Iniziate ieri in Confcommercio Treviso le conversazioni sul futuro: la ricetta di Daniele Marini, sociologo, per la ripartenza del terziario

Capraro: non basta cambiare, bisogna comprendere a pieno la “rigenerazione”, parola chiave dell’anno


Economia - pubblicata il 10 Febbraio 2021


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Fonte: ufficio stampa Confcommercio Treviso

È arrivato, per Confcommercio Treviso, il momento di iniziare a “scrivere il futuro”, con l’obiettivo – ha spiegato il presidente Federico Capraro nella video conferenza di
ieri – di comprenderne i nuovi paradigmi, le traiettorie e le prospettive.
Con la pandemia siamo obbligati a cambiare e per questo motivo abbiamo avviato un ciclo di incontri per dirigenti, imprenditori e funzionari sul tema della rigenerazione. È un processo che
investe tutti ed entra in ogni ambito: sociale, culturale, economico, territoriale, urbanistico, occupazionale, professionale, associativo. Noi abbiamo voluto iniziare partendo proprio
dall’Associazione, in fase di profonda trasformazione, come il comparto che rappresentiamo, il terziario. Proseguiremo fino a primavera inoltrata conversando e confrontandoci con vari esperti.
La luce in fondo al tunnel, forse, si inizia a vedere, ma – ha spiegato Daniele Marini, docente e sociologo – bisogna essere consapevoli che – non è un’epoca di
cambiamento, ma un cambiamento d’epoca, come alla fine dell’Ottocento quando sono arrivate le fabbriche.
Ecco dunque che in questa “quarta rivoluzione”, fatta di tecnologie, di digitale e di piattaforme, occorre riscrivere “un nuovo lessico” e apprendere i nuovi paradigmi. Con cui imparare a
convivere, lavorare, progettare. Quattro sono i principali criteri con cui fare i conti e prendere decisioni.
La velocità: la pandemia ha accelerato tutti i processi nell’economia e nella società; la bi-polarizzazione: aumenta la forbice tra settori e categorie; l’interdipendenza sistemica: siamo come
in un condominio globale (tutte le azioni sono collegate); l’incertezza: è l’unica certezza che abbiamo, nessuno può prevedere.
E così, in un mondo che ancora lotta col virus e che perde il 3,5% del Pil, con un’Italia che ne perde il 9%, occorre inforcare nuove lenti e intraprendere nuovi percorsi. Le ricette per uscire
dalla crisi e dalla pandemia ci sono, ma saranno molteplici, non univoche, perché la ripresa sarà multiforme e non prevedibile nei tempi e nei modi.
Emergeranno nuove logiche: dall’io passeremo al noi, siamo all’alba di un’epoca in cui la solidarietà ed un nuovo senso di comunità saranno il nuovo paradigma dell’innovazione, capace di
coniugare sociale ed economia, che si ritrova in tre grandi parole: le reti, le relazioni, la resilienza. Le tre “R”. Ciò significa che nessuna impresa, nessun imprenditore, potrà
“salvarsi da solo” ma quanto più riuscirà ad attivare nuove reti, ad avviare nuovi canali di vendita, a stabilire relazioni con imprese affini, a creare nuove filiere, a
comprendere la centralità del cliente, tanto più riuscirà ad avere quelle perfomances positive che la pandemia ha sospeso e ridotto.
Volendo ricondurre ad una sola parola le tre “R” indicate dal docente – ha concluso Capraro – non possiamo che pensare all’Associazione, di per sè già una rete, che non lascia indietro
nessuno e che aiuta a percorrere le strade del futuro. Chi è e sta in Associazione, ha già fatto il primo passo verso la ripartenza.

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