L’abc della manutenzione degli impianti per evitare gli incidenti.

Di Luciano Rossi, presidente provinciale della categoria fumisti.


Promo - pubblicata il 24 Maggio 2016


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Fonte: Ufficio stampa Confartigianato Marca Trevigiana
Tanti, troppi e gravi incidenti domestici dovuti alla scarsa qualità degli impianti.
L’installazione infatti deve avvenire esclusivamente ad opera di imprese abilitate. In aggiunta la garanzia del grado di affidabilità, di efficienza e sicurezza non deve mai venire meno
Queste le due regole chiave per evitare incidenti di vario grado all’interno delle abitazioni e di qualsiasi struttura.
E’ il monito lanciato dagli installatori di impianti di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana.
“Attenzione quindi- avverte Luciano Rossi, presidente provinciale della categoria fumisti- alla periodica manutenzione di caminetti e stufe. A tutto vantaggio della sicurezza. In
questo modo verranno ridotti i consumi, contenendo i costi e verrà prolungata la durata degli impianti.”
Le norme hanno dettato regole molto severe sui controlli da effettuare per la tutela dei cittadini e per il rispetto dell’ambiente.
La pulizia della canna fumaria è un fatto serio, da non affidare al fai da te o peggio al non fare.
Al contrario di quanto si pensi, la canna fumaria si sporca a prescindere dal materiale con cui è costruita. Non esistono canne fumarie che si puliscono da sole.
“Non dimentichiamoci – continua Luciano Rossi- che ogni anno ci sono decine di casi di incendi di canne fumarie trascurate e sporche che comportano gravi rischi per le persone che abitano
nelle case dove sono installate e creano notevoli danni.”
La sicurezza di questa tipologia di impianti deve essere perciò affidata esclusivamente a tecnici specializzati, spazzacamini e manutentori.
Attenzione anche alla cura degli impianti a biomassa che almeno ogni 2 anni o in alternativa ogni 40 quintali di combustibile utilizzato, sia legna che pellet, devono essere manutenzionati
secondo gli obblighi di legge.
In Treviso si contano oltre 2.357 imprese operanti nell’impiantistica, pari al 17.2% del complessivo regionale, collocando la Marca al terzo posto dopo le province di Padova e Verona.
Su un campione di 10mila utenze registrate in provincia di Treviso è stata rilevata la netta prevalenza – pari al 68% – di installazione di impianti innovativi quali caminetti, stufe di nuova
concezione, specialmente a pellet, rispetto al parco apparecchi installato nel resto d’Italia (circa il 35%).
Il 33% degli interventi eseguiti ha visto la posa di stufe innovative, il 30% di caminetti di tipo chiuso, il 15% di caminetti aperti, il 10% stufe tradizionali , il 6% di stufe realizzate in
maiolica e la tradizionale cucina economica per il rimanente 6%. La destinazione d’uso prevalente degli impianti è quella del riscaldamento.
Da evidenziare che il 35% del campione ha dichiarato di aver provveduto a far pulire canne fumarie e camini al bisogno, il 30% dopo 5 anni dall’installazione, il 20% dopo 10 anni e il rimanete
15% addirittura dopo 15 anni.
Da considerare che 3 mm di deposito di fuliggine all’interno della canna fumaria riducono il rendimento del 16% richiedendo un maggiore utilizzo di combustibile, causando maggiori emissioni e
ovviamente maggiori costi.
Luciano Rossi, presidente provinciale della categoria fumisti.

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