Le dinamiche dell’industria trevigiana e bellunese nel 4°trimestre 2017

Sprint del settore manifatturiero nell’ultima parte del 2017, trainato dagli ordinativi esteri e dalla domanda di beni di investimento.


Economia - pubblicata il 09 Marzo 2018


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A Treviso una variazione tendenziale della produzione nella misura del +7% non si registrava dalla fine del 2010.
A Belluno forte balzo degli ordinativi esteri (+13,6%). Ma sull’andamento medio di produzione e fatturato, prossimi alla stazionarietà, pesano alcune situazioni aziendali negative.

L’ultimo scorcio dell’anno 2017 è stato molto positivo per l’industria manifatturiera veneta. La produzione è in crescita del +6,2% rispetto al IV trimestre 2016, e il fatturato del +6,8%.


“In provincia di Treviso le cose sono andate ancor meglio – sottolinea il Presidente della Camera di Commercio Mario Pozza – : la produzione nel IV trimestre è cresciuta del +7,1% su base
tendenziale, una dinamica che non si registrava dal 2010: ma allora si trattava di rimbalzi illusori, prima di precipitare nella seconda lunga fase recessiva, perdurata fino al 2015. Oggi invece
tutti gli indicatori concorrono a disegnare un quadro di forte irrobustimento della crescita, al traino della domanda internazionale e del ciclo degli investimenti. Se ne stanno avvantaggiando,
infatti, le industrie di beni strumentali e quelle che operano nei beni intermedi”.
“Ma quel che emerge con più soddisfazione da quest’ultima tornata di dati – aggiunge Pozza – è che finalmente questa crescita non riguarda solo una punta limitata dell’economia. Oltre il 60% delle
imprese trevigiane del campione (e sono 240, cui fanno riferimento quasi 12.500 addetti) ci conferma aumenti della produzione e del fatturato, in tutte le classi dimensionali”.

“Anche a Belluno il quadro degli indicatori è, di fondo, positivo, soprattutto lato raccolta ordini, al traino di un’occhialeria e di una metalmeccanica che hanno sostenuto anche la dinamica
occupazionale nel territorio. Tuttavia permangono alcune situazioni aziendali in sofferenza, che in un campione piuttosto ristretto come quello bellunese, condizionano in modo significativo le
tendenze medie provinciali. Questo il motivo per cui le variazioni di produzione e fatturato risultano appiattite verso la stazionarietà. Confermo tuttavia un quadro di fondo positivo – dice il
Presidente Pozza – perché se andiamo a contare le imprese che esprimono giudizi di aumento o contrazione dei loro indicatori, prevalgono nettamente quelle in aumento (quasi il 50%), sia all’interno
della classe dimensionale 5-9 addetti, che all’interno della classe 10-49 addetti. Le situazioni critiche sono circoscritte ad alcune medie imprese”.


“Ispirate all’ottimismo le previsioni per l’avvio del 2018, tanto a Belluno che a Treviso. Una situazione – conclude Pozza – che dobbiamo dunque assolutamente capitalizzare sul piano del
rinnovamento della capacità produttiva e organizzativa. Come già evidenziato da analisi nazionali, anche nei nostri territori ci sono segnali di disallineamento tra domanda e capacità industriale
(i giorni di produzione assicurati dal portafoglio ordini salgono da 46 a 54 nel corso dell’ultimo trimestre) che potrebbero generare pressioni sui prezzi e fungere da freno all’espansione.
Sappiamo inoltre che, a livello macroeconomico, l’inizio di dinamiche inflattive porterebbe la BCE a rivedere in termini meno espansivi la propria politica monetaria, con tutte le conseguenze del
caso, che per l’Italia non sarebbero favorevoli”.
“Dunque per restare agganciati ad un mercato in crescita, dobbiamo lavorare su più fronti: sulla competitività di sistema, certamente (meno carico fiscale, amministrazioni pubbliche più
efficienti), ma anche sulla competitività interna all’azienda: che oggi significa soprattutto lavorare su quei fattori abilitanti (digitalizzazione) che permettono la massima sincronia possibile
tra domanda ipersegmentata e processo produttivo”.

