Il Coordinamento Nazionale delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori riunito a Fondazione FICO, dove ha fissato la sua sede, per presentare attività e obiettivi per il 2019.

E' scaturito il progetto del Coordinamento, nato per fare rete tra realtà che condividono i medesimi intenti di promozione turistica


Promo - pubblicata il 14 Febbraio 2019


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Fonte: ufficio stampa Coordinamento Nazionale
delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori e Fondazione FICO


L’organismo, nato a fine 2017 e al quale aderiscono 79 Strade tra le più attive del Belpaese, si
è riunito a Bologna per fare il punto sulle iniziative svolte nel 2018 e quelle in cantiere per il
futuro. A cominciare dalla volontà di essere un interlocutore autorevole delle istituzioni nella
definizione della disciplina dell’enoturismo, abbozzata dalla legge di bilancio 2018.
Bologna, 11 febbraio 2019 – Fondazione FICO (Spazio 118 del Parco Agroalimentare FICO
Eataly World, Bologna) ha ospitato stamane la conferenza stampa “Prospettive e sviluppi”
organizzata dal Coordinamento Nazionale delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori
d’Italia. Una realtà costituitasi a fine 2017 per contribuire alla crescita e al consolidamento di
quel turismo rurale, enogastronomico e culturale che rappresenta una voce sempre più
importante dell’economia e dello sviluppo futuro del nostro paese. La scelta del luogo non è
casuale: è proprio Fondazione FICO, infatti, la sede ufficiale del nuovo organo. L’incontro
ha dunque rappresentato non solo l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte del
sodalizio, ma anche per avviare una fruttuosa collaborazione con il parco tematico dedicato
all’agroalimentare.

“Questo nuovo organismo – ha dichiarato Luciano Nieto, Capo Segreteria Tecnica
Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo – è un esempio dei
risultati che si possono raggiungere se si riesce a far sistema nel promuovere le eccellenze
del nostro Paese. Per far diventare l’Italia un Paese sempre più attrattivo – ha proseguito – è
necessario anche raccontarne i mille sapori e profumi, visto che i turisti sono sempre più
attirati dall’offerta enogastronomica dei luoghi che scelgono di visitare. Fondamentale – ha
concluso – mettere a sistema un piano per la mobilità lenta e investire sulla formazione”.
Uno degli obiettivi delle Strade del Vino – gli ha fatto eco Francesco Antoniolli, Presidente
della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, Vicepresidente del Coordinamento
Nazionale delle Strade e moderatore dell’incontro – è proprio quello di fare cultura di
prodotto e di generare emozioni nelle esperienze dei turisti”.

Ad oggi, il Coordinamento riunisce 79 Strade, tra cui alcune delle realtà più importanti e strutturate di un panorama italiano quanto mai ricco e diversificato. Basti pensare che queste contano al
loro interno oltre 1.000 aziende vitivinicole, più di 500 ristoranti, 450 strutture ricettive, 320 agriturismi ed altre importanti realtà sia pubbliche che private. 147 i prodotti tipici Doc, Docg,
Dop, Igp e migliaia di Pat promossi, suddivisi tra Vino (34%), Olio (10%) e le numerose altre eccellenze del territorio (56%). Un patrimonio dal valore inestimabile e dalle potenzialità
eccezionali, ma non ancora pienamente espresse.
“Proprio da qui – afferma il portavoce nazionale Paolo Morbidoni, presidente delle Strade del Vino e dell’Olio dell’Umbria – è scaturito il progetto del Coordinamento, nato per
fare rete tra realtà che condividono i medesimi intenti di promozione turistica, rappresentare una voce sola nel confronto con le istituzioni del paese e lavorare insieme su progetti comuni di
ampio respiro e di lungo periodo”.
Tra gli obiettivi più urgenti del Coordinamento spicca quello di essere considerato interlocutore nella definizione della nuova norma sull’enoturismo e sulle politiche di valorizzazione del legame
enogastronomia-territorio. Ruolo confermato proprio dal Capo Segreteria Tecnica del Ministro Centinaio nel corso del suo intervento.
Va ricordato che le Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori sono state riconosciute dalla legge n. 269 del 1999. Il Testo Unico sul Vino del 2016 ha ribadito il ruolo chiave delle Strade del
Vino nell’ottica dello svolgimento delle attività enoturistiche
.

Da ultimo, il governo Gentiloni ha inserito nella legge di bilancio 2018 un comma che definisce il termine “enoturismo” come forma di turismo dotata di specifica identità, ma senza indicare con
chiarezza i soggetti coinvolti. Ecco perché l’Osservatorio propone una nuova governance del settore e sarebbe in grado di fornire un contributo prezioso nell’aggiornamento dell’ormai obsoleta legge
del 1999 e nella definizione della disciplina dell’enoturismo.

Non dimentichiamo che si tratta di un comparto sempre più strategico. Secondo una ricerca di Isnart-Unioncamere, gli interessi enogastronomici per i prodotti tipici e l’agroalimentare made in Italy
muovono un turista su quattro in Italia: con il 26% (che sale al 29,9% tra gli stranieri), la motivazione del vino e del cibo ha superato anche l’attrattiva per il patrimonio artistico e
monumentale (ferma al 24,2%).

Un’indagine Coldiretti/Ixè, dal canto suo, l’Italia è leader mondiale per il turismo enogastronomico, con un +9% nel 2018: durante la scorsa estate, tre italiani su quattro hanno scelto di visitare
cantine, frantoi, mercati contadini e aziende agrituristiche; il 42% sono tornati dalle ferie con vini, formaggi, olio d’oliva, conserve e salumi.

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