Le novità del D.Lgs. n. 116/2020 che rendono concreta la disciplina comunitaria dell’economia circolare in Italia

Pozza: Si crea una nuova relazione innovativa tra produttore e consumatore che sempre più richiede prodotti sostenibili rispettosi dell’ambiente e della salute delle persone


Economia - pubblicata il 26 Maggio 2021


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Fonte: ufficio stampa Camera di Commercio di Treviso Belluno|Dolomiti

Da premettere che il D.Lgs. n. 116/2020, recepisce due delle quattro Direttive europee, contenute nel Pacchetto Economia Circolare (le direttive 2018/851/Ue e 2018/852/Ue), modificando
sensibilmente la parte IV del D.Lgs. n. 152/2006 (il cd “Testo Unico Ambientale”).

Si sta rivoluzionando il settore della gestione dei rifiuti per le imprese e grazie alle novità del decreto legislativo si sta rendendo concreta per l’Italia l’applicazione della disciplina
comunitaria dell’economia circolare – evidenzia il Presidente della Camera di Commercio Mario Pozza-. Viene, infatti, rafforzata la responsabilità del
produttore di beni, incentivato a produrre nuovi articoli dal ciclo di vita più lungo e sostenibile per permettere il riutilizzo, la riparazione e il riciclo e recupero dei componenti e dei
materiali. Questo porta a innovare i processi di produzione e di prodotto in una visione sostenibile. Si crea una nuova relazione innovativa tra produttore e consumatore che sempre più richiede
prodotti sostenibili rispettosi dell’ambiente e della salute delle persone. Bene la similitudine dei rifiuti per natura e composizione ai rifiuti domestici come i rifiuti dei mercati, della
lavorazione del legno, degli imballaggi, così come il miglioramento dei meccanismi di tracciabilità dei rifiuti. Ricordo che la Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti ha attivato il
servizio di Vidimazione Virtuale dei Formulari Rifiuti che permette ad imprese ed enti, digitalmente e senza alcun costo, di produrre e vidimare autonomamente il formulario di identificazione del
rifiuto.

Le modifiche introdotte riguardano principalmente i seguenti aspetti:

il rafforzamento del sistema della responsabilità estesa del produttore di beni (EPR), incentivando il design e la produzione di nuovi articoli dal ciclo di vita
più lungo e sostenibile, o ideati per prevenire la produzione dei relativi rifiuti, ovvero per permettere riutilizzo, riparazione, riciclo e recupero dei componenti e dei materiali, anche
contrastando l’obsolescenza programmata;

la revisione della definizione di Rifiuto Urbano, con assimilazione dei rifiuti di provenienza non domestica ai rifiuti urbani quando posseggono delle specifiche
caratteristiche merceologiche, risultando “simili per natura e composizione ai rifiuti domestici” (es. rifiuti dei mercati, della lavorazione del legno, degli imballaggi, ecc.). Il nuovo
meccanismo di “similitudine/assimilazione” consiste in una qualificazione effettuata direttamente dalla legge, senza alcun rinvio a norme applicative;

la scelta tra gestore pubblico e privato, da parte delle aziende, per la gestione dei rifiuti urbani (per similitudine/assimilazione) prodotti, ed avviati a
riciclo;

la detassazione per le utenze non domestiche che producono rifiuti urbani (per similitudine/assimilazione) e che li raccolgono al di fuori del servizio pubblico,
attestando di averli avviati al recupero (sono quindi escluse dalla corresponsione della componente tariffaria rapportata alla quantità di rifiuti conferiti). L’esclusione dal pagamento della
quota variabile, rapportata alla quantità di rifiuti, è subordinata al conferimento di tutti i rifiuti urbani al di fuori del pubblico servizio e al loro avvio al recupero per un periodo di
almeno cinque anni;

la modifica della tempistica per la conservazione del registro di carico e scarico (3 anni invece di 5, calcolati a partire dalla data dell’ultima registrazione,
unitamente ai formulari; perennemente per le discariche sino a chiusura dell’impianto). Da aggiungere la citazione più estesa dell’elenco dei soggetti obbligati alla compilazione e di quelli
esonerati dal 26 settembre 2020;

la previsione che il registro infatti sia conservato (o reso accessibile) presso ogni impianto di produzione o di trattamento (stoccaggio/recupero/smaltimento) e
presso la sede operativa di raccoglitori, trasportatori, commercianti ed intermediari;

le altre modifiche riguardano la trasmissione della quarta copia dei formulari, che potrà essere inviata mediante PEC; i rifiuti prodotti in quantitativi limitati
dalle attività di manutenzione, disinfestazione o da piccoli interventi edili, che potranno essere trasportati con il solo documento di trasporto DDT; l’introduzione del termine “prima della
raccolta” nella definizione di deposito temporaneo; gli End of Waste che dovranno essere sottoposti a una valutazione attestante tutti i requisiti della nuova materia prima previsti dalle
normative riguardanti sostanze chimiche e prodotti a esse collegati (vedi REACH e CLP).