L’analisi di dettaglio degli indicatori per il manifatturiero trevigiano

E’ il segno positivo a caratterizzare tutte le variazioni, sia tendenziali che congiunturali, raccolte dalle imprese manifatturiere trevigiane nel 4° trimestre 2017. Ma, se è scontato il balzo
congiunturale dopo la pausa estiva, di tutt’altro valore sono le variazioni tendenziali che confrontano quanto successo nell’industria negli ultimi tre mesi del 2017 con il medesimo periodo del
2016, caratterizzato ancora dalla quasi stazionarietà.
Emergono dinamiche che non si registravano dal 2010, guidate principalmente dalla stella polare degli ordinativi esteri (+12,1% rispetto al IV trimestre 2016) ma con un consolidamento importante
degli ordinativi interni (+4,0% rispetto al IV 2016) che in realtà, fra alti e bassi, si è manifestato per tutto il 2017 grazie alla ripartenza del ciclo degli investimenti.

1) Produzione
Nel quarto trimestre 2017 la produzione manifatturiera delle imprese trevigiane registra un forte balzo in avanti su base tendenziale pari al +7,1% che fa registrare la migliore variazione positiva
degli ultimi sette anni portandosi anche leggermente al di sopra della media regionale (+6,2%). Il buon recupero rispetto al quarto trimestre 2016 è più che positivo per le imprese di tutte le
classi dimensionali con valori molto vicini al dato medio provinciale. Un’ulteriore conferma arriva dalla distribuzione percentuale dei giudizi dove oltre il 60% delle imprese, di tutte le classi
dimensionali, indica un aumento della produzione rispetto all’anno scorso.
Questa accelerazione della produzione trova riscontro anche nel grado di utilizzo degli impianti: indicatore che, a fine anno, si porta al 74,9% ben al di sopra dei livelli del quarto trimestre
2016 (72,1%).

2) Fatturato e nuovi ordinativi
Il contributo positivo della produzione industriale influenza inevitabilmente il fatturato totale che cresce del +5,6% rispetto all’anno precedente – nonostante il confronto con il valore medio
regionale evidenzi in questo caso una migliore performance del Veneto (+6,8%).
Anche per l’indicatore del fatturato, che si lascia quindi alle spalle la quasi stazionarietà di un anno fa (+0,2%), le variazioni tendenziali sono positive per tutte le classi dimensionali delle
imprese trevigiane e sostanzialmente in linea con l’aumento medio provinciale. Con riferimento alla distribuzione di giudizi delle imprese trevigiane sale ad oltre il 70% la percentuale delle
imprese appartenenti alla classe di 50 addetti e più che segnala un aumento del fatturato rispetto al quarto trimestre dello scorso anno.
Questo recupero del fatturato totale è spiegato anche dall’accelerazione del fatturato estero che cresce del +6,7% rispetto a dicembre 2016, di poco al di sotto della media regionale (+7,1%) e
grazie alle buone performance delle imprese di tutte le classi dimensionali.
Determinante la percentuale di fatturato venduto all’estero che portandosi al 37% si mantiene sui valori del quarto trimestre dello scorso anno ma in ogni caso ben al di sopra delle percentuali dei
primi tre trimestri del 2017 quando il valore più alto era stato raggiunto a marzo (35,3%).
Dalla lettura delle variazioni tendenziali dei nuovi ordinativi, emerge che se gli ordini dal mercato interno si fermano al +4% (contro la quasi stazionarietà registrata un anno fa e di poco sotto
alla media regionale pari al +4,4%), quelli dal mercato estero raggiungono il +12,1% (erano al +4,4% a dicembre 2016) e si collocano sopra alla variazione del Veneto (+10,7%); sia per nuovi
ordinativi dal mercato interno che per quelli dal mercato estero il contributo positivo arriva dalla micro impresa e dalle imprese con 50 addetti e più.

3) Le previsioni per i prossimi tre mesi
Le previsioni per il primo trimestre del 2018 sono ispirate all’ottimismo e in netto miglioramento rispetto a quelle di un anno fa, per tutti gli indicatori ad eccezione della domanda estera.
Produzione: benché prevalga la posizione di chi propende per la stazionarietà (46,4%) si rafforza, rispetto alla situazione di un anno fa, il saldo positivo (+7,5 punti percentuali) tra le imprese
che prevedono un aumento (30,6%) e quelle che sono per una diminuzione (23,1%) della produzione;
Fatturato: le previsioni per il fatturato sono in netto miglioramento considerato che i giudizi positivi passano dal 26,8% al 33%, mentre quelli negativi e quelli di coloro che optano per la
stazionarietà scendono rispettivamente di 2 e di 4 p.p. portando il saldo positivo da +3 p.p. a +11,1 p.p.;
Domanda interna: stessa dinamica per questo indicatore che registra un importante miglioramento del saldo che passa da -0,3 p.p. di un anno fa a +9,2 p.p. di dicembre 2017 per effetto di un
incremento dei giudizi positivi (dal 23,2% al 30,4%), una diminuzione di quelli negativi (dal 23,4% al 21,2%) ed una percentuale di quanti propendono per la stazionarietà che scende sotto al
50%;
Domanda estera: a fronte di una percentuale ancora superiore al 50% di giudizi di stazionarietà, sono in aumento di 4 p.p. i giudizi negativi (dal 16,2% al 20,4%) per un saldo che si mantiene
positivo (+8,5 p.p.) ma in peggioramento rispetto a quello di un anno fa (+11,3 p.p.).

