“L’economia nell’anno del covid-19: quali cure, quali sostegni”. Il Presidente Pozza: nei prossimi mesi ci sarà anche il problema dell’accesso al credito.


Economia - pubblicata il 16 Dicembre 2020


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Fonte: ufficio stampa Unioncamere Veneto e l’Osservatorio economico e sociale di Treviso e Belluno

Si è tenuto questa mattina sulla piattaforma Google Meet il webinar dal titolo “L’economia nell’anno del covid-19: quali cure, quali sostegni” organizzato da Unioncamere
Veneto
e l’Osservatorio economico e sociale di Treviso e Belluno in collaborazione con Veneto Lavoro e Banca d’Italia.

L’obiettivo dell’incontro non è stato solo quello di fotografare il quadro della situazione economica del Veneto, il bilancio sulle imprese manifatturiere nell’anno Covid grazie all’indagine
VenetoCongiuntura di Unioncamere del Veneto, l’andamento del commercio con l’estero nei primi nove mesi del 2020, le dinamiche sul mercato del lavoro regionale monitorate da Veneto Lavoro in
quest’annus horribilis, gli impatti sulle imprese e gli aggregati creditizi osservati dalla Banca d’Italia, ma anche quello di delineare i fattori chiave per ripartire ed uscire dalla crisi
causata dall’emergenza sanitaria.

All’incontro aperto dal presidente, Mario Pozza e dal Vice Capo della Sede di Venezia della Banca d’Italia Massimo Gallo hanno partecipato: Antonella Trevisanato dell’Area
Studi e Ricerche di Unioncamere del Veneto, Federico Callegari dell’Osservatorio Economico e Sociale Treviso e Belluno, Maurizio Rasera dell’Osservatorio regionale Mercato del lavoro
– Veneto Lavoro, Emanuele Breda e Mariano Graziano, divisione analisi e ricerca della Banca d’Italia (sede di Venezia). Le conclusioni sono state affidate a Tiziano Barone,
Direttore Veneto Lavoro.

Il Presidente di Unioncamere Veneto, Mario Pozza, nel suo saluto introduttivo ha sottolineato che “Il sistema manifatturiero veneto, nel complesso, ha agganciato il rimbalzo congiunturale
nel terzo trimestre. Lo dimostrano i dati raccolti tramite l’indagine VenetoCongiuntura, basata su 2.200 imprese per 160.000 addetti. Lo dimostrano i dati ISTAT sul commercio estero. Mancano
tuttavia all’appello 5,3 miliardi di export rispetto ai primi 9 mesi del 2019, per una variazione tendenziale che si arresta al -11,0%. E restano significative alcune differenze fra settori: in
bene, per l’arredo-casa, in male per l’occhialeria, in chiaroscuro per settori come i macchinari e i mezzi di trasporto (dove si bilanciano tendenze opposte, in base ai mercati di
riferimento)”.

“Dunque – prosegue Pozza – è doveroso interrogarsi su come sostenere l’economia nel medio termine. In una fase che ancora per un po’ dovrà fare i conti con l’emergenza sanitaria,
ma che non può continuare soltanto a giocare in difesa. Crediamo al riguardo – conclude Pozza – sia molto utile realizzare assieme un forte momento di condivisione dell’informazione
fra i principali enti che monitorano l’economia regionale e le parti sociali. È per questo che ci siamo messi in rete, realizzando un webinar congiunto assieme a Veneto Lavoro, Banca d’Italia,
Osservatorio Economico di Treviso-Belluno: per confrontarci sull’andamento della nostra economia, fra dinamiche congiunturali, export, occupazione e credito. Le basi di partenza per ragionare sul
nostro futuro, oltre Covid. E tra le priorità dei prossimi mesi ci sarà sicuramente l’accesso al credito che, con le nuove regole in arrivo dal primo gennaio, rischia di essere molto più complesso
mettendo in difficoltà molte piccole medie imprese. Questo rischia di essere un macigno per il nostro sistema economico”.

Massimo Gallo, Vice Capo della Sede di Venezia della Banca d’Italia, è intervenuto così nel corso della riunione: “Dopo il ritorno a una crescita economica sostenuta nel terzo trimestre,
cui hanno contribuito le politiche di sostegno messe in atto dal Governo, dall’Unione Europea e dall’Eurosistema, il recente forte aumento dei contagi si sta riflettendo negativamente sulle
prospettive a breve termine. In un clima di grande incertezza, dopo il netto calo del prodotto di quest’anno, si prefigura un graduale recupero nel prossimo biennio. Auspichiamo che il sistema
veneto, con l’aiuto degli interventi pubblici, sappia fare leva sui propri punti di forza per trasformare questa crisi senza precedenti in un’opportunità di crescita e d’inclusione.”

Nel corso dell’incontro, Veneto Lavoro ha illustrato i dati sul mercato del lavoro. In Veneto l’effetto della pandemia nei primi undici mesi dell’anno ha comportato per il settore
privato una riduzione pari a -37.000 posizioni di lavoro dipendente rispetto a quanto accaduto nell’analogo periodo dell’anno precedente, caduta concentrata nei primi due trimestri e solo
modestamente compensata nei mesi seguenti. Il saldo annualizzato continua lentamente a migliorare, ma rimane a novembre negativo per -10.000 posizioni lavorative.

È un risultato frutto della forte contrazione delle assunzioni: se nel secondo trimestre dell’anno si erano ridotte del -47%, mentre nel terzo il gap era sceso al -8%, da ottobre pare in atto una
riapertura della forbice e il differenziale di novembre con l’analogo periodo dell’anno precedente si fissa al -22%.

Nel periodo compreso tra gennaio e ottobre le giornate lavorate con contratti a termine si sono ridotte rispetto al 2019 di circa 12 milioni, pari al -21%. Se trasformiamo queste giornate in
lavoratori costantemente impegnati tra gennaio e ottobre otteniamo un valore vicino ai -39.000 occupati medi in meno rispetto ai 188.000 registrati nel periodo corrispondente del 2019 (-13%).
“Questo scenario di ripresa pandemica ci impone di mettere in campo strumenti adeguati per sostenere il sistema economico e sociale regionale, al fine che i danni già subiti non diventino
permanenti” chiosa Tiziano Barone, direttore di Veneto Lavoro.

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