Il decreto approfondisce quindi i meccanismi di tracciabilità dei rifiuti, aprendo la strada al Rentri, il nuovo registro elettronico dei rifiuti, collocato presso il ministero
dell’Ambiente e gestito con il supporto dell’Albo nazionale Gestori Ambientali.
Un decreto interministeriale ne disciplinerà quindi modalità di funzionamento, iscrizione e tenuta,
anche al fine di consentire la lettura integrata dei dati e gli adempimenti relativi al registro di carico e scarico e al formulario per il trasporto. Fino all’entrata in vigore del nuovo
decreto le imprese continueranno ad utilizzare i documenti già in uso.

LE NUOVE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RIFIUTI E DEI “SIMILI/ASSIMILATI” PRODURRANNO SIGNIFICATIVE RIPERCUSSIONI SULLA GESTIONE E SULL’ORGANIZZAZIONE INTERNA DELLE AZIENDE OLTRE CHE BENEFICI PER LA
TUTELA DELL’AMBIENTE.

Da sottolineare che alcune delle modifiche introdotte coinvolgono, in modo più diretto, e lo faranno anche in futuro, le stesse Camere di Commercio, alle quali il legislatore, nel tempo ha
affidato delle specifiche competenze in ambito ambientale. Nello specifico, il decreto consente, fino al nuovo decreto, che il formulario possa essere prodotto in format esemplare, conforme al Dm
145/1998, identificato da un numero univoco, tramite applicazione delle CCCIA, stampato e compilato in duplice copia.

Conseguentemente, di recente, è stato realizzato dalle Camere di Commercio, attraverso Ecocerved scarl, il servizio Vidimazione Virtuale dei Formulari Rifiuti (ViViFir), che permette ad imprese ed enti,
digitalmente e senza alcun costo, di produrre e vidimare autonomamente il formulario di identificazione del rifiuto. Anche la Camera di Commercio di
Treviso-Belluno|Dolomiti ha attivato il servizio a partire dallo scorso 8 marzo. L’accesso al servizio viene effettuato tramite il portale ViViFir, con autenticazione mediante identità digitale
(CNS, SPID, CIE) per titolare/legale rappresentante/ soggetti delegati, indicando l’impresa per conto della quale si intende operare.

La Camera di commercio Treviso-Belluno|Dolomiti, direttamente, tramite l’Ufficio Unico Ambiente delle Camere di commercio del Veneto o l’Albo Gestori Ambientali sezione Veneto e nazionale,
garantisce alla Comunità delle proprie imprese i servizi e le competenze tecniche per poter adempiere a tutte le norme ambientali che la coinvolgono:

Vidimazione Registri carico/scarico e Formulari

MUD

RAEE

PILE

F-Gas

All’aspetto più pratico di assistenza alle imprese ed ai soggetti coinvolti ed interessati da tali adempimenti, si affianca la costante presenza per quanto riguarda la formazione gratuita. In
questi primi mesi dell’anno sono già stati organizzati 3 webinar, il primo riguardante la possibilità di vidimazione tramite il servizio ViViFir, il secondo riguardante le novità introdotte dal
D.Lgs. n. 116/2020 e il terzo dedicato al Modello Unico Dichiarazione ambientale (MUD).

Relativamente al Modello Unico Dichiarazione ambientale, risultano confermati: i
soggetti obbligati alla presentazione, la struttura del modello, le modalità di presentazione e le informazioni da trasmettere. La scadenza per la presentazione è il 16 giugno 2021.

Per finire, per assistere e informare puntualmente le imprese sui temi ambientali, e supportarle nell’auspicato processo di transizione ecologica, la Camera di commercio di
Treviso-Belluno|Dolomiti utilizza numerosi canali di comunicazione: dal sito istituzionale www.tb.camcom.gov.it al
portale web di approfondimento dei temi CSR, sostenibilità ambientale e legalità www.impreseresponsabili.tvbl.it, dalla CRM “la Camera informa” alle newsletter, ai canali social, ai comunicati stampa, ecc.).

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