L’analisi di dettaglio degli indicatori per il manifatturiero bellunese

1) Produzione, fatturato, nuovi ordinativi

Stabile al +0,5%, per i motivi sopra richiamati, la produzione manifatturiera in provincia di Belluno rispetto al 31 dicembre 2016; senza rimbalzo la variazione congiunturale che fermandosi al
+0,1% non riesce a recuperare, nonostante il contributo positivo della piccola impresa, il riscontro negativo del trimestre estivo (-2,1%).
Oltre al dato medio, è utile considerare la distribuzione dei giudizi attorno a questo indicatore. Come già anticipato, il 47% delle imprese fornisce giudizi di incremento della produzione, a
fronte di un 37% di giudizi di flessione. Il saldo dei giudizi si mantiene positivo per le classi dimensionali 5-9 addetti e 10-49 addetti; mentre si porta quasi al pareggio per la classe della
media impresa (50 e oltre addetti): qui il 49% di imprese parla di aumento, a fronte di un 46% di flessione. Questa polarizzazione spiega nel dettaglio la variazione media tendenziale, non
brillante.
E spiega anche la dinamica sostanzialmente stabile del grado di utilizzo della capacità produttiva: pari al 76,4%, in linea con un anno fa (75,5%) ma lievemente al di sotto rispetto a quanto
rilevato lo scorso settembre (77,7%).
Stessa dinamica per l’indicatore del fatturato totale la cui variazione rimane sostanzialmente stazionaria rispetto all’anno precedente (+0,2%) ma subisce un rimbalzo del +3% rispetto al trimestre
precedente quando era stata registrata una variazione congiunturale negativa (-3,6%). Anche per questo indicatore si riscontra analoga distribuzione dei giudizi come per la produzione.
E’ con riferimento al fatturato estero che si evidenzia una variazione tendenziale positiva del +2,8%, frenata tuttavia dal risultato negativo della piccola impresa. La percentuale di fatturato
venduto all’estero passa dal 24,1% di un anno fa al 30,5% di dicembre 2017.
Con riferimento agli ordini e come già anticipato in premessa, quelli dal mercato estero fanno registrare un forte recupero rispetto all’anno precedente, pari al +13,6%; mentre quelli dal mercato
interno risultano in crescita debole (+1,7%).

2) Le previsioni per i prossimi tre mesi

Il sentiment degli imprenditori bellunesi evidenzia un saldo, fra ottimisti e pessimisti, positivo per tutti gli indicatori congiunturali e soprattutto in forte miglioramento rispetto ai valori di
dicembre 2016.
I saldi tra giudizi positivi e negativi degli indicatori di produzione, fatturato e domanda interna passano dal segno negativo di un anno fa, a valori più che positivi e a due cifre per produzione
(+12,1 punti percentuali) e domanda interna (+13,4 p.p.). Migliora anche il saldo della domanda estera che passa da +8 p.p. a +14,2 p.p.
Merito non tanto di una diminuzione della quota di quanti optano per la stazionarietà – ancora sopra al 50% per quasi tutti gli indicatori con una punta del 62% per la domanda estera – ma di un
aumento della percentuale degli ottimisti e di una diminuzione dei pessimisti ad eccezione dell’indicatore della domanda estera, dove sono in aumento anche i giudizi negativi con un saldo che si
mantiene comunque positivo per una prevalenza degli ottimisti sui pessimisti.

Nota metodologica
L’indagine Veneto Congiuntura del quarto trimestre 2017 – realizzata da Unioncamere del Veneto – si basa su 239 imprese intervistate, per un totale di 12.433 addetti, per la provincia di Treviso e
su 92 imprese intervistate, per un totale di oltre 4.169 addetti, per la provincia di Belluno.

a cura dell’Ufficio Studi e Statistica della
Camera di Commercio di Treviso – Belluno

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