Il convegno sulla riforma del Testo Unico degli Enti Locali al Sant’Artemio

I Comuni veneti chiedono una riforma del TUEL per una maggiore efficienza nell’implementazione dei progetti del PNRR


Economia - pubblicata il 07 Marzo 2022


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Fonte: ufficio stampa Provincia di Treviso

Marcon: Necessario il superamento della Delrio

Barazza: Appello a tutti i Parlamentari per accelerare la riforma

Treviso, 03 Marzo 2022 – Si è svolto oggi, giovedì 3 marzo, dalle 9.30 alle
13 nell’Auditorium dell’Ente della Provincia di Treviso, il convegno “La riforma del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL). Voci a confronto”, organizzato dalla Provincia stessa, Anci Veneto,
Associazione Comuni della Marca Trevigiana con il Centro Studi Amministrativi della Marca Trevigiana, Centro Studi Bellunese e Agenzia Sviluppo Innovazione
.

Hanno preso parte all’appuntamento Stefano Marcon, Presidente della Provincia di Treviso, Mariarosa Barazza, Presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, da
remoto Achille Variati, già Sindaco del Comune di Vicenza e già Sottosegretario di Stato all’Interno, e Piero Antonelli, Direttore Generale Unione Province d’Italia
Nazionale
, in presenza Gennj Chiesura, Segretario Comunale e Presidente Centro Studi Bellunese. A intervenire durante la tavola rotonda, nella seconda parte della mattinata,
Marzio Favero, Consigliere Regionale e Referente Gruppo Finanza Locale Associazione Comuni della Marca Trevigiana, Maria Rosa Pavanello, Vicepresidente Vicario Anci
Veneto
e Rappresentante di Anci Veneto presso il CAL, e infine Paola Carron, Vicepresidente Assindustria Venetocentro. Ha moderato il convegno Daniele
Ferrazza
, Giornalista Capocronista de La Nuova Venezia.

Cambia l’economia, cambia la società, devono cambiare gli enti locali e i poteri assegnati agli amministratori, soprattutto ora che la necessità di mettere a terra in modo veloce ed efficace i
progetti finanziati con i fondi del PNRR richiede macchine amministrative più agili e meno appesantite dalla burocrazia inutile.

Negli ultimi anni, la revisione del TUEL, il testo unico degli enti locali, è
stata richiesta a gran voce dai Sindaci, che necessitano, tra le altre cose, di una ridefinizione dei loro ruoli, competenze e responsabilità. L’80% dei servizi ai cittadini viene erogato da
Comuni e Province: rendere più efficienti queste istituzioni locali è dunque centrale. Lo è anche per il mondo economico che necessita di interlocutori istituzionali in grado di aiutare le
imprese e sostenere la crescita.

Obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare il territorio su una riforma importantissima per rendere più efficienti e adeguati alle sfide dei tempi gli enti locali e per spingere “dal basso” una
riforma che ora, in quest’anno pre-elettorale, rischia di arenarsi, a cause di altre priorità in un contesto ancora segnato dalla pandemia e adesso pure dalla guerra. Il processo di riscrittura
del TUEL era stato avviato dal Governo Conte e a novembre dello scorso anno la Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese aveva dato avvio a un gruppo di
lavoro per una riforma organica degli enti locali, un intervento che ha dichiarato di volere “ampio e innovativo”, più rispondente alle esigenze dei territori Italiani di quanto non sia ormai il
testo unico, licenziato vent’anni fa.

La commissione di riforma, di cui ha fatto parte l’ex sottosegretario e sindaco di Vicenza Achille Variati, che è stato uno dei relatori del convegno, ha prodotto un’agenda per
arrivare al nuovo testo che si spera possa vedere la luce entro la fine del 2022. Manca insomma l’ultimo miglio per portare a casa l’auspicata riforma del TUEL, che poggerà su due gambe.

Il Parlamento, attraverso un disegno di legge delega, dovrà dare mandato al Governo di scrivere le nuove regole sulle fusioni dei Comuni, su segretari e
controlli. Una volta che il Parlamento l’avrà approvato, il Governo avrà nove mesi di tempo per produrre la norma. La seconda parte della riforma, che riguardano la politica locale e il nuovo
assetto di città metropolitane e province, con il superamento della Legge Delrio 56/2014, sarà immediatamente operativa dopo il voto del Parlamento.

La riforma del TUEL riguarda in particolar modo il superamento della legge n. 56 del 2014 – ha sottolineato
Marcon È necessario, oltre a ridare alle Province le funzioni
originarie, dare anche una stabilità di governo. Il disegno di legge prevede di uniformare a 5 anni la durata del mandato per tutti, Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni. Questa
riforma, per il momento, non comporta il ritorno all’elezione diretta del presidente della Provincia da parte dei cittadini, che continua pertanto a interessare Sindaci e Consiglieri
Comunali.

