Per Treviso la variazione tendenziale è del –1,2%, per Belluno del –0,4%.
In entrambe le province export in calo verso gli Stati Uniti, in recupero verso la Germania. Dinamica positiva per i macchinari sia per Treviso (+2,0%) che per Belluno (+14,4%).
Il commento del Presidente Mario Pozza
“Nei primi nove mesi del 2025, in base ai dati resi noti dall’Istat nei giorni scorsi, le esportazioni della provincia di Treviso sono in lieve diminuzione (-1,2% la variazione tendenziale rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso), mentre quelle di Belluno risultano di poco inferiori alla stazionarietà (-0,4%) – commenta Mario Pozza, Presidente della Camera di Commercio di Treviso e Belluno|Dolomiti.
Ad incidere sul segno negativo dell’export trevigiano è, in particolare, il mercato statunitense, dove le esportazioni provinciali scendono del -6,9%. L’effetto-dazi (inteso anche come perturbazione alla continuità di domanda)pesa soprattutto per macchinari e mobili: il primo settore accusa una flessione sul mercato USA del -16,3% ma tiene a livello globale con un +2,0%; il mobile invece accusa flessioni sia verso gli USA (-10,4%) sia a livello mondo (-5,5%). Tiene invece l’export di bevande verso gli USA (che per noi significa export di Prosecco): la variazione tendenziale è un +0,9%, che fa media di un primo trimestre particolarmente positivo, per il più volte ribadito gioco d’anticipo sulla domanda per il timore dazi, e del conseguente rallentamento nel terzo trimestre, più a causa dei magazzini pieni che dei dazi stessi. A livello mondo compare però un segno di flessione (-1,3%).
Le esportazioni verso l’Unione Europea sono stabili: +0,4% rispetto ai primi nove mesi del 2024. All’interno dell’area sono in lieve recupero mercati fondamentali per le nostre imprese come quello tedesco (+1,0%, in aumento macchinari e mobili) e francese (+1,6%) – continua il Presidente.
Guardando ai settori, trovo importante la tenuta dei macchinari già sopra accennata, perché ciò significa che, nonostante tutte le incertezze del caso, questo nostro importante settore intercetta domanda di nuove tecnologie, processi di sostituzione di impianti industriali obsoleti. Continua a crescere l’alimentare trevigiano (+10,2%). Per lo Sportsystem le vendite di calzature sono poco al di sotto della stazionarietà (-0,4% rispetto ai primi nove mesi del 2024, a fronte di un calo significativo osservato nello stesso periodo dello scorso anno). Sono invece in diminuzione i mobili, come già detto, il tessile-abbigliamento e la componentistica automotive.
Per Belluno – prosegue Pozza – la sostanziale stazionarietà delle esportazioni (-0,4%) fa media soprattutto delle differenti dinamiche di due importanti filiere provinciali: l’occhialeria, che sconta una flessione delle esportazioni del -4,3%; la filiera del freddo, che vede aumenti a due cifre dell’export: +14,4% per i macchinari e +79,3% per i prodotti di elettronica/sensoristica.
Per l’occhialeria, come già osservato anche negli scorsi approfondimenti, pesa il calo delle esportazioni verso gli Stati Uniti che sono il primo mercato di riferimento, e dove le vendite scendono dai 690 milioni dei primi nove mesi 2024 agli attuali 413 milioni (-40,1%). Ma abbiamo già ripetuto più volte che questi numeri celano anche cambiamenti strutturali nell’organizzazione della filiera, oltre ad essere termometro dell’andamento del settore. L’export di occhialeria è, invece, in aumento verso Messico, Paesi Bassi, Spagna, Germania e in recupero verso Francia.
Queste dinamiche differenziate ci portano a ribadire la necessità, per la tenuta delle esportazioni provinciali, – conclude Pozza – di proseguire nella diversificazione dei mercati. Processo che le nostre imprese devono portare avanti come risposta all’incertezza geopolitica, senza tralasciare, ovviamente, il presidio dei mercati consolidati.
