IL MICROFILM DEL TERZIARIO: ECCO IL RACCONTO DELLA PICCOLA IMPRESA 9 storie di impresa, 6 comuni della Marca trevigiana

Progetto di Ascom-Confcommercio Treviso, realizzato con il Contributo della Camera di Commercio di Treviso-Belluno e con la regia di Officine Veneto


Eventi - pubblicata il 14 Marzo 2021


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Fonte: ufficio stampa Unascom Treviso

Lunedi 15 marzo 2021, alle ore 18:00, Ascom-Confcommercio Treviso presenterà, con una diretta sulla pagina Facebook:
http://bit.ly/DirettaFB_ConfcommercioTV
il microfilm sul terziario: 9 voci per 9 storie di impresa dislocate in 6
comuni della Marca trevigiana: Povegliano, Spresiano, Carbonera, Breda di Piave, Zenson di Piave, Monastier.
Interverranno il presidente della Camera di Commercio di Treviso Belluno Mario Pozza, il presidente di Ascom-Confcommercio Federico Capraro, la presidente di Terziario Donna
Valentina Cremona, il regista Stefano Pesce di Officine Veneto. In collegamento i commercianti, gli imprenditori e gli Amministratori dei Comuni coinvolti. Evento aperto a
tutti.
Cosa potrebbero avere in comune una casolina di Zenson e un albergatore di San Bartolomeo di Breda di Piave? Un agronomo di Spresiano e un ristorante di Monastier? Un panificio di Carbonera con un
commercianti di prodotti per la zootecnia di Povegliano? A scovare i denominatori comuni della piccola impresa del terziario trevigiano ha pensato Ascom-Confcommercio Treviso che – con il
contributo della Camera di Commercio e la collaborazione di Officine Veneto – ha realizzato il primo microfilm dedicato ai negozi e alle attività di campagna, dei territori “nascosti” della
Marca trevigiana: Povegliano, Spresiano, Carbonera, Breda di Piave, Zenson di Piave, Monastier.
Un viaggio alla scoperta dei tratti tipici del commercio, dell’anima pulsante delle nostre
imprese, spesso lette nei dati e nei numeri, ma poco ascoltate attraverso le voci dirette dei protagonisti. Il microfilm di Stefano Pesce condensa, in pochi minuti, storia, passioni,
identità e aspirazioni di imprese che, nei piccoli paesi, sono veri e propri luoghi di riferimento, custodi di memorie, dispensatrici di servizi e prodotti, luoghi di relazione e di ascolto.
Durante la produzione – spiega il regista Stefano Pesce – abbiamo messo le persone in grado di esprimersi, abbiamo raccolto le loro voci per costruire un film improntato
all’autenticità. Non c’è glam, non c’è finzione, è il cinema del reale, ritratto nella sua profondità con un passo lungo che va oltre le mascherine e oltre la pandemia.
Abbiamo sostenuto questo progetto – spiega il presidente della Camera di Commercio Mario Pozza – perché si tratta di un significativo ascolto – racconto delle eccellenze del
territorio del terziario, in modo diretto, come fanno questi microfilm, verso un pubblico diffuso. È una certezza che i negozi di vicinato sostengano i piccoli paesi, creino coesione sociale,
aiutino le municipalità a servire le persone più anziane o con difficoltà agli spostamenti. È il momento dunque di dar loro voce, di valorizzare la loro identità nella varietà che fa così bella e
unica l’Italia. Sono risorse, racconti non solo di business, ma di storie di famiglie e di nuove competenze, spesso più note all’estero che qui da noi.
Questo microfilm è certamente una nuova risorsa di comunicazione quale utile strumento che consiglio anche per promuovere la Marca trevigiana, quella meno nota, ma che ora è così ricercata da
quel nuovo modo di vivere i territori nell’ ottica di turismo esperienziale. I miei complimenti al presidente Capraro, in questo momento di stasi è importante pianificare anche con i nuovi
