Economia - pubblicata il 12 Febbraio 2021
Fonte: ufficio stampa Assindustria Venetocentro
Destro:
Industria decisiva per la ripartenza. Recovery per cambiare il Paese. Draghi, una garanzia.
Zoppas: Imprese argine sociale. Investimenti e politiche attive per la crescita e il lavoro
L’indice di fiducia delle imprese mostra qualche segnale di miglioramento, ma anche forte incertezza sulle prospettive nel primo semestre 2021, condizionate
dall’evoluzione della pandemia e dai contraccolpi. E ciò non lascia presagire, nel breve, il consolidamento di una fase espansiva. La produzione è attesa in crescita dal 30% (stabile dal 49,4).
Ordini interni in aumento per il 21,3%, in calo per il 30,8. Più tonica la domanda estera, in crescita per il 30,4%. Sull’occupazione restano prevalenti i giudizi di stabilità (62,9%), ma un quarto
delle imprese (25,3%) la prevede in crescita, l’11,8% in diminuzione. Segnali distensivi di tenuta sull’evoluzione dopo il 31 marzo. Gli investimenti sono stabili o in crescita per il 71,3% (il
19,7% li aumenterà). Una vera ripresa si potrebbe avere solo da metà 2021 se la vaccinazione sarà efficace e rapida, farà ripartire la fiducia, quindi i consumi e gli investimenti, liberando le
risorse accumulate col risparmio. Anche attraverso l’utilizzo dei fondi disponibili nell’ambito del Next Generation EU (NGEU).
La manifattura – dichiara Leopoldo Destro, Presidente di Assindustria Venetocentro – ha dimostrato ancora una volta di essere fondamentale per lo sviluppo e la tenuta
economica e sociale del nostro territorio e del Paese, determinante per tirare fuori gli altri settori da questa situazione difficile, così come per rendere sostenibile il debito pubblico.
L’emergenza ne ha messo in evidenza la capacità di reagire, ma ha anche accelerato la necessità di compiere un ulteriore salto di qualità, sostenuto dall’innovazione e sostenibilità, che sta
disegnando una manifattura completamente diversa dal passato. Questa nuova industria è ancora la solida piattaforma su cui investire e ancorare le politiche per la ripresa post Covid. Ecco perché
ci auguriamo che l’industria torni centrale nelle scelte di politiche economiche in Italia e in Europa. La caratura del Presidente Mario Draghi è garanzia: di visione, di pianificazione e di
credibilità. Proprio ora in cui siamo davanti alla più grande opportunità di cambiare l’Italia con il PNRR, servono responsabilità e competenze. Un governo che rafforzi la fiducia dei cittadini e
delle imprese e che sia in grado di mettere a terra l’esecuzione dei progetti e riforme e degli ingenti fondi che l’Europa ci ha messo a disposizione con il Recovery Fund. Una priorità che
auspichiamo coaguli il più ampio e solido sostegno della politica all’azione del nuovo governo, anche per uscire rapidamente da questa pandemia con un piano vaccini più efficace e organizzato.
I risultati dell’indagine del nostro Ufficio Studi evidenziano la solidità e resilienza del sistema produttivo – commenta Federico Zoppas, Consigliere Delegato di
Assindustria Venetocentro per l’Ufficio Studi -. La pandemia ha sconvolto le aspettative dell’industria, ma il sistema ha tenuto. Le imprese industriali del nostro territorio hanno fronteggiato
una crisi inaspettata e velocissima e fatto da argine sociale. Alla resistenza si è affiancato anche il cambiamento. Nel progressivo recupero dai mesi estivi, c’è stata la capacità di adattamento,
la diversificazione, la riorganizzazione di processi, metodi e catene del valore. Una trasformazione faticosa e silenziosa che vediamo nei numeri, non certo positivi, ma che oggi fanno da barriera,
contenendo danni anche peggiori, e mostrano la forza dei nostri fondamentali. Un ruolo che vogliamo rivendicare con forza e che è di imprenditori e lavoratori insieme. Ma per una vera ripartenza
serve un sostegno strategico per la manifattura, investimenti nelle filiere, sull’istruzione, i giovani e l’innovazione a cominciare dalla transizione digitale e sostenibile. C’è un altro dato che
merita rilevare: è la maggioranza di imprese sane impegnata a difendere il lavoro, ad aumentarlo in molti casi, e che va messa in condizione di riorganizzarsi. è tempo di una riforma degli
ammortizzatori che sposti il baricentro e le risorse dall’assistenza alle politiche attive, cioè formazione e ricollocamento per i lavoratori di aziende in crisi. Così difendiamo il lavoro e le
persone.
_______________
Per informazioni:
Comunicazione e Relazioni con la Stampa
Sandro Sanseverinati – Tel. 049 8227112 – 348 3403738 – ssanseverinati@assindustriavenetocentro.it
Leonardo Canal – Tel. 0422 294253 – 335 1360291 – lcanal@assindustriavenetocentro.it
Alessandro Macciò – Tel. 049 8227409 – amaccio@assindustriavenetocentro.it