Imprese:+12.000 fra luglio e settembre; al Sud il 40% della crescita

Movimprese - Natalità e Mortalità delle Imprese Italiane Registrate alle Camere di Commercio - III Trimestre 2018


Economia - pubblicata il 30 Ottobre 2018


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Fonte: ufficio stampa Unioncamere

Roma, 22 ottobre 2018 – E’ stato il Mezzogiorno a trainare la crescita del tessuto imprenditoriale del Paese nel trimestre estivo. Tra luglio e settembre scorso i terminali delle Camere di
commercio hanno registrato l’iscrizione di 64.211 nuove imprese (5.500 in meno rispetto allo stesso periodo del 2017) e 51.758 chiusure di imprese esistenti (2mila in più rispetto all’anno
precedente). Il risultato di queste due dinamiche ha consegnato a fine settembre un saldo positivo per 12.453 imprese. Quasi il 40% della crescita è dovuto alla buona performance del Mezzogiorno,
dove il saldo è stato positivo per 4.763 unità. Resta in difficoltà il settore artigiano.

E’ quanto emerge, in sintesi, dai dati diffusi da UnioncamereInfoCamere sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel terzo trimestre 2018. Come
sempre, tutti i dati sono disponibili online all’indirizzo www.infocamere.it/movimprese.

“I dati ci confermano che c’è bisogno di un’iniezione di fiducia affinchè la ripresa possa ridare davvero fiato all’economia”. E’ quanto sottolinea il presidente di Unioncamere, Carlo
Sangalli
, secondo cui “occorre inoltre aiutare i nostri giovani ed i nostri imprenditori a cavalcare i cambiamenti in atto. Anche per questo le Camere di commercio sono impegnate a
supportare il processo di transizione verso l’adozione delle nuove tecnologie a partire dal digitale, che rappresenta uno dei principali pilastri per sostenere lo sviluppo delle imprese e del
Paese. Perché parlare la lingua 4.0 significa innovare, semplificare, creare valore”.

Il Bilancio dei Territori
Nonostante i valori complessivi molto contenuti, il saldo trimestrale fa registrare bilanci positivi in tutte le macro-ripartizioni e in tutte le regioni. Il 38,2% dell’intero saldo (4.763 imprese
su 12.453) è localizzato nel Mezzogiorno che però, fra tutte le marco-aree, è anche quella che fa segnare la frenata più vistosa del tasso di crescita (-0,2%). Tra le regioni a primeggiare è il
Lazio (+2.364), seguito da Lombardia (+1.965) e Campania (+1.668). Rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, le uniche a segnare un lieve miglioramento – anche se di poco – sono state Friuli
Venezia Giulia, Molise e Sardegna. Per tutte le altre, la scorsa estate non sarà da ricordare.

Il Bilancio dei Settori
A livello aggregato, nessun settore mostra saldi negativi mentre, guardando alle singole attività il bilancio estivo mostra segnali di arretramento in alcuni comparti. A guadagnare di più, rispetto
al dato di giugno, sono state le attività di alloggio e ristorazione (+3.337 imprese), i servizi di ristorazione (+2.453), le attività professionali, scientifiche e tecniche (+1.469) e il noleggio
e servizi alle imprese (+1.384) anche se, in tutti i casi, gli aumenti sono in forte contrazione rispetto al 2017. Sul fronte opposto, a scivolare in campo negativo sono stati i settori del
commercio al dettaglio di autoveicoli (-520 imprese nel trimestre), le industrie del mobile (-114) e quelle della lavorazione dei minerali (-93). Quanto all’artigianato, il bilancio del trimestre
estivo (-999 imprese) segna complessivamente un peggioramento rispetto a quello, pur sempre negativo, di dodici mesi fa, quando chiuse con una perdita di 735 unità.

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