Le dinamiche del commercio estero bellunese e trevigiano nel primo semestre 2017

L’accelerazione della crescita mondiale permette alle esportazioni trevigiane di crescere del +6,3% e a quelle bellunesi di rimanere stabili sui livelli record dello scorso anno (+0,7%).


Economia - pubblicata il 18 Settembre 2017


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L’accelerazione della crescita del commercio mondiale, dopo la frenata registrata tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, risulta confermata anche dai dati territoriali sulle esportazioni diffusi
dall’ISTAT al primo semestre 2017. Le esportazioni italiane hanno giocato un ruolo determinante nella ripresa dell’economia: sono cresciute complessivamente del +8,0% rispetto al primo semestre del
2016, quando risultavano poco più che stabili rispetto all’anno precedente (+0,3%).

Anche l’export veneto è interessato da questa accelerazione con un tasso di crescita che passa dal +0,2% registrato a giugno 2016 al +6,1% del primo semestre di quest’anno.

“Dopo un inizio anno positivo è proseguito con risultati più che lusinghieri, per le nostre esportazioni provinciali, anche il secondo trimestre del 2017” – commenta il Presidente della
Camera di Commercio di Treviso – Belluno, Mario Pozza.

Treviso cresce in linea con la media regionale (+6,3%, contro il +1,2% dello scorso anno). Si conferma il ritorno al positivo dell’export di macchinari, già rilevato a fine 2016 ed
al primo trimestre 2017 (+6,3% sul primo semestre 2016, contro il calo tendenziale del -2,3% di un anno fa). Bene anche l’elettrodomestico (+16,8%, quando lo scorso anno si registrava il -4,3%), la
carpenteria metallica (+13,9%), i prodotti in gomma plastica (+10,9%) e le altre apparecchiature elettriche (+9,2%). Sotto la media provinciale le calzature (+5,8%), le bevande (+4,8%) e i mobili
(+0,7%); per questi settori si tratta tuttavia di un’ulteriore crescita su quella in controtendenza registrata a giugno 2016 (rispettivamente +8,1%, +15,9% e +7,3%).

Il recupero dell’export manifatturiero trevigiano sui mercati extraeuropei è stato significativo: il balzo registrato del +7,8% non solo colma il calo del -4,3% dello scorso anno, ma permette anche
di superare la soglia delle vendite del primo semestre 2015. Le esportazioni verso gli Stati Uniti, primo mercato di riferimento al di fuori dell’Unione, aumentano del +11,7% (+43 milioni) sul
primo semestre dell’anno precedente quando già crescevano del +5,1%. Si rafforzano i flussi verso Cina-Hong Kong e Svizzera (entrambi con +7,9%), in sofferenza nello stesso periodo dell’anno
precedente, e soprattutto risulta in netto miglioramento l’export verso la Russia (+21,1%, dopo la flessione a due cifre accusata un anno fa). In crescita, anche se su volumi decisamente più
modesti, le vendite verso il Canada e l’Australia (rispettivamente +15,6% e +16,5%).

Si mantiene comunque positiva la performance nei mercati dell’Unione Europea 28 (+5,3%) che già crescevano bene a giugno 2016 (+4,2%). Il rallentamento delle vendite in Germania (+0,5%),
Francia (+2,7%) e Spagna (+1,7%) è più che compensato da una maggiore crescita da parte degli altri principali partner comunitari, in particolare Regno Unito (+5,2%), Romania (+8,1%), Polonia
(+22%) Austria (+8,6%) e Paesi Bassi (+14,6%).

“La performance di Treviso, – conferma Pozza- è il risultato di variazioni tendenziali positive per tutte le principali voci che costituiscono il nostro made in Italy (dai macchinari
industriali agli elettrodomestici, dal mobile alla calzatura, al prosecco) e con significativi recuperi verso mercati importanti come la Cina e la Russia”.

Le esportazioni di Belluno si fermano al +0,7%, un risultato condizionato soprattutto dal fatto che nello stesso periodo dello scorso anno l’export bellunese conosceva una crescita
maggiore rispetto a quella di quasi tutte le altre province venete (+3,4%). La frenata rispetto ai volumi export del primo semestre del 2016, già evidenziata anche dai dati del primo trimestre
dell’anno, interessa principalmente l’occhialeria, prodotto di punta dell’interscambio commerciale bellunese (-1,2%, -19 milioni di euro) ed i prodotti in gomma e plastica (-20%, -10 milioni di
euro).

Va sottolineato che al netto dell’occhialeria, anche le esportazioni bellunesi mostrano un aumento del tasso di crescita al pari di quello trevigiano e veneto (+6,2%) grazie principalmente al
contributo positivo del settore dei macchinari industriali (+8,0%), della carpenteria metallica (+14,8%) e dell’abbigliamento (+19,4%).

Uno sguardo alle direttrici dell’interscambio testimonia che la decelerazione dei flussi manifatturieri bellunesi in uscita è in generale imputabile ai minori movimenti extraeuropei (-6,3%) su cui
gioca un ruolo importante il ripiego dell’occhialeria. Le vendite verso gli Stati Uniti, che si confermano primo mercato oltrefrontiera, accusano una flessione del -2,0% (-9 milioni di euro), ma la
maggiore crescita registrata al primo semestre di un anno fa (+3,1%) permette di mantenere volumi più alti rispetto a quelli di giugno 2015. In forte contrazione invece le vendite verso gli Emirati
Arabi e la Corea del Sud (rispettivamente -21,6% e -34,4%; -10 e -13 milioni di euro). In controtendenza Cina-Hong Kong, secondo mercato di riferimento extra-Ue, che cresce del +3,6% dopo la
frenata tendenziale accusata a giugno 2016 (-6,9%).

Accelerano invece le vendite di prodotti manifatturieri nel mercato comunitario passando dal +5,2%, del primo semestre dello scorso anno, al +8,6%, grazie soprattutto al ritmo di crescita delle
vendite in Francia (+13,0%), primo mercato di riferimento intra Ue; in aumento anche l’export verso Germania e Spagna (sopra al +6% per entrambi i Paesi).

“Il risultato di Belluno, – sottolinea il Presidente – come già evidenziato dai dati del trimestre precedente, conferma i livelli già raggiunti un anno fa quando il ritmo di crescita
era più sostenuto rispetto a quello delle altre province venete”.

“C’è da augurarsi, quindi – conclude Pozza – che la ripresa in corso, strettamente legata alle tendenze della congiuntura internazionale più che ad un rafforzamento della nostra
struttura produttiva, possa estendersi, come anticipato dalle revisioni al rialzo delle previsioni, anche alla seconda parte dell’anno in corso”.

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