Inaspettata demografia d’impresa nelle province di Treviso e Belluno al 30 giugno 2018: cosa sta cambiando?

Aumentano le filiali ma diminuiscono le sedi d’impresa: Il tessuto imprenditoriale verso una metamorfosi. Consulta le slide.


Economia - pubblicata il 06 Agosto 2018


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Treviso, 2 Agosto 2018. Acquisizioni, incorporazioni e reti d’impresa fanno cambiare la mappatura delle localizzazioni imprenditoriali, si registra così un nuovo fenomeno per cui

aumentano le filiali e parallelamente diminuiscono il numero delle sedi d’ impresa.

Queste due tendenze opposte – chiarisce il Presidente Pozza – sono l’espressione di una crescita delle filiali, perché stanno intensificandosi i processi di acquisizione e
incorporazione d’impresa, lo sviluppo di reti anche non autocentrate sul territorio. Ciò porta ad un cambiamento gli assetti proprietari e stanno trasformando il tessuto imprenditoriale delle
nostre due province”.

Consulta le slide.La
demografia d’impresa nelle provincie di Treviso e di Belluno

I dati

Emblematici i dati di Treviso: +389 filiali (unità locali), -122 sedi di impresa rispetto a un anno fa.
La provincia di Belluno “perde”, da questa rilevazione, il numero delle imprese del comune di Sappada, confluito in Friuli: -175 imprese, -58 filiali. Sebbene la legge che sancisce il distacco sia
di dicembre 2017, gli effetti amministrativi sono visibili solo da questa consistenza relativa al secondo trimestre 2018. Al fine di rendere confrontabili i dati di giugno 2018 con quelli del
trimestre e dell’anno precedente tutti i dati della provincia di Belluno sono stati calcolati al netto del Comune di Sappada.

Nei dati Infocamere al 30 giugno 2018 le due tendenze opposte sono particolarmente evidenti nel bacino territoriale più ampio della provincia di Treviso, ma rintracciabili anche nella provincia di
Belluno con -124 sedi di impresa a Belluno su base tendenziale annua.

All’opposto, continuano a crescere le filiali d’impresa, in gergo statistico le unità locali dipendenti: +389 a Treviso, +106 a Belluno sempre su base tendenziale.
“Sono del parere che questi numeri debbano indurci a cambiare il modo in cui li interpretiamo – afferma Pozza – per incominciare a identificare almeno quattro macro-traiettorie: 1)
quali sono i settori che continuano ad avere una consistenza in espansione, tanto nelle sedi quanto nelle unità locali; 2) quali settori invece si espandono
solo in termini di unità locali ma non in termini di sedi (o viceversa); 3) quali settori infine conoscono soltanto un trend di contrazione in entrambi i fenomeni”.
La prima novità è che uno dei comparti più interessati dalla “plurilocalizzazione” è il manifatturiero.
In questo comparto accade che, nella sola provincia di Treviso, si perdano ancora 92 sedi di impresa, rispetto a giugno 2017, ma con una crescita, nello stesso periodo, di +133
filiali/unità locali. Oltre 1/3 della crescita di filiali/unità locali in provincia di Treviso avviene dunque all’interno del manifatturiero. Ma è chiaro che questo dato è solo la superficie di una
trasformazione più sotto pelle, tutta da indagare nei prossimi mesi con strumenti più sofisticati”.
Anche perché nel complesso le unità locali dipendenti incominciano ad essere un numero rilevante: 17.669 nel trevigiano, pari al 18% della consistenza totale (+389 unità,
+2,3%), 4.188 unità nel bellunese, pari al 23% del totale localizzazioni (+106 unità, +2,6%).

