luca Mazzon, presidente de L’Incontro, ha delineato le sfide che la coop sociale si troverà ad affrontare nei prossimi anni. “Vincente in questi anni è stato saper leggere i bisogni del
territorio e trovare delle risposte adeguate, spesso innovative. In futuro vorremmo continuare a costruire innovazione, non solo attraverso il coinvolgimento dei soci, ma anche dell’intera
comunità, condividendo le responsabilità. I progetti su cui investiremo saranno servizi socio territoriali sempre più diffusi (ad esempio, introducendo la radiologia domiciliare, con referto
immediato, che risolverà molti problemi e farà risparmiare), con crescente integrazione fra settore pubblico e del privato sociale; investiremo nell’area minori, incentivando le attività della
cooperativa nei doposcuola e nei centri estivi, per fare un’attività di prevenzione già nelle fasce più giovani della popolazione; infine stiamo ragionando, anche con le altre cooperative del
Consorzio, sulle possibilità di collaborare con aziende private nell’offerta di pacchetti per il cosiddetto welfare aziendale”.
Dopo la tavola rotonda (alla quale hanno partecipato il fondatore de L’Incontro Bruno Pozzobon, il direttore dei Servizi sociali dell’Ulss 8 Francesco Gallo, Livio Frattin presidente del
centro residenziale Sartor di Castelfranco, l’ex direttore del Dipartimento di Salute mentale dell’Ulss 8 Gianluigi Bianchin e Fiorenza Cecchetto, responsabile dei Servizi sociali del
Comune di Vedelago), le conclusioni sono state affidate a Manuela Lanzarin, assessore ai Servizi sociali della Regione del Veneto. La quale ha ribadito che le cooperative sociali “sono un
anello fondamentale nella catena degli attori del sociale, per dare risposte adeguate ai cittadini, mettendo al centro la persona. Inoltre, come da più parti ribadito, diventano fondamentali il
dialogo e la condivisione delle politiche pubbliche, cercando insieme la migliore sintesi”.
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La cooperativa sociale L’INCONTRO, fondata nel 1991, fa parte del CONSORZIO IN CONCERTO di Castelfranco Veneto (Treviso), costituito da una ventina di cooperative sociali, di tipo A e B, operanti
nel settore dell’assistenza, dei servizi sociali e nel comparto manifatturiero, che tutte insieme offrono lavoro a quasi 1.500 persone.

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