Fonte: ufficio stampa Unioncamere – Mise – Infocamere
Consulta i dati e le osservazioni sulle start – up innovative.
Principali evidenze →
Al termine del 2° trimestre 20211 , il numero di startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese ai sensi del decreto-legge 179/2012 è pari a 13.582, in aumento di 1021
unità (+8,1%) rispetto al trimestre precedente.
Possono ottenere lo status di startup innovativa le società di capitali costituite da meno di cinque anni, con fatturato annuo inferiore a cinque milioni di euro, non
quotate, e in possesso di determinati indicatori relativi all’innovazione tecnologica previsti dalla normativa nazionale (sintesi dei requisiti e delle agevolazioni).
Tra le oltre 379 mila società di capitali costituite in Italia negli ultimi cinque anni e ancora in stato attivo, il 3,6% risultava registrata come startup innovativa alla data della
rilevazione. Il capitale sociale sottoscritto complessivamente dalle startup risulta in crescita rispetto al primo trimestre (+58,8 milioni di euro, +6,8% in termini percentuali) attestandosi ora a
quota 929,4 milioni di euro; il capitale medio è pari a 68.431 euro a impresa, in diminuzione (-1,3%) rispetto al dato del trimestre precedente.
→ Per quanto riguarda la distribuzione per settori di attività (Tavola 2), il 75% delle startup innovative fornisce servizi alle imprese (in particolare, prevalgono le seguenti specializzazioni:
produzione di software e consulenza informatica, 37,4%; attività di R&S, 14,7%; attività dei servizi d’informazione, 8,7%), il 16,6% opera nel manifatturiero (su tutti: fabbricazione di
macchinari, 3,0%; fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici, 2,5%;), mentre il 3,0% opera nel commercio. In alcuni settori economici l’incidenza delle startup innovative sul totale
delle nuove società di capitali appare rilevante.
È una startup innovativa l’9,6% di tutte le nuove società che operano nel comparto dei servizi alle imprese; per il manifatturiero, la percentuale corrispondente è 6,3%.
In alcuni settori, come definiti dalla classificazione Ateco 2007, la presenza di imprese innovative è particolarmente elevata: è una startup innovativa il 40,4% delle nuove aziende con codice C 26
(fabbricazione di 1 La popolazione di riferimento utilizzata per questo rapporto è rappresentata dal totale delle startup innovative registrate al 1° luglio 2021. computer), il 44,0% di quelle con
codice J 62 (produzione di software) e addirittura oltre il 71,5% di quelle con codice M 72 (ricerca e sviluppo).
→ Guardando alla composizione delle compagini sociali (Tavola 3), le startup innovative con una prevalenza femminile – ossia, in cui le quote di possesso e le cariche amministrative sono
detenute in maggioranza da donne – sono 1.746, il 12,9% del totale: incidenza nettamente inferiore rispetto al 21,1% osservato prendendo in esame l’universo delle neo-società di capitali.
Le startup innovative in cui almeno una donna è presente nella compagine sociale sono 5.780, il 42,6% del totale: una quota anch’essa inferiore, seppur in minor misura, a quella fatta registrare
dalle altre nuove società di capitali (45,4%). Le startup innovative a prevalenza giovanile (under 35) sono 2.451, il 18,1% del totale. Si tratta di un dato di quattro punti percentuali superiore
rispetto a quello riscontrato tra le nuove aziende non innovative (14,9%). Ancora maggiore è la differenza se si considerano le aziende in cui almeno un giovane è presente nella compagine sociale:
queste rappresentano il 41,1% delle startup (5.575 in tutto), contro il 31,9% delle altre imprese. Le startup innovative con una compagine sociale a prevalenza straniera sono 483, il 3,6% del
totale, una quota tuttavia inferiore a quella osservata tra le altre nuove società di capitali (9,5%).
Per contro, le startup innovative in cui è presente almeno un cittadino non italiano sono il 14,3% (1.937), proporzione abbastanza più simile a quella riscontrata tra le società di capitali
(15,5%). ,
→ Analizzando la distribuzione geografica del fenomeno (Tavole 4, 5A, 5Abis, 5B e 5Bbis), la Lombardia rimane la regione in cui è localizzato il maggior numero di startup innovative: 3.627,
pari al 26,7% del totale nazionale. Seguono il Lazio (1.586, 11,7% del totale), la Campania con 1.205 startup (8,9%), il Veneto (1.095, 8,1% del totale nazionale). A breve distanza compare al
quarto posto l’Emilia Romagna, nuova regione a superare quota mille, con 1.071 startup (7,9%). Segue il Piemonte, con 760 (5,6%). In coda figurano la Basilicata con 134 (1,0%), il Molise con 77
(0,6%) e la Valle d’Aosta con 19 (0,1%) startup innovative.
→ Il Trentino-Alto Adige è la regione con la più elevata incidenza di startup innovative in rapporto al totale delle società di capitali con meno di cinque anni e cinque milioni di fatturato
annuo: circa il 6,0% è una startup innovativa. Seguono in graduatoria il Friuli-Venezia Giulia (5,2%) e la Lombardia (5,0%). Chiudono la classifica la Sicilia e la Puglia (entrambe
con poco più del 2,5%) e la Sardegna con il 2,3%.
→ Milano è di gran lunga la provincia in cui è localizzato il numero più elevato di startup innovative: alla fine del secondo trimestre 2021 esse erano 2.545, il 18,7% del totale nazionale.
Al secondo posto compare Roma, unica altra provincia oltre quota 1.000 (1.411 startup, 10,4% nazionale). Tutte le altre province maggiori sono molto staccate: nella top-5 figurano, nell’ordine,
Napoli (607, 4,5%), Torino (495, 3,6%) e Bologna (361, 2,7%).
La top-10 è completata da Padova, Bari, Bergamo, Salerno e Brescia. In ciascuna delle prime 20 province in graduatoria sono localizzate più di 160 startup; per contro, le ultime 10 province
della classifica presentano meno di 15 startup. Il record negativo spetta a Vibo Valentia, dove sono localizzate solo 5 startup innovative. Se si considera il numero di startup innovative in
rapporto al numero di nuove società di capitali attive nella provincia, al primo posto si posiziona Trento (circa l’8,5%); seguono Milano (6,4%), Pordenone (5,8%), Ascoli Piceno (5,7%). Da notare
come nella parte alta della graduatoria si posizionino Cuneo, al 5° posto (5,6%), e Bologna, al 6°, dove quasi il 5,5% delle società di capitali avviate negli ultimi cinque anni e con meno di
cinque milioni di fatturato è una startup innovativa. All’estremo opposto, la provincia con la minore incidenza di startup sul totale delle nuove società di capitali è Agrigento (poco meno dello
0,7%).
→ Sotto il profilo occupazionale va sottolineato che – al momento attuale – non sono disponibili i dati sul numero dei dipendenti (Tavola 6) ma solo le statistiche relative ai soci (Tavola
7). Al 1° luglio 2021 i soci delle 13.582 startup innovative per cui è disponibile tale dato risultano pari a 65.887, 5.698 in più rispetto al trimestre precedente (+9,5%). È ipotizzabile che i
soci siano coinvolti direttamente nell’attività d’impresa. Le startup innovative sono contraddistinte da compagini significativamente più ampie rispetto alle altre nuove società di capitali: in
media ciascuna startup ha 4,9 soci, contro i 2,1 riscontrati tra le altre nuove imprese.