TREVISO
La provincia di Treviso, costituita da 79.648 sedi d’impresa (-122 rispetto a giugno 2017) e da 17.669 unità locali dipendenti, in crescita di +389 unità rispetto ad un anno fa, evidenzia un quadro
in miglioramento rispetto a quello di un anno fa (rispettivamente -369 sedi e +299 filiali dipendenti).
Crescono sia in termini di sedi d’impresa che di unità locali, le imprese agricole (+80 sedi e +31 unità locali), i servizi alle imprese (rispettivamente +163 e +133) e i servizi
alle persone (+100 e +34). Il manifatturiero, le costruzioni ed il commercio accusano invece una perdita annua per le sedi (rispettivamente -92, -141 e -217) ma sono in recupero sulle unità locali,
in particolare il manifatturiero guadagna +133 unità locali rispetto a giugno 2017.
L’agricoltura guadagna, su base annuale, +80 sedi e +31 unità locali, anche se non riesce a mantenere, soprattutto per le sedi d’impresa, il ritmo di crescita registrato nello
stesso periodo di un anno fa (+139 sedi).
I servizi alle imprese evidenziano invece un bilancio, sia in termini di sedi che di unità locali, molto più positivo (+163 sedi e +133 unità locali) rispetto a quello di un anno
fa (rispettivamente +28 e +71). All’interno del comparto è il settore delle Attività professionali, scientifiche e tecniche a contribuire in maggior misura al bilancio positivo del settore
(+78 sedi e 23 filiali) in crescita rispetto alle analoghe variazioni di un anno fa. Continua a soffrire il settore dei Trasporti e magazzinaggio (-38 aziende perse nell’ultimo anno contro
le -61 perse tra giugno 2016 e 2017) nonostante cresca di 20 unità locali.
Anche i servizi alle persone risultano in crescita su base tendenziale (+100 sedi e +34 unità locali) anche se con variazioni positive inferiori rispetto a quelle registrate al 30
giugno 2017 (rispettivamente +118 e +69).
Il manifatturiero che, analogamente a quanto avveniva un anno fa, conta -92 imprese in meno rispetto all’anno precedente è in recupero sul fronte delle unità locali (+133 unità
locali contro le +96 dell’anno scorso). All’interno del comparto, analogamente a quanto avveniva a giugno 2017, sono in perdita, su base annua, tutti i principali comparti: legno arredo (-49 sedi),
sistema moda (-33), alimentare e bevande (-15) e metalmeccanica (-7). Quest’ultimo comparto guadagna tuttavia +47 unità locali nei dodici mesi di riferimento, portando a 1.236 lo stock complessivo
delle filiali al 30 giugno 2018.
Le costruzioni, pur continuando a perdere -141 sedi d’impresa su base annua, guadagnano +19 unità locali e registrano un bilancio meno negativo rispetto a quello di un anno fa
(-264 sedi e -4 unità locali).
Il commercio perde -217 sedi (in linea con il valore di un anno fa) e guadagna solo +12 unità locali (contro le +40 di giugno 2017). All’interno del comparto risulta più
penalizzato il commercio al dettaglio che perde -148 sedi (contro le -174 di un anno fa) mentre rimane quasi stazionario per le unità locali (-5 unità); per il commercio
all’ingrosso, che perde -100 sedi a fronte di un guadagno di solo +11 unità locali, il confronto con le variazioni assolute di un anno fa è in peggioramento soprattutto per le sedi (-54).
Sostanzialmente stazionario il settore alloggio e ristorazione (-7 sedi d’impresa e +2 unità locali) anche se con un quadro decisamente più critico rispetto a quello di un anno fa
(rispettivamente +28 e +44).

Imprese artigiane
Le imprese artigiane sono 22.906, pari al 28,7% del totale imprese attive. Rispetto al giugno 2017 questo sottoinsieme perde -185 sedi di impresa, contro le -296 perse tra giugno 2016 e giugno
2017. Il settore più colpito è quello delle costruzioni con -128 sedi anche se il bilancio è meno negativo rispetto a quello dei dodici mesi precedenti (-174 sedi). A seguire il manifatturiero che
perde -96 sedi artigiane (erano -146 un anno fa) concentrate soprattutto nel legno-arredo (-36), nella metalmeccanica (-26) e nel sistema moda (-24).
Positive le variazioni annue delle sedi artigiane nell’agricoltura (+16), nei servizi alle persone (+33) e nei servizi alle imprese (+9) anche se al suo interno risulta in contrazione il settore
dei trasporti e magazzinaggio (-32 sedi).