Facciamo un appello ai parlamentari Trevigiani e Veneti, e al Parlamento nel suo complesso, per realizzare la riforma del TUEL, il testo unico degli enti locali, entro questa
legislatura – sintetizza Mariarosa Barazza, Presidente dell’Associazione Comuni -. Abbiamo bisogno di enti locali efficienti e funzionanti, autonomi sotto il
profilo finanziario e decisionale, rischiamo altrimenti di perdere la partita del PNRR. Questa riforma può essere fatta subito, senza ulteriori perdite di tempo. Stiamo rischiando di
perdere il treno di questa legislatura in un anno cruciale di messa a terra dei fondi europei e nazionali per la ripresa del Paese.

Nel 2020 abbiamo dato vita a un gruppo di lavoro per rivedere il TUEL
– ha
ricordato
Variati tenendo saldi alcuni verbi chiave, come
semplificare, coordinare ed esaltare l’autonomia locale nel rivedere la legge Delrio, che ha causato lo svuotamento delle Province. La tesi a cui guardavamo era che gli stessi comuni, riuniti
dal presidente della Provincia nell’Assemblea Provinciale, decidessero un piano per individuare gli ambiti territoriali ottimali di quella determinata Provincia, con criteri generali da
stabilire in Conferenza unificata. Criteri che definissero con precisione funzioni e tempistiche. Tra le funzioni più importanti, cito la pianificazione territoriale, la tutela e valorizzazione
dell’ambiente, la protezione di flora e fauna, la difesa del suolo, caccia e pesca, l’organizzazione e lo smaltimento rifiuti, il rilevamento e la disciplina degli scarichi delle emissioni
atmosferiche e sonore, la programmazione della rete scolastica, la raccolta ed elaborazione dati, la stazione unica appaltante, le pari opportunità e la gestione aggregata contrattualistica
pubblica del territorio. Affinché ci sia davvero una riforma, è importante che le forze politiche raggiungano l’intesa e che la nostra Ministra abbia il coraggio di portarla in Consiglio, nel
giro di un mese; altrimenti, temo che dovremo aspettare a lungo per vedere dei miglioramenti.

L’effetto che si auspicava portasse la legge 56/2014 – ha spiegato Antonelli – con l’eliminazione delle Province, era un risparmio sul bilancio dello Stato del valore
di miliardi di euro. Ebbene, questo risparmio per la corte costituzionale è stato di 52 milioni e 473mila euro, solo spese politiche. Con questa riforma bisogna far rientrare le Province a pieno
titolo nel TUEL, riconsolidare le funzioni partendo da quelle in capo alle Città metropolitane, con l’obiettivo di costruire un ente diverso da quello che era prima della 56, vocato a
potenziare le funzioni amministrative legate ai finanziamenti territoriali senza sovrapporsi all’autonomia dei Comuni.

Tra i punti principali della riforma – ha evidenziato Chiesura, dopo un excursus storico sull’origine del Testo Unico – c’è anche l’aspetto
relativo alle responsabilità del sindaco e del presidente della Provincia: il carattere delle responsabilità è politico, non riguarda direttamente la gestione amministrativa, di competenza dei
dirigenti.

È indispensabile non solo ridare alle Province le loro funzioni originarie, ma è necessario anche il ritorno all’elezione diretta del presidente da parte dei
cittadini – le parole di Favero.

Non è garantita in questo momento l’autonomia costituzionale dei Comuni: ci sono stati piccoli interventi legislativi per togliere dei vincoli pesanti ma di fatto
i Comuni da tempo non hanno più autonomia decisionale – ha detto la Pavanello Nessuno dei Comuni veneti è in dissesto finanziario eppure per l’assunzione di personale, per l’aumento di servizi, etc. non
abbiamo capacità di spesa corrente e capacità decisionale. Ci troviamo in balia degli eventi, la pandemia lo ha dimostrato, abbiamo dovuto rivestire la funzione di “autorità sanitaria” senza
avere i mezzi materiali per farvi fronte a dovere. Certo ci hanno dato risorse aggiuntive per il Covid ma nel 2022 non ci sarà più nessuna risorsa straordinaria anche se siamo ancora in emergenza
pandemica. Hanno leggermente incrementato i trasferimenti per le funzioni sociali ma non è sufficiente. I tagli che ci sono stati 2012-2017 non sono ancora stati ripristinati. Dov’è dunque
l’autonomia dei Comuni?

Il tema della riforma del TUEL è vissuto dalle imprese con aspettativa, perché una pubblica amministrazione efficiente incide molto sull’attrattività e
sulla competitività del territorio sul quale opera. Come Assindustria Veneto Centro abbiamo portato avanti molte collaborazioni con gli Enti locali e la Regione, cito da ultimo Capannoni
On Off, per realizzare una mappatura dei territori e delle aree produttive in un’ottica di sviluppo sostenibile – le parole di Carron.

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