L’ impatto economico generato dalle Camere di Commercio

Lo studio sull’impatto economico del Fondo Gorizia


Economia - pubblicata il 03 Marzo 2026


Fonte: Pubblicazione celebrativa per il cinquantennale del Fondo Gorizia – Analisi dell'impatto economico, sociale e ambientale nel territorio

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Le Camere di Commercio svolgono numerosi servizi reali e finanziari per le imprese che generano un impatto economico rilevante nelle comunità locali

Le principali azioni delle Camere di commercio in favore dell’economia locale consistono in servizi reali alle imprese (informazione, formazione, consulenza e promozione delle produzioni territoriali). Quasi sempre si tratta di servizi gratuiti o erogati a condizioni favorevoli, ma a volte si preferisce l’aiuto con agevolazioni finanziarie dirette (in conto capitale, in conto interessi su prestiti oppure in conto garanzia) per facilitare il sostenimento di investimenti rilevanti per lo sviluppo.

Poiché ora si vanno sempre più affermando gli obiettivi di sviluppo sostenibile, anche i servizi reali e finanziari prestati dagli Enti camerali si indirizzano verso questi temi ed ovviamente contribuiscono in maniera decisiva alla realizzazione di azioni imprenditoriali conformi, che successivamente portano a vantaggi notevoli (economici, sociali ed ambientali), sia nelle imprese beneficiarie degli interventi camerali, sia nell’economia in generale. Con qualche difficoltà nell’individuazione degli effetti e nelle stime di una loro misurazione, è comunque possibile accertare tali benefici e generalmente si verifica che questi ultimi sono ben superiori ai costi sostenuti dalle Camere per i servizi medesimi. Inoltre, pure gli effetti sociali ed ambientali quasi sempre si tramutano in ulteriori impatti economici positivi e quindi il beneficio complessivo diventa ancora maggiore rispetto a quanto prevedibile da un investimento valutato soltanto nei suoi aspetti produttivi.

Lo studio sull’impatto economico del Fondo Gorizia

La Camera di Commercio della Venezia Giulia, che ha competenza nelle province di Gorizia e di Trieste, ha svolto recentemente uno studio proprio sull’impatto economico degli interventi del Fondo Gorizia in questo territorio. Si tratta di un fondo statale, concesso nel lontano 1975 per sostenere un’economia in difficoltà, dopo la crisi postbellica caratterizzata da un confine con l’ex Jugoslavia quasi completamente chiuso e che non offriva alcuna possibilità di sviluppo (ben diversamente dagli altri confini italiani con i diversi partner europei).

Tale Fondo, la cui gestione è stata affidata dalla legge alla Camera di Commercio di Gorizia, ha ottenuto vari rifinanziamenti, ma poi ogni apporto statale è cessato. Tuttavia, l’attività di sostegno è continuata, in virtù di un meccanismo di rotazione, secondo il quale molti interventi sono stati effettuati a prestito, con il cui rimborso si sono attivati nuovi investimenti.

Quindi ora, per il cinquantennale dell’attività del Fondo Gorizia, si è voluto realizzare una pubblicazione celebrativa, la quale ha messo in evidenza le principali azioni intraprese per lo sviluppo socio-economico della provincia, ma soprattutto si è voluto stimare il rilevante impatto economico derivato dalle medesime, impatto che ha favorito pure incisivi effetti sociali ed ambientali. In questo modo, si è analizzato più specificatamente il periodo 1999 – 2024 e si sono calcolati tutti i principali effetti d’impatto delle sovvenzioni, dei prestiti e degli investimenti complessivamente realizzati per l’intera comunità provinciale.

Lo studio è stato curato, su incarico dell’ISIG (Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia), dal prof. Francesco Marangon, docente del Dipartimento di scienze economiche e statistiche dell’Università di Udine, e dal dr. Renato Chahinian, già segretario generale delle Camere di Gorizia e di Treviso ed esperto in economia e finanza dello sviluppo sostenibile.

Inizialmente si sono individuati e commentati i dati più significativi della situazione di sostenibilità nella provincia, secondo le principali fonti statistiche attualmente pertinenti in materia di sviluppo sostenibile, che offrono oramai numerosi dati ed informazioni territoriali ancora poco conosciuti (alcuni pure a livello comunale).

I risultati presentati sull’impatto dell’attività del Fondo, poi, si sono rivelati molto lusinghieri, tenuto conto che le stime sono sempre state calcolate per difetto (cioè ipotizzando gli effetti minimi). Le cifre totali del periodo si possono così riassumere:

  • sovvenzioni per quasi 200 milioni di euro;
  • prestiti agevolati per circa 175 milioni;
  • benefici lordi per la comunità: 1.489 milioni;
  • costi del Fondo per gli interventi: 178 milioni;
  • beneficio netto per la comunità: 1.311 milioni;
  • maggiore reddito medio pro-capite generato annualmente: 476 euro.

L’investimento di ogni euro impiegato dal Fondo Gorizia per la sua attività di sviluppo ha generato 8,4 euro per la collettività (7,4 euro al netto del costo).

I contenuti dello studio d’impatto

Come accennato in premessa, al di là del caso specifico esaminato, i contenuti dello studio d’impatto possono essere replicati anche in altri contesti ed adattati alla generalità delle indagini sugli effetti d’impatto degli interventi pubblici nell’economia, per effettuare una valutazione economica dello sviluppo sostenibile che ne deriva. Ciò è particolarmente importante per stimare l’efficacia degli interventi delle Camere di Commercio in favore delle economie locali di propria competenza.

A questo proposito, giova richiamare qualche passaggio significativo del processo di valutazione adottato, come linea – guida per altre indagini dello stesso tipo.

Innanzi tutto, il costo complessivamente sostenuto dall’Ente camerale per l’iniziativa in esame va confrontato con il beneficio conseguito dalle imprese destinatarie. Tale beneficio viene valutato in termini di valore aggiunto (reddito per alcuni stakeholder) e non di profitto (reddito per i soli azionisti) e deve essere calcolato nell’arco di un congruo numero di anni, per recepire tutti gli effetti prodotti dall’investimento finanziato (non meno di 5 anni e, per gli interventi finalizzati allo sviluppo sostenibile, anche più di 10 anni).

Ma l’impatto di ogni investimento aziendale non riguarda soltanto quanto ritorna all’organizzazione medesima; anche altri stakeholder esterni si avvantaggiano. Soprattutto i clienti ed i fornitori (nella pratica tutta la filiera produttiva), i quali seguono la sorte dell’impresa investitrice, crescendo se questa si sviluppa o contraendo l’attività in caso contrario. Altrettanto la comunità potrà crescere o meno per gli effetti moltiplicatori che si creano sui consumi dei beneficiari dei maggiori redditi conseguiti, se questi effettivamente crescono. Pertanto tutto dipende dal buon esito dell’investimento finanziato o promosso su iniziativa della Camera di Commercio, la quale deve programmare gli incentivi maggiormente produttivi in termini di valore aggiunto e questi, a lunga scadenza, vanno rivolti allo sviluppo sostenibile.

Se quindi si passa a finanziare investimenti sociali od ambientali, gli effetti esterni possono essere ancora maggiori e questi si riverberano anche economicamente sui beneficiari, poiché ogni cambiamento virtuoso porta pure a movimenti monetari positivi. Ovviamente bisogna scegliere le azioni che, anche se a costi elevati, siano in grado di creare valore economico nel lungo termine. Ciò è quasi sempre possibile se si valutano tali investimenti in una prospettiva futura a protratta scadenza.

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