BELLUNO
La provincia di Belluno, al netto della fuoriuscita dal territorio del Comune di Sappada, conta di 14.132 sedi (-124 rispetto allo scorso anno, a parità di campo d’osservazione) e di 4.188 unità
locali dipendenti: +106 rispetto ad un anno fa. I due dati evidenziano un quadro in peggioramento sul fronte delle sedi d’impresa (-56) ma in miglioramento per quanto riguarda le unità locali
dipendenti (+20).
Le dinamiche settoriali restano sostanzialmente analoghe a quelle della provincia trevigiana, con numeri diversi e con qualche specificità: crescono su base annua l’agricoltura (+33 sedi), i
servizi alle imprese alle imprese (+13 sedi e +37 unità locali) e i servizi alle persone (rispettivamente +20 e +7). In calo sulle sedi d’impresa: costruzioni (-67), manifatturiero e commercio
(entrambi i settori -53), alloggio e ristorazione (-15), che tuttavia guadagnano in termini di filiali.
L’agricoltura acquisisce +33 sedi d’impresa (contro le +11 di un anno fa) a fronte di una stazionarietà delle unità locali.
In aumento anche i servizi alle imprese con +13 sedi d’impresa e +37 filiali dipendenti. L’anno scorso il guadagno delle sedi era maggiore (+23 unità) a fronte tuttavia di una
stazionarietà delle unità locali. Delle 13 nuove sedi d’impresa 12 unità sono dedite alle attività professionali, scientifiche e tecniche che hanno conosciuto anche un incremento di +7
filiali.
Anche i servizi alle persone sono in crescita: +20 sedi e +7 unità locali sostanzialmente in linea con i valori di un anno fa.
Risultano in flessione, limitatamente sulle sedi d’impresa e in peggioramento rispetto alle variazioni di un anno fa:
– le costruzioni, con -67 unità ma con un lieve incremento in termini di filiali dipendenti (+9);
– le attività manifatturiere con -53 sedi d’impresa, ma in recupero sulle unità locali (+17, di cui +8 nell’industria alimentare); metalmeccanica e legno-arredo sono i comparti più
penalizzati sul fronte delle sedi di impresa (rispettivamente -18 e -21).
Anche il commercio perde 53 sedi d’impresa, analogamente a quanto avveniva un anno fa, a fronte di +7 unità locali; al suo interno si conferma più penalizzato il commercio al
dettaglio con -32 sedi e in lieve flessione anche in termini di filiali dipendenti (-3), come già avveniva un anno fa. Il commercio all’ingrosso invece perde -10 sedi, in linea con un
anno fa e recupera +4 unità locali.

Infine il settore alloggio e ristorazione, sebbene in perdita di -15 sedi, a differenza di quanto avveniva un anno fa (+20) compensa con un aumento di +24 unità locali.

Imprese artigiane
Le imprese artigiane nel bellunese sono 4.864, pari al 34,4% del totale imprese attive. Rispetto al giugno 2017 questo sottoinsieme perde -122 sedi di impresa, contro le -68 perse tra giugno 2016 e
giugno 2017 (quindi con evidente peggioramento del trend).
La flessione di imprese artigiane si concentra nelle costruzioni (-60) e nel manifatturiero (-49 unità, di cui una ventina in meno sia nel comparto metalmeccanico che in quello del legno-arredo).

Consulta le slide.La demografia d’impresa nelle provincie
di Treviso e di Belluno

A cura dell’Ufficio Studi e Statistica della
Camera di Commercio di Treviso – Belluno


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