L’industria veneta chiude il secondo trimestre 2021 con ottimi risultati. Produzione e fatturato prendono velocità rispetto ai livelli pre crisi

Pozza: Nel secondo trimestre del 2021 l’industria veneta ha registrato un andamento vivace: produzione (+8,4%) e fatturato (+14,6%) prendono slancio rispetto ai livelli medi 2019 e pur nell’incertezza della variante delta e delle campagne vaccinali permane l’ottimismo per i prossimi mesi. Bene anche la domanda sia estera (+11,9%) che interna (+7,4%)


Economia - pubblicata il 06 Agosto 2021


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Fonte: ufficio stampa Unioncamere Veneto

Venezia, 5 agosto 2021 | Nel secondo trimestre 2021 l’economia veneta si è ripresa più rapidamente del previsto, grazie al miglioramento della situazione sanitaria che ha portato a un più
rapido allentamento delle restrizioni sul controllo della pandemia.

La tendenza è caratterizzata da una fase vivace dell’attività industriale, malgrado la variante delta incuta ancora incertezza sulle misure restrittive e sugli scenari futuri.
Nonostante dinamiche di mercato non ancora chiare, la manifattura del Veneto presenta aspettative positive e il gap rispetto ai dati medi del 2019 si riduce: nel periodo
aprile-giugno 2021 la produzione industriale registra un recupero consistente del +8,4% rispetto ai livelli medi pre-pandemia. In particolare, nel secondo trimestre 2021 la
produzione industriale, dopo l’aumento del +12% su base annua registrato nei primi tre mesi 2021, ha preso velocità aumentando del +34,1%.

Tuttavia, tale risultato appare scontato considerato che si rapporta al periodo del 2020 di maggiore blocco dell’attività manifatturiera. L’incremento si registra anche rispetto al trimestre
precedente con una variazione congiunturale destagionalizzata del +5%. Aumentano anche gli altri indicatori: il fatturato (+6,6%) e gli ordinativi sia legati al mercato interno
(+7,1%) che estero (+8,1%). A dirlo sono i dati dell’indagine VenetoCongiuntura di Unioncamere del Veneto condotta a luglio 2021 su un campione di oltre 1.900 imprese con
almeno 10 addetti, a cui fanno riferimento oltre 83 mila occupati (www.venetocongiuntura.it), che ci fanno
capire quali sono le diverse velocità di recupero in gioco nell’industria veneta.

Analizzando la distribuzione media dei giudizi espressi dagli imprenditori relativi al recupero congiunturale, che permettono di capire quanto possa essere diffusa la situazione di
positività tra le imprese nel secondo trimestre 2021, emerge che cresce al 68% la quota di imprese manifatturiere venete che ha dichiarato la produzione in aumento
(era 53% nel primo trimestre 2021), mentre solo il 13% ha evidenziato stazionarietà e il 19% in diminuisce (era 35% nel trimestre precedente). Si tratta di una distribuzione dei giudizi che mette
ben in evidenza il recupero congiunturale oltre le aspettative, che si consolida e continua ad interessare la maggioranza assoluta delle imprese. Analoga situazione si riscontra
per il fatturato: nel secondo trimestre 2021 il 70% delle imprese dichiara vendite in crescita rispetto a inizio anno, mentre solo il 20% accusa una perdita.

La variazione tendenziale della produzione industriale del +34,1% risente inevitabilmente del confronto con il punto di minimo del periodo di crisi del secondo trimestre 2020.
L’analisi diventa quindi più significativa se confrontiamo l’andamento dell’industria veneta rispetto al periodo pre-crisi, identificato come media 2019. Nello specifico, nel
periodo aprile-giugno 2021 la produzione segna uno slancio del +8,4% rispetto ai livelli medi pre-pandemia.

A livello settoriale, i comparti che recuperano in maniera più consistente sono l’alimentare e bevande
(+27%) favorito dalle riaperture di bar e ristoranti; le macchine elettriche ed
elettroniche (+20,1%); le altre imprese manifatturiere (+17,3%) che includono la farmaceutica e la chimica; e il legno mobilio (+12,8%) settore che risente dell’effetto degli incentivi per le
ristrutturazioni. In aumento, ma con un incremento inferiore alla media regionale, anche i settori metalli e prodotti in metallo (+4,8%) e mezzi di trasporto (+0,6%), settore che subisce
l’abbandono delle motorizzazioni convenzionali a favore dei veicoli a impatto zero e della ricaduta sull’intera filiera.

I settori che invece tardano a registrare una ripartenza significativa risultano la carta e stampa (-1,7%), il tessile e abbigliamento (-7,2%) penalizzato anche dai problemi nelle catene di
fornitura che hanno portato all’interruzione di alcune linee produttive, il marmo, vetro e ceramica (-12,1%) e la gomma e plastica (-19,4%) che risente della consistente riduzione dell’interscambio
commerciale con l’estero.