Come sistema camerale prosegue il nostro impegno a supportare questo processo di diversificazione, anche con iniziative che favoriscano nuove occasioni di collaborazione e di business. Ad ottobre – ricorda il Presidente – abbiamo ospitato il IX Forum Pymes, un appuntamento internazionale che ha portato a Castelbrando delegazioni, ambasciatori e rappresentanti istituzionali provenienti dai Paesi dell’America Latina, oltre a numerose imprese italiane. E per il prossimo anno, nel primo semestre del 2026, abbiamo pianificato il Business Forum legato ai Paesi del Sud-Est asiatico – conclude Pozza anche nel ruolo di Presidente di Assocamerestero.
Il quadro nazionale e regionale
Nei primi nove mesi dell’anno 2025 le esportazioni nazionali sono aumentate su base tendenziale del +3,6%, secondo i dati rilasciati dall’Istat nei giorni scorsi. Nello stesso periodo sono cresciute anche le importazioni(+3,8%).
L‘analisi combinata dell’interscambio commerciale (export-import) evidenzia differenze significative nelle relazioni tra l’Italia e i suoi principali partner economici.
Con gli Stati Uniti gli scambi sono in forte aumento in entrambe le direzioni: l’export è in crescita del +9,0%,rispetto a gennaio-settembre del 2024, e l’import del+34,5%. Prodotti chimici, farmaceutici, fibre sintetiche sono le voci che maggiormente hanno visto aumentare le vendite da e per il mercato statunitense, oltre alle commesse navali. Per le bevande l’export complessivo del periodo gennaio-settembre è in calo del -2,6%, ma è un risultato medio che incorpora l’anticipo di domanda del primo trimestre (+14,0%).
Il rapporto con la Cina è, invece, asimmetrico: l’Italia compra sempre più prodotti cinesi (import +19,8%, incluso Hong-Kong, in particolare prodotti chimici, farmaceutici, fibre sintetiche, macchinari, mezzi di trasporto e componentistica), ma fatica a vendere i propri prodotti a Pechino (export -10,0%, con un calo generalizzato su tutti i settori, in primis macchinari e sistema moda). Questa asimmetria non riguarda solo l’Italia ma, in modo costitutivo, la bilancia commerciale cinese. Da un lato le esportazioni della Cina, nei primi dieci mesi dell’anno, crescono complessivamente del +5,3% (prodotti farmaceutici e macchinari, in particolare) e le importazioni scendono del -0,9%, in base al bollettino di statistica dell’amministrazione generale delle dogane cinese. L’introduzione dei dazi americani perseguiva l’illusione di ridurre questa asimmetria: non tenendo conto che è assai difficile arginare le interdipendenze globali tramite una politica commerciale unilaterale. Infatti, se da un lato l’import degli USA dalla Cina è calato (quasi del -20% per il periodo gennaio-luglio secondo i dati UNComtrade), d’altro canto la Cina è riuscita a “diversificare” il suo export verso altri mercati: asiatici (Vietnam, India, Indonesia e Thailandia, in particolare) edeuropei (Italia, Germania, Francia, Spagna e Polonia).
Rimanendo ai mercati dell’area extra-Ue27, dove le esportazioni dell’Italia crescono complessivamente del +2,4%, spiccano, per aumenti a doppia cifra, la Svizzera (+11,8%, metalli preziosi, gioielli, medicinali e preparati farmaceutici principalmente) e gli Emirati Arabi (+17,4%, macchinari, metallurgia, gioielli, medicinali-preparati farmaceutici).
Di segno opposto gli andamenti di Turchia (-19,8%) e Messico (-10,5%), i cui flussi però – va detto – si allineano ai valori registrati nel 2023.
All’interno dell’Unione Europea le vendite nazionali aumentano del +4,7% rispetto a gennaio-settembre 2024, con una crescita diffusa a tutti i principali mercati. Come già evidenziato nei precedenti report, si distingue la Spagna, che si sta rivelando un mercato estremamente dinamico e verso il quale la crescita dell’export italiano è a doppia cifra (+11,9%), soprattutto per prodotti chimici, farmaceutici, fibre sintetiche, ma anche per macchinari industriali, mezzi di trasporto e componentistica, e prodotti alimentari. Sono in recupero anche le esportazioni verso la Germania (+2,8%, per cantieristica navale e prodotti alimentari) e la Francia (+5,8%, medicinali e preparati farmaceutici soprattutto), rispettivamente primo e terzo partner economico dell’Italia.