mezzi di comunicazione, la ripartenza economica, di cui il commercio ha così bisogno. Saranno promossi anche nei canali web e social camerali, gli imprenditori che hanno accettato questa bella
sfida.
Non è il film della riscossa alla pandemia – afferma il presidente di Ascom Treviso Federico Capraro – è il racconto vero di chi, in questo momento, sta semplicemente resistendo,
come tutti, ma che ha reso grande, nei decenni, il terziario trevigiano ed è già pronto a ripartire. Forse non per i grandi fatturati, ma sicuramente per il grande capitale umano. Emerge un
commercio che, nei piccoli paesi, rende un servizio indispensabile alla comunità e che si regge sulla spinta forte delle relazioni, sulla passione autentica, spesso motivato da una genetica
famigliare che diventa forza motrice delle imprese. È un omaggio alle persone che fanno impresa, ma anche un bel viaggio nei piccoli paesi, dove la campagna si integra con l’urbanità, il commercio,
i servizi, e dove le tante belle storie famigliari sono welfare e speranza. Ai Sindaci chiediamo di attuare “biopolitiche” che possano mantenere la forza e la vitalità di queste imprese e che
incoraggino queste persone e che mantengano vivi i centri storici ed urbani.
Abbiamo iniziato – commenta Valentina Cremona, presidente di Terziario Donna – la narrazione del terziario, ed è significativa la componente femminile. Gran parte del commercio,
della ristorazione, si regge sulle gambe e sul coraggio delle donne, su intuizioni di madri e donne che mescolano merceologie, su figlie che sanno raccogliere il testimone, innovare e andare
avanti. Il film è un inno al valore delle donne nel commercio, nel turismo e nella ristorazione.
Le voci dei negozi e delle attività di campagna
A Povegliano
Povegliano è un territorio a vocazione agricola, ora attraversato dai lavori per la Pedemontana, conta le frazioni di Camalò e Sant’Andrà. Francesco Biscaro, classe 1985, è il giovane
titolare di Agriveneta, società di consulenza in prodotti per agricoltura e zootecnia a Camalò . Cerchiamo di dare un servizio a 360 gradi al nostro cliente, con consigli su prodotti e
dosaggi, puntiamo al benessere animale e all’economicità. Con passione ed energia guida un’azienda che traduce la sostenibilità in fatti concreti, presente nel territorio da 25 anni, promuovono
l’ibridazione tra zootecnia e agricoltura.
Annalisa Zanatta, classe 1968, in via Mario Fiore a Camalò, ha il negozio “Le Botteghe” un nome plurale scelto ben prima dei centri commerciali, perché sono “tanti negozietti in uno”.
Rappresenta il negozio di prossimità per eccellenza e si trova di tutto: intimo, pelletterie, profumeria, abbigliamento, articoli da regalo, casalinghi. Offro un servizio alla comunità, gli
anziani vengono qui anche per fare due chiacchere, sono sola, ho tutto sulle mie spalle, ma amo il mio negozio.
A Spresiano: il super esperto di noci lara e kiwi
Giacomo Traversari, classe 1990, è un giovane consulente agronomo del comparto vitivinicolo e del biologico. Laureato a Udine, è specializzato in noci lara e kiwi. Per studiarli, è andato in
Nuova Zelanda: oggi è consulente di varie aziende agricole della zona nelle quali riporta saperi e competenze apprese all’estero. Lavora come un investigatore fornendo soluzioni a problemi, con
l’obiettivo di far crescere il mio territorio. Spresiano oggi è un paese in grande trasformazione, che sta facendo i conti con l’effetto Pedemontana.
A San Bartolomeo di Breda di Piave: l’hotel dei camminatori
