Le dinamiche del commercio estero bellunese nel 2018


Economia - pubblicata il 01 Aprile 2019


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Fonte: ufficio stampa Camera di Commercio di Treviso – Belluno


L’export bellunese si mantiene stazionario (+0,1%) con 3,9 miliardi di esportazioni nel corso del 2018, ma in crescita al netto dell’occhialeria (+4,9%).

Belluno, 29 marzo 2019. Il quadro economico internazionale evidenzia un proseguimento dell’attuale fase di rallentamento ed in questo contesto gli indici anticipatori compositi dell’Ocse mantengono
un orientamento negativo che non lascia intravedere punti di svolta nel breve periodo.

La decelerazione, che risente anche dell’incertezza sulle politiche di restrizione degli scambi globali, ha interessato soprattutto l’economia dell’area euro dove la frenata del commercio mondiale
è stata particolarmente significativa.

L’economia italiana, nel corso del 2018, ha progressivamente rallentato più che nel resto dell’area euro risentendo soprattutto della frenata degli investimenti su scala globale, anche in maniera
indiretta, come fornitrice di beni intermedi alle imprese tedesche. In particolare i dati diffusi dall’Istat per l’anno 2018 evidenziano un rallentamento delle esportazioni dell’Italia che
continuano a crescere del +3,1% rispetto all’anno precedente, ma ad un tasso più che dimezzato rispetto a quello registrato nel corso del 2017 (+7,6%).

Stessa dinamica per le esportazioni del Veneto: crescono del +2,8% nel 2018, sono tuttavia in rallentamento rispetto alle performance registrate nel 2017 (+5,6%): effetto da un lato di una
dinamica più modesta delle vendite per il comparto della carpenteria metallica, dei prodotti alimentari e delle bevande, delle apparecchiature elettriche e della metallurgia, una stazionarietà per
l’occhialeria ed una flessione per il settore della concia e lavorazioni pelli, dei prodotti chimici e farmaceutici, degli elettrodomestici e dei gioielli.

Un po’ meglio va l’aggregato territoriale del Nord-Est (+4,3%), soprattutto al traino dell’Emilia-Romagna (+5,7%).

BELLUNO

Le esportazioni di Belluno chiudono il 2018 stabili ai livelli 2017 (+0,1%), sintesi tra il risultato negativo dell’occhialeria (-1,8%) ed un andamento positivo in linea con l’anno precedente per
il complesso di tutti gli altri principali settori (+4,9%).

Nel dettaglio, crescono del +6,6% le vendite di macchinari, a ritmi superiori al risultato di un anno fa (+5,5%); significativo il recupero a due cifre per i prodotti
in
gomma e plastica (+29,8%) dopo la forte diminuzione dello scorso anno (-18%) e l’aumento delle vendite di metallurgia (+10,4%); positivo anche l’export
dell’elettronica, apparecchi medicali e di misurazione (+7,8%), i prodotti alimentari (+11%).

L’analisi delle direttrici dell’interscambio manifatturiero nel bellunese è, con tutta evidenza, condizionata dall’andamento dell’occhialeria, sia nelle dinamiche che nei volumi. Ciò premesso, il
risultato complessivo è frutto di una compensazione fra il risultato negativo verso l’area extra-Ue (-2,4%, -47,6 milioni di euro) e quello positivo intra-Ue (+2,3%, +43,6 mln.). Positività che
assume contorni diversi se la si confronta con la dinamica nettamente positiva registrata lo scorso anno nello stesso periodo di analisi (+7,6%).

“Le esportazioni di Belluno – commenta il Presidente Pozza – risultano sostanzialmente stazionarie (+0,1%) per il risultato negativo dell’occhialeria (-1,8%) che
rappresenta ancora quasi il 70% dell’export provinciale confermando la provincia bellunese al primo posto tra le province italiane per export di occhialeria. Tuttavia, il manifatturiero – al netto
di questo comparto – continua a crescere bene, al ritmo del +4,9%, grazie soprattutto all’industria dei macchinari che è arrivata a rappresentare quasi il 12% dell’export bellunese”.

Quanto ai mercati: gli Stati Uniti rimangono il primo partner oltrefrontiera, stazionari sui livelli del 2017 (+0,2%). Sostanzialmente stabile anche il secondo mercato extra-Ue di
riferimento, Cina – Hong Kong (+0,9%). Decisamente in calo, anche se con volumi molto più contenuti la Turchia (-10,1%), gli Emirati Arabi (-18,6%) e Israele (-19,2%). Rimane in crescita il Messico
anche se ad un ritmo inferiore rispetto al 2017 (+10%).

Intra unione, il primo mercato di sbocco, la Francia, subisce una diminuzione del -1,8%, mentre risulta in lieve crescita il secondo partner comunitario, la
Germania (+2%): entrambi i mercati, nello stesso periodo di un anno fa, conoscevano crescite anche importanti (rispettivamente +10,2% e +4,5%). In controtendenza positiva il
Regno Unito: nel 2018 le vendite sono cresciute del +6% recuperando e superando la flessione registrata lo scorso anno (-4,5%).

A cura dell’Ufficio Studi e Statistica della

Camera di Commercio di Treviso – Belluno

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