Economia - pubblicata il 29 Novembre 2021
Destro: Manifattura vitale, oltre i livelli pre-crisi, ma attenzione ai rischi materie prime, energia e Covid. Giù le tasse su imprese e lavoro. Sull’attuazione del PNRR non
abbassare la guardia, completare le vaccinazioni.
(Padova-Treviso – 26.11.2021) – L’industria prosegue la dinamica espansiva, oltre i livelli pre-pandemia, sia pure più contenuta. Nel terzo trimestre 2021 la variazione della
produzione manifatturiera di Padova e Treviso è del +13% rispetto allo stesso periodo del 2020. È il secondo valore positivo più elevato (dopo quello del trimestre precedente) di tutta la
serie storica, pur con eterogeneità settoriale.
Rispetto allo stesso periodo del 2019 la variazione è del +10,2%. Un risultato spinto dall’ulteriore risalita della domanda interna (+19,9%) e soprattutto del
fatturato estero (+25,9% rispetto al 2020), in particolare extra-UE. L’aumento degli ordini, sia interni che esteri (+37,7%), anticipa che tale contributo dovrebbe
continuare anche nel quarto trimestre. Il miglioramento della congiuntura si traduce anche nei dati sull’occupazione, benchè a ritmi più contenuti: fra luglio-settembre si
stabilizza il segno positivo (+1,8%, +3,7 nel metalmeccanico), oltre metà delle imprese (il 76,1% oltre 250 addetti, 56,6 nel metalmeccanico) assumerà nei prossimi sei mesi. La
fiducia e le attese sui livelli di produzione e ordini restano elevate, ma in leggera attenuazione, robusta la dinamica degli investimenti.
Tuttavia, la scarsità di materie prime e componenti, l’aumento dei costi, energia compresa (per il 95,5%), la carenza di profili sono venti contrari alla ripresa. La curva dei
contagi genera incertezza.
Sono i principali risultati dell’indagine La Congiuntura dell’Industria di
Padova-Treviso (consuntivo terzo trimestre 2021 – previsioni prossimi sei mesi) condotta da Assindustria Venetocentro, in collaborazione con Fondazione Nord Est, su un
campione di 557 aziende manifatturiere e dei servizi delle due province.
Il sistema manifatturiero di Padova e Treviso ha ripreso a crescere a ritmi sostenuti – dichiara Leopoldo Destro, Presidente di Assindustria Venetocentro – sia pure
più contenuti nel terzo trimestre, ed è tornato prima delle attese sopra i livelli pre-pandemia, anche nei mercati esteri (+3,5% rispetto ai primi sei mesi del 2019, 418 milioni in più), grazie
alla reattività, capacità di adattamento, riorganizzazione e investimenti degli imprenditori, ma non dobbiamo abbassare la guardia.
L’indagine conferma infatti che la ripresa è minacciata da rischi che potrebbero seriamente comprometterla, come i rincari smisurati di materie prime ed energia, le strozzature dell’offerta, ma
anche la scarsità di capitale umano (60% dei profili a elevata specializzazione di difficile reperimento a novembre) e ora l’aumento dei contagi che è un fattore di incertezza. È essenziale agire
in fretta per contrastare tutti questi fronti e mettere in campo ogni possibile iniziativa per consolidare la ripresa. Concentrare sul taglio del cuneo fiscale e contributivo tutti gli 8 miliardi
destinati nella legge di bilancio alla riduzione delle tasse, per mettere più reddito in tasca ai lavoratori e difendere la competitività delle aziende.
Ripristinare ma anche potenziare uno strumento di politica industriale come il patent box, che si è dimostrato efficace per promuovere ricerca, innovazione e brevetti delle imprese. E poi
sfruttare appieno le potenzialità del PNRR per vincere le sfide legate alla fase di straordinaria trasformazione dell’economia che stiamo vivendo. Ma la pre-condizione affinché il rimbalzo in atto
diventi una ripresa solida e duratura, è accelerare l’ultimo miglio della campagna vaccinale, per mettere tutti in sicurezza e scongiurare nuove restrizioni.
L’indice di fiducia delle imprese continua a segnalare una dinamica espansiva dell’attività, ma in leggera attenuazione. Le attese sui prossimi sei mesi si
mantengono elevate, ma l’insufficienza dei materiali, l’aumento dei costi, la scarsità di manodopera specializzata sono rischi in prospettiva. Rallentano leggermente i giudizi sulla produzione,
attesa in crescita dal 44,2% (stabile dal 45,4), e gli ordini interni, in aumento per il 35,2% (in calo per l’11,1).
Più toniche le attese sul canale estero, in crescita per il 38,9%. Sull’occupazione, si confermano prevalenti i giudizi di stabilità (57%), il 37,6% la prevede in crescita, solo il 5,4 in
diminuzione. Il 50,8% delle aziende farà nuove assunzioni nei prossimi sei mesi (il 76,1% oltre 250 addetti, il 56,6 nel metalmeccanico). Continua la dinamica robusta degli investimenti, stabili o
in crescita per il 90,4% (di cui il 34,8% in aumento). L’ulteriore avanzare del tasso di vaccinazione è la pre-condizione affinché il rimbalzo diventi una ripresa solida e duratura.
Il ciclo degli investimenti continuerà a rappresentare il principale volàno di crescita, grazie alla realizzazione del PNRR.