Nel verde che costeggia il Piave, tra mulini e fontanili, l’Hotel Colombo, con annesso ristorante, (oggi in asporto e delivery), è meta dei grandi camminatori, ultima tappa dei cammini della
Guerra, ma anche punto di snodo verso Jesolo, Verona, Venezia. Nicola Soncin: Da oltre 20 anni lavoriamo intercettando i flussi della mobilità lenta e siamo tappa dei cammini. Abbiamo
anche il ristorante, siamo specializzati in pesce. In lockdown abbiamo aperto anche la pizzeria. Qui a San Bartolomeo non manca nulla, in un paese piccolo c’è tutto, anche la scuola di musica e di
danza e i visitatori si sono abituati al rintocco delle campane. Ora, in pandemia, lavoriamo con i lavoratori delle aziende in trasferta.
A Monastier la tradizione resta in cucina
Monastier, noto per le ville, l’Abbazia, ma soprattutto per la Casa di Cura e la struttura per anziani, custodisce due santuari della tradizione culinaria.
Menegaldo: sorelle vincenti
Il ristorante Menegaldo, mantiene intatte le tradizioni del pesceda 70 anni. Oggi è condotto dalle tre figlie che custodiscono la stampella del padre come “appoggio quotidiano”. Pur in
questo tempo difficile, è sempre il punto saldo del paese, da decenni in “osmosi col territorio”, interpreta a pieno il ruolo del pubblico esercizio come “luogo di incontro, servizio, scambio,
aiuto”. Offre una sana “cucina retrò”, che nella fedeltà alle ricette di famiglia, regge il cambiamento delle epoche e delle generazioni.
Rizzetto: l’indotto dei matrimoni
Semplice e genuina la cucina del ristorante Rizzetto, condotto da Maurizio, nato e cresciuto nel ristorante. È uno di quei casi in cui si è sempre vissuti nello stesso posto, con la
stessa passione e la stessa energia. Ha saputo far crescere l’attività, con l’aiuto della moglie, senza mai snaturarne la vocazione: quella dei matrimoni di campagna, che (pandemia a parte)
persiste tuttora. Brodino degli sposi e no stop di pranzo e cena- detratta la parentesi Covid- da Rizzetto sono realtà.
Zenson di Piave e Carbonera: tre generazioni di “casolini salva spesa” e il panificio come una boutique
Zenson di Piave è un piccolo comune di 1700 abitanti. Al limite della fascia sud orientale della provincia, attraversato dalla statale 53 e dal Piave, ha una forte vocazione agricola ma è ricco di
iniziative e dinamismo. Anna Fantuz, casolina ventenne diplomata in scienze agrarie, ha colto l’occasione fornita dal bando del Sindaco del 2019 ed ha aperto, insieme alla mamma, un piccolo
negozio di alimentari, “Il Casoin“. Oggi hanno reso il “Grapariol” (il vino della zona) un brand, consegnano spese a domicilio, risolvono emergenze e salvano la spesa di anziani e famiglie.
Dopo il diploma – dice Anna – ho pensato di mettermi in gioco ed ho aperto il negozio con mia mamma (52 anni). È un esempio felice di passaggio generazionale.
Sempre a Zenson, Luigino Falcier, 65 anni, alla seconda generazione di alimentaristi, ha fatto dei 40 metri quadri del negozio originario un minimarket. La sorella Teresa
Falcier
gestisce l’attigua merceria, ereditata da una madre factotum che teneva aperto anche la domenica per “accontentare i clienti”. Nessuno di loro ha mai pensato di fare qualcosa di
diverso dal commercio, passione che si sono trovati per genetica, ma che coltivano motivandosi ogni giorno.
A Carbonera il panificio Sozza, gestito da Tiziano, è passato dai 2 ai 30 tipi di pane al giorno. Ci siamo adeguati alla nuova “palatabilità”, ci siamo trasformati, lavoriamo con
farine macinate a pietra, oggi i clienti comprano 4-5 pani diversi. Il nostro pane fresco sfornato ogni giorno al mattino parte per fornire strutture di paesi vicini come Breda e Maserada.

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