Per quanto riguarda l’andamento per territori, la variazione complessiva dell’export nazionale del +3,6% beneficia della buona performance delle regioni del centro, Toscana (+20,2%) e Lazio (+14,0%), per maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici.
Le esportazioni del Nord-est sono in lieve aumento (+1,9%): un dato medio che tuttavia incorpora l’eccezionale risultato del Friuli-Venezia Giulia (+22,5%), trainato dalle maggiori vendite della cantieristica navale.
Il quadro di fondo delle esportazioni venete resta di sostanziale stabilità: -0,6% che diventa +0,5% se si esclude il navale. Guardando gli altri settori, si conferma la tenuta dell’alimentare, delle bevande e dei macchinari, dall’altro lato persistono le difficoltà per il segmento luxury della calzatura e per la concia. In calo anche l’occhialeria ed i mobili.
Dal punto di vista geografico è l’Unione Europea a sostenere l’export veneto (+2,3%). Spiccano le ottime performance verso la Spagna (+7,5%) e la Polonia (+8,0%). In recupero anche i mercati storici, con una crescita moderata per Francia (+1,9%) e Germania (+1,4%, prodotti alimentari, mezzi di trasporto e componentistica, occhialeria). Al di fuori dell’Unione Europea le vendite scendono del -4,5%, penalizzate dal Regno Unito (-20,8%, per effetto della cantieristica navale), dalla Cina e Hong Kong (-14,4%) e dagli Stati Uniti (-5,9%). In controtendenza positiva, con una crescitaa doppia cifra, in particolare gli Emirati Arabi Uniti (+21,5%).
L’interscambio commerciale della provincia di Treviso
Nei primi nove mesi del 2025 l’export trevigiano segna una lieve flessione del -1,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che corrisponde a minori vendite per oltre 140 milioni di euro. Il valore totale delle esportazioni provinciali per il periodo è di poco superiore agli 11,5 miliardi di euro.
Guardando alle dinamiche per mercati, questo risultato fa media di due andamenti ben distinti: da un lato si osservala tenuta del mercato comunitario (+0,4%), dall’altro una riduzione delle vendite per i mercati extra-Ue27 (-3,7%).
A penalizzare quest’ultima è, in particolare, il calo delle esportazioni verso gli Stati Uniti (-6,9%, soprattutto macchinari, mobili). Tiene l’export di bevande, prosecco principalmente, che nel complesso segna un lieve aumento (+0,9%). Il risultato, tuttavia, fa media di un primo trimestre particolarmente positivo per il più volte ribadito gioco d’anticipo sulla domanda per il timore dazi (+28,9%), e della conseguente frenata nel terzo trimestre (-20,8%), più a causa dei magazzini pieni che dei dazi stessi. In controtendenza positiva l’export di prodotti alimentari (prodotti da forno e farinacei, preparati per integratori alimentari principalmente), e sono in recupero anche le vendite di calzature sportive.
In calo per l’area extra-Ue27 anche la Turchia (-20,3%), i cui flussi export tornano in linea con il periodo gennaio-settembre 2023. Il risultato è riferibile, in particolare, alla diminuzione delle vendite di macchinari e di gioielli. Dal lato opposto, le esportazioni trevigiane crescono a doppia cifra verso gli Emirati Arabi Uniti (+54,4%), il Messico (+20,7%) e l’India (+29,4%). Per tutti e tre i mercati aumentano soprattutto le esportazioni di macchinari industriali.
L’Unione Europea beneficia, invece, di un lieve recupero delle esportazioni verso i due principali partner economici: la Germania (+1,0%) e la Francia (+1,6%). Per il mercato tedesco, in particolare, cresce l’export di macchinari industriali (-9,1%) e di prodotti alimentari (+13,4); inoltre sono in recupero le vendite di mobili e di calzature sportive. Permangono, invece, in flessione le esportazioni di mezzi di trasporto e componentistica automotive, di carpenteria metallica e di prodotti tessili-abbigliamento. Spagna (+3,2%) e Polonia (+4,1%) offrono conferme positive, consolidando il loro ruolo di mercati ricettivi delle esportazioni trevigiane.
Anche l’analisi per settori, al pari di quella geografica, rivela dinamiche assai differenziate.
I dati dei primi nove mesi confermano la tenuta dei macchinari, prima voce dell’export provinciale, e la crescita dell’alimentare. Per lo Sportsystem le vendite di calzature sono poco al di sotto della stazionarietà rispetto ai primi nove mesi del 2024 (a fronte della flessione dell’anno precedente); in recupero anche l’export di articoli sportivi.
Dal lato opposto, le esportazioni sono in diminuzione per i mobili, gli elettrodomestici, il tessile-abbigliamento, la carpenteria metallica, la metallurgia ed i mezzi di trasporto e componentistica automotive. Il segno negativo appare infine anche per le bevande (-1,3%).
Entrando nel dettaglio dei mercati che determinano la dinamica dei singoli settori si rilevano le seguenti evidenze.
Per i macchinari l’aumento su base tendenziale è del +2,0% (+41,5 milioni di maggiori vendite). Tengono le vendite verso l’Unione Europea (+1,1%, dato medio che incorpora il risultato positivo della Germania, della Spagna e della Polonia e il recupero della Francia). L’area extra-Ue 27 cresce complessivamente del +3,1%, ma al suo interno il mercato statunitense risente dell’impatto dei dazi e sconta una riduzione delle vendite del -16,3%.
L’export di prodotti alimentari aumenta del +10,2%, grazie all’Unione Europea verso cui sono destinati i 3/4delle vendite (+18,8%); in aumento anche gli Stati Uniti(+10,8%) ed il Regno Unito, per l’area extra-Ue27.
Per lo Sportsystem le vendite di calzature sono poco al di sotto della stazionarietà (-0,4%, a fronte di una flessione nello stesso periodo dell’anno precedente del -16,9%). Dai dati si osserva, in particolare, un recupero della domanda francese e statunitense. Vanno meglio gli articoli sportivi(+5,4%), che crescono nell’Unione Europea, mentre la lieve flessione dell’area extra-Ue27 è determinata dal calo delle vendite verso gli Stati Uniti.
Le esportazioni di bevande (-1,3%) risentono soprattutto della flessione dell’export verso la Germania (secondo mercato di riferimento, -3,9%; -4,2 milioni). Il segno negativo si osserva anche per Austria (-7,9%) e Canada (-21,5%), ma in questo caso il confronto è con perfomance particolarmente positive nello stesso periodo dello scorso anno. Tengono, invece, gli Stati Uniti, primo mercato di sbocco con oltre un quarto delle vendite totali: qui l’export cresce del +0,9%, un dato che incorpora l’anticipo di domanda registrato nel primo trimestre.
Per i mobili il calo su base annua è del -5,5%. Le flessioni più importanti riguardano i primi due mercati di riferimento: la Francia (-9,9%; -26,6 milioni di euro) e gli Stati Uniti (-10,4%; -13,4 milioni). La contigua provincia di Pordenone, che completa il perimetro del distretto, si trova curiosamente con un export in crescita del +9,9% (dunque in controtendenza positiva rispetto a Treviso). Sembrano pesare almeno due fattori: un effetto commessa importante verso il Regno Unito e una compensazione dei flussi provinciali verso la Svezia.
Per gli elettrodomestici la flessione è del -6,8%, per un valore delle vendite che si posiziona su valori analoghi al 2023. Il calo è riferibile principalmente alla riduzione delle vendite verso il mercato americano (-58,8%; da 67,1 milioni dei primi nove mesi del 2024 agli attuali 27,9 milioni), cui si aggiunge il calo della Germania (-7,2%) e della Spagna (-15,5%).
Permane infine la riduzione delle vendite per il tessile e abbigliamento (-11,9%) diffusa alla maggior parte dei principali mercati; in lieve recupero il mercato russo (+4,1%, a fronte della flessione del -21,6% dell’anno precedente).
Per i mezzi di trasporto e componentistica automotive permane il segno negativo: la variazione è del -2,2%, a fronte del -11,2% dei primi nove mesi del 2024. Ancora in calo il mercato tedesco (-8,3%; ma lo scorso anno la flessione era del -26,0%), in controtendenza positiva quello spagnolo (+41,0%).
Gli acquisti provinciali dall’estero per i primi nove mesi del 2025 ammontano a 6,7 miliardi di euro e sono in aumento del +9,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.




