Leo da Vinci – Missione Monna Lisa: il lungometraggio del Gruppo Alcuni. Prevenduto in più di 60 paesi del mondo.

Francesco Manfio: nell’animazione è necessario creare un team composto da centinaia di artisti e di tecnici che per tre anni viva con un unico scopo: rendere reale un sogno.


Eventi - pubblicata il 17 Gennaio 2018


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Fonte: ufficio stampa Gruppo Alcuni

È uscito in sala da una settimana in circa 300 copie “Leo da Vinci – Missione Monna Lisa”, l’ultima fatica cinematografica di Sergio Manfio, direttore artistico di
Gruppo Alcuni, che ne ha curato la regia oltre che aver scritto la sceneggiatura insieme al fratello Francesco Manfio (che ne è il produttore esecutivo) e la collaborazione di Anna
Manfio
e Davide Stefanato.

La realizzazione di questo film – accolto favorevolmente dalla critica che ne ha lodato la qualità realizzativa, l’uso dei colori e la resa dell’ambientazione nella Toscana del tempo di Leonardo,
oltre che il ritmo della narrazione e le musiche – ha coinvolto oltre 400 persone, delle quali più di 100 per tutti i 32 mesi di durata della produzione. Gruppo Alcuni è produttore all’80%
del film
, insieme alla società polacca Warsaw Movie Home. In Italia il film è distribuito da Videa, mentre per la distribuzione worldwide Gruppo Alcuni
opera in collaborazione con All Rights Entertainment, società francese con sede negli Stati Uniti e a Hong Kong.

Leo da Vinci gode del sostegno di importanti aziende italiane come Mondadori e Gribaudo per l’editoria, Oviesse per l’abbigliamento,
Dolfin per dolci e cioccolato.

Nei mesi scorsi il film è stato presentato ai più importanti mercati mondiali (Cannes e American Film Market in primis), dove è stato prevenduto in più di 60 paesi del mondo, tra cui Repubblica
Popolare Cinese, Spagna, Israele, Unione Sovietica ed ex Repubbliche Sovietiche, Slovacchia, Repubblica Ceca, Slovenia, Croazia, Corea del Sud, Turchia… tanto per citarne alcuni. Ora che il film è
completato verrà presentato all’European Film Market che si svolge nell’ambito della Berlinale a metà febbraio.

La colonna sonora è stata composta da Marco Fedalto ed è stata eseguita dai 50 professori dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento diretta dal M°
Molinelli. Marco Fedalto spiega: “Ho concepito una musica molto dinamica, dai connotati spesso drammatici ma in cui non mancano gli elementi buffi; che conferisce l’indispensabile aura di
mistero alle scene della ricerca del tesoro ma che dà spazio anche ai momenti ludici e spensierati vissuti dai protagonisti. Ogni tema è stato pensato per essere variato in continuazione, dando
così allo spettatore la sensazione un unicum temporale che collega le singole scene e le parti di tutto il film…”

Il film è arricchito anche da una canzone di Riki, giovane cantante italiano che ha conquistato nel 2017 tre Dischi di Platino, posizionandosi nelle vendite davanti a Fedez e J-AX,
Mina e Celentano, Ed Sheeran e Tiziano Ferro.

Il produttore esecutivo Francesco Manfio illustra le difficoltà da superare per produrre un lungometraggio in animazione: Produrre un film in animazione è un’impresa
complessa, al limite della follia. Non parlo tanto delle problematiche economiche (certamente rilevanti) bensì delle difficoltà artistiche, tecniche e organizzative che si devono superare per
realizzarlo. Nella live action con una buona sceneggiatura, un regista “giusto” e degli attori ispirati è possibile girare, in cinque settimane, un ottimo film. Nell’animazione è necessario creare
un team composto da centinaia di artisti e di tecnici che per tre anni viva con un unico scopo: rendere reale un sogno.
Il primo giorno di riprese non c’è nulla. Non ci sono attori o location affascinanti, solo un foglio di carta bianco o uno schermo vuoto, tutto deve essere inventato. Sono da
creare i personaggi; si deve creare il mondo in cui vivono; si devono inventare tutti gli oggetti che usano. Infine, si deve fare in modo che questo mondo non sembri inventato ma vivo e credibile.
Per farlo non bastano le capacità artistiche ma devono essere messe in campo delle straordinarie competenze tecnico/realizzative. E quando il lavoro pare concluso inizia il maniacale controllo del
girato, durante il quale i responsabili dei vari settori “vivisezionano” fotogramma per fotogramma alla ricerca del più piccolo errore. E si riparte dall’inizio, perché se qualcosa non funziona si
deve rifare tutto.
Insomma: solo dei pazzi possono fare i cartoon ma chi fa i cartoon non può essere pazzo.

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