Anche l’indicatore del fatturato nel secondo trimestre 2021 evidenzia un rimbalzo rispetto ai valori medi del 2019, con un aumento del +14,6%.
Mentre per quanto riguarda gli ordinativi il recupero è consistente soprattutto per quelli provenienti dal mercato estero (+11,9%), un po’ meno per quelli dal mercato interno
(+7,4%).

La vivacità dell’attività produttiva e degli ordinativi delle imprese venete è messa bene in evidenza dalla curva di risalita del grado di utilizzo degli impianti, che nel secondo
trimestre 2021 si attesta ad un valore prossimo al 76%, in aumento rispetto a inizio anno (era al 73%) e alla situazione pre-Covid (era 73% tra aprile e giugno 2019). I comparti che evidenziano un
incremento maggiore del grado di utilizzo degli impianti sono le macchine elettriche ed elettroniche (79%, +7 p.p. rispetto al secondo trimestre 2019) e i mezzi di trasporto (82%, +6 p.p.). Invece,
rimangono sullo stesso livello 2019 il tessile e abbigliamento (70%), la gomma e plastica (77%) e le macchine ed apparecchi meccanici (76%).

Nonostante permangano alcune aree di incertezza sul versante delle misure sanitarie, la variante delta e i progressi nelle campagne vaccinali, le imprese del manifatturiero veneto paiono guardare
con fiducia e ottimismo all’immediato futuro. Le previsioni, che guardano alla stagione estiva 2021, rimangono sostanzialmente positive: in media, il 50% delle imprese scommette
sull’aumento della produzione, a fronte di un 19% di pessimisti e di un 31% che fornisce indicazioni di stazionarietà. Rispetto a queste attese, si discostano in positivo il marmo vetro e ceramica,
i metalli e prodotti in metallo, le macchine ed apparecchi meccanici e l’alimentare e bevande. Più pessimiste le aziende dei comparti gomma e plastica e mezzi di trasporto.

Questo sentiment che viene confermato anche dall’indagine Ihs-Markit sul manifatturiero italiano, resa nota lo scorso 2 agosto: anche per luglio il comparto è in forte crescita, sebbene con qualche
indizio di rallentamento determinato dai ritardi delle catene di fornitura e dalle pressioni inflazionistiche sulle materie prime.

I dati sono la conferma che le imprese del Veneto sono in prima linea nel trainare la ripresa – spiega Mario Pozza, presidente di Unioncamere del Veneto –
i
dati sono estremamente positivi per il manifatturiero dei nostri territori
e si è appena chiuso un trimestre straordinario, nel corso del quale la crescita di produzione e fatturato ha
acquisito ulteriore velocità rispetto alla prima parte del 2021.

Con queste performance – continua Pozza – gli imprenditori guardano con fiducia al prossimo trimestre nel corso del quale la maggioranza delle imprese intervistate prevede la
produzione ulteriormente in crescita nonostante ci sia la pausa estiva. Infatti il sistema produttivo consapevole dell’opportunità fornita dalla ripresa non andrà in vacanza, ma continuerà a
lavorare per cercare di incrementare il trend positivo.

È necessario però – avverte Pozza
non abbassare la guardia pur con un quadro statistico così favorevole perché sono presenti alcuni fattori critici che
possono condizionare la tenuta nel tempo di questa ripresa: la carenza e i rincari delle materie prime sono un primo fattore, che fatica a normalizzarsi, nonostante alcune previsioni parlino di una
ridiscesa dei prezzi entro l’anno. Poi c’è sicuramente l’andamento delle campagne vaccinali a livello mondiale: nelle coperture permangono troppe disparità fra aree geografiche, e i Paesi più
vulnerabili, soprattutto fra le economie emergenti, potrebbero innescare una decelerazione della domanda e creare un quadro di instabilità.

In questo contesto – conclude Mario Pozza, presidente di Unioncamere del Veneto – è fondamentale scongiurare il rischio di nuovi lockdown che sarebbero un macigno sulla corsa
delle aziende venete
. E ci auguriamo che le risorse del PNRR arrivino a terra e su questa partita il sistema camerale è in prima linea a fianco della Regione e delle altre istituzioni. I
progetti dovranno essere in grado di generare e propagare valore nei territori generando impatti diffusi sulle diverse filiere. Tra le priorità c’è la necessità di investire sul sistema
infrastrutture snodo strategico per lo sviluppo del territorio garantendo competitività ed opportunità alle nostre imprese che stanno trainando la